martedì, 17 febbraio 2009

torriniEMILIANA TORRINI AL CORALLO: UN’ALTRA CHE CI CREDE

 

Venti euro più prevendita ed il concerto di Emiliana Torrini al Corallo è servito.

Mentre aspetto l’inizio del live penso che le uniche cose che so di Emiliana sono che il suo ultimo cd “Me and Armini” è molto interessante, che nonostante le origini italiane lei è islandese e canta solo in inglese.

Quando entra sul palco gelido del Corallo (temperatura interna 16°C) con un vestitino a fiori senza maniche anni ’50 (stile “mia nonna”) penso al freddo islandese.

La band si assesta, lei saluta poi inizia la performance...ma sento tutto pianissimo.

Un concerto con un volume così basso è una cosa più unica che rara, cosa ancora più incredibile la Torrini canta senza effetti sulla voce (G. mi scuote e commenta “Canta senza nemmeno un filo di riverbero...Non è mica Jeff Buckley).

Metto su l’aria perplessa e tendo le orecchie per sentire al meglio la voce che si confonde con il resto della musica.

Emiliana canta con gli occhi socchiusi, chiude il pugno col braccio rivolto in basso e si dondola in un trance tipico di una che ci crede..... e ci crede troppo, perchè alle volte la musica bisogna lasciarla andare, divertirsi, mollare.

Emiliana ha una voce di una "pulizia estrema", ogni tanto però sembra perdersi in gola, probabilmente è raffreddata.

Un paio di brani poi Emiliana tossisce, si fa portare una tazza con qualche bevanda calda, dice di essersi ingozzata di pasta , sorride e riprende il concerto.

D’improvviso sulla voce compare un effetto echo+riverbero che ingigantisce il timbro e il concerto intimo della prima parte procede con i brani più indie dell’ultimo cd .

Se vuoi puoi inziare anche a muovere il piedino, “Jungle Drums” è un pezzo stratosferico e la ragazza islandese lo canta da Dio, si lascia andare, comincio a prenderci gusto.

Metto su l’aria soddisfatta e mi gusto “Me and Armini” altra gran perla tratta dall’ultimo cd, il concerto prende corpo, il volume è più alto, ci siamo.

Emiliana rientra dopo la pausa, mi attendo un gran finale e invece tutto diventa più intimo e mieloso, si torna alla versione “ci credo a buco” , metto su nuovamente l’aria dubbiosa e sarò costretto a tenerla fino alla fine del concerto.

postato da: tage alle ore 17:20 | Permalink | commenti (1)
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