giovedì, 01 ottobre 2009

noteTI BUTTO GIU' UNA CANZONE IN 5 MINUTI SE VUOI

Quindi che si fa, aspetto un altro momento oppure scrivo tutto di getto senza pensare alla punteggiatura e agli errori di ortografia. Alle volte questa seconda soluzione mi alletta e adesso che ho un' ideuzza con già una melodia in testa che non vuole andarsene sarebbe meglio scrivere invece di stare a fare lunghi preamboli.

"Come le rondini nel mare Ti vedevo sussurrare negli occhi miei
E continuavo a non sentire Vedevo la bocca avvicinarsi agli occhi miei
Eravamo lontano lontano Nei sensi confusi La vista l’udito l’olfatto
Il sapore di mare negli occhi E le mani sul corpo disfatto
E il telegiornale vendeva notizie più chiare Di cronaca nera d’estate"
Fine dell'ideuzza, non sono ancora passati i cinque minuti , avrei ancora tempo per aggiunger qualcosa ma sarebbe sforzato, mi fermo qui, metto via l'Ibanez e vado a letto.
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martedì, 15 settembre 2009
godanoIL PENSIERO IDIOSINCRATICO DI GODANO
 
Tranquilli non ho mangiato la lettera I del dizionario e nemmeno voglio fare il califfo usando un lessico forbito.
Il fatto è che domenica scorsa, al Festival della Letteratura di Mantova ho assistito alla conferenza di Cristiano Godano (per intenderci il cantante dei Marlene Kuntz) che ogni tre minuti inseriva la parola idiosincratico in una frase.
La cosa intrigante è che, a parte l’uso smodato di questo termine (di cui non vi rivelerò mai il significato), i concetti di Godano sono stati davvero interessanti, mi sono ritrovato a bocca aperta ad ascoltarlo e alla fine non ho resistito e ho comprato anche la sua raccolta di racconti “I vivi”.
A dire il vero non è stato facile reperire questo volumetto, visto che era esaurito un po’ ovunque ma fortunatamente c’è chi mi ha aiutato indirizzandomi nella libreria Feltrinelli in centro a Mantova.
La cosa strana è che il buon Godano non mi aveva mai convinto fino in fondo; devo ammettere che un paio di canzoni sono davvero belle, però non riuscivo a spingermi oltre.
Domenica, invece,  la folgorazione: sotto il tendone mantovano mi spiattella davanti il suo modo di vedere l’arte, sostiene che il musicista non lavora di getto ma opera spesso di precisione cercando anche per settimane la parola musicalmente adatta in una determinata strofa.
Rimango colpito perché è anche il mio modo di concepire la stesura del testo di una canzone.
Divaga poi sul ruolo di scarso prestigio che riveste un musicista in Italia piuttosto che in Inghilterra e anche qua non posso che dargli ragione, racconta del suo modo di scrivere racconti e del suo debutto come attore.
Alla fine mi esalta, in poche parole mi convince del suo grande valore di artista... cavoli però... dovevo accorgermi subito che uno che ha il nome in rima col cognome non può essere altro che un gran artista !
L’incontro con Battiato invece è stato molto più informale di quanto mi aspettassi nonostante l’argomento (si parlava della vita di Giuni Russo) e la location (si svolgeva nel serioso Teatro Sociale di Mantova stipato in ogni ordine di posti).
Il vecchio Franco ha snocciolato perle di rara ironia e non ha divagato sulla fisiognomica, sui film russi dei primi ‘900 e sulle filosofie di Sgalambro.... e tutti hanno applaudito felici e contenti.
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domenica, 31 maggio 2009
assur
SECRET CONCERTS E OTOMANTI
Quando cominciano queste feste estive si scoprono sempre cose interessanti tipo che Moltheni  suonava a meno di 10Km da casa mia in secret concert e me lo sono perso.
Un secret concert è il concerto di un artista in una casa privata o in un luogo insolito, il tutto eseguito senza ausilio di amplificazione, davanti ad un numero esiguo di spettatori (50 persone max  per intenderci).
In breve è come se ti trovassi in casa di un amico a sentire Moltheni che canta e suona la chitarra stravaccato sul divano.
Comunque sia il secret concert di Moltheni di venerdì sera l’ho mancato e in sostituzione mi sono gustato una festa imboscata in mezzo alle campagne modenesi, molta gente, molto freddo, molti musicisti a parlare di musica.
Era poi giusto inciampare nella “biennale dell’assurdo di Castelvetro” e scoprire che esistono le otomanti , persone che ti leggono l’orecchio.
C’era una installazione con i copertoni delle auto che delimitavano una zona piena di bottiglie di plastica ed un cartello che invitava a calciarle.
Tutti passavano, calciavano, la scultura mutava….ho calciato fortissimo e qualcosa è cambiato.
 
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giovedì, 21 maggio 2009
dentes
SENZA GIUDIZIO
 
Il penultimo dente del giudizio se ne è andato, saltato via dopo un colpo secco della dentista che in pochi minuti ha liquidato la pratica.
La prossima estrazione sarà quella che toglierà definitivamente giudizio alla mia bocca.
Il secondo dente del giudizio estratto aveva creato sofferenza e febbre; per questo è bastato un antidolorifico e la proverbiale pazienza dei giorni di Maggio.
Sì …. perché questi giorni di Maggio sono fatti in gran parte di pazienza, di ricostruzione, di placida sofferenza che si distribuisce a piccole dosi nell’arco della giornata, come in piccole dosi si era insinuata nella mia arcata dentale superiore.
Ascolto “Deeper than love” di Antony an the Johnsons, roba che ti vien da piangere appena attacca a cantare Antony Hegarty, uno che puoi tranquillamente definire un fenomeno.
Subito ti può sembrare un baritono con una patata in bocca ma al quinto secondo di ascolto anche il più stolto si è accorto che la sua voce è talmente stupenda da rasentare l’ultraterreno.
La prima strofa “My heart is broken…” è disarmante.
Il fiato è corto in questi giorni, ne resta poco anche per cantare….. che quella canzone che avevo iniziato rimane incompleta ed appare più legnosa ad ogni successivo ascolto.
A pensarci bene molte cose di Maggio sono legnose, bisogna prendere il ritmo dell’estate, lasciar perdere i pensieri e i ragionamenti …. ma c’è ancora troppo silenzio intorno, anche le feste in spiaggia sono iniziate in silenzio, almeno così mi hanno detto.
Come nei migliori finali di Report “La buona notizia” è che iniziano i concerti estivi gratuiti…uh.
 
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sabato, 09 maggio 2009
millimUN MILLIMETRO
 
Imbiancare il salone di casa mi ha fatto bene, mi ha fatto bene salire e scendere dal ponteggio, bucare il muro per appendere, tirare cavi, collegare faretti, fissare, pulire, cablare, pensare alla praticità dell’ordine di una stanza di casa.
Studiare minuziosamente: calcolare al millimetro ogni piccolo spostamento con esagerata geometria.
Insieme all’ordine di casa è arrivata una impercettibile calma.
Ora si può scrivere delle emozioni che hanno ballonzolato improvvisamente tra l’entusiasmo smisurato di una vittoria all’ultimo minuto e la più amara delle sconfitte.
Le sensazioni opposte sembravano così vicine che bastava spostarsi di un millimetro per cadere dalla più esaltante gioia ad una desolante tristezza.
Il lavoro incessante ha distratto la mente dall’altalena emotiva.
Poi il millimetro ha assunto un altro significato ovvero il primo passettino di avvicinamento in una distanza silenziosa non quantificabile al momento.
Oltre a questo nulla si può dire perchè indagare razionalmente sull'amore e sul futuro è impossibile.
Infine c’è stato il concerto di Allevi al Teatro della Celebrazioni a Bologna: sublime.
Piano solo 2009, il titolo del concerto:lui sul palcoscenico, un pianoforte e una luce ad illuminare l’artista e la sua materia da plasmare.
Ascoltavo estasiato e rimuginavo sulla meraviglia del come un grande artista riesca a trasporre tutta la sua sensibilità in musica.
Il tocco di Allevi è magico, il suo modo di dare vita alle note è devastante, alle volte sembra creare suoni anche con le mani sollevate dal pianoforte.
Finisce una melodia perfetta che è il sunto geniale  di emozione e tecnica e con inverosimile timidezza prende in mano il microfono.
Si inchina, si stringe tra le sue braccia come un bambino al massimo dell'imbarazzo e della commozione, saluta il pubblico intimidito e ringrazia.
Se ne va e ritorna per il bis più volte, sembra davvero commosso e io almeno quanto lui.
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giovedì, 05 aprile 2007
respiroIL RESPIRO INCOMPLETO

Cinque telefonate di fila, scadenze, appuntamenti:
i pensieri reggono, la mente comincia a delineare
precisi schematismi, guardo l'orologio e procedo.
E' tutto calcolato al secondo, gli impegni sono perfettamente
incastrati uno dopo l'altro, devo scrivere in piccolo nelle
poche righe che il calendario giornaliero mi riserva.
Ci sta tutto, poca inventiva, molta precisione e metodo,
nessun dettaglio può essere tralasciato.
Comincio a programmare ogni minuto, so già che non potrò sforare,
ogni evento è incasellato in una posizione così stretta da non
consenstire alcuna possibilità di dilatazione.
Riesco a far tutto: perfetto!
Eppure tra i respiri avverto un accenno di affanno, tento di fare
una inspirazione ma non mi riesce così profonda come vorrei, è una sorta
di respiro incompleto che si nutre delle ansie dei miei momenti più
intensi e stressanti.
Ci vorrebbe un po' più di sole, una corsa all'aria aperta, una doccia e una
nuova inspirazione profonda in modo che l'aria arrivi fresca e curativa a
dissolvere le ansie e gli schematismi quotidiani.
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martedì, 10 gennaio 2006

running shoesWORK-RUN-SOUND-WRITE

Dopo feste,cene e quant'altro pre-post natalizio
riprendono quota le solite cose riassunte in
work-run-sound-write.
WORK in ufficio, RUN perchè ho già tirato fuori le scarpe
da runner e mi sono già fatto i primi 8Km dell'anno nuovo
(gambe ok ma il fiato un po' scarseggia), SOUND perchè le
prime prove col gruppo sono andate decisamente bene.
Ziggy Stardust di Bowie più lo suoniamo e più mi piace,
incredibile, non stanca mai.
WRITE è in stand-by, solo qualche traccia sparsa.
New Year 2006 con "Aspetta primavera Bandini" sul comodino,
Baustelle nel lettore CD, "The machinist" (pronto per essere
riguardato) nel lettore DVD e appuntato sul taccuino alla voce
"da non perdere" la mostra INFORMALE al Foro Boario di Modena.

"Ziggy played guitar, jamming good with Wierd and Gilly,
The Spiders from Mars.
He played it left hand, but made it too far,
Became the special man, then we were Ziggy’s Band."

Tratto da ZIGGY STARDUST (Bowie)

Per qualche istante mi sono distratto
da me stesso e da tutto il resto. Ne sono sicuro.
Perché quando mi sono voltato non sapevo più
dov’ero. Finché alcuni uccelli non si sono alzati
dagli alberi contorti. E sono volati
nella direzione in cui dovevo andare.

Tratto da "Questa mattina" di R. Carver

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domenica, 01 gennaio 2006
la-carte-d-inde-du-nord-varanasiNEW YEAR & VARANASI
 
Così il 2006 è arrivato!
 
 
 
 
Buon anno a tutti coloro che mi vogliono bene,
a tutti quelli che per strada mi hanno sorriso,
mi hanno stretto la mano guardandomi negli occhi,
hanno brindato con me al nuovo anno,
mi hanno mandato un sms,
a tutti coloro che non ho ancora incontrato,
a quelli che a capodanno 2009 mi manderanno un sms,
a chi ha letto i miei racconti e le mie poesie,
a chi c'è sempre, a chi ho confezionato ricordi
e a chi mi ha confezionato ricordi.
 
I ragazzi sono partiti per Varanasi, città santa dell'India,
città tra i fiumi dalla spiccata spiritualità, dai
colori accentuati, dai vicoli stretti.
E' da quando mi hanno citato Varanasi che li bombardo con la
canzone degli AfterHours "Varanasi Baby"....credo che appena
arriveranno non potranno far a meno di cantare il ritornello.
Un augurio speciale di Buon Anno per Loro!
 
E' una canzone triste e forte che ti entra dentro e che
in questo fine 2005 ho sentito vibrare in me.
Purtroppo il 2005 non è stato un gran anno, mi ha svuotato
di tante certezze e sicurezze ma allo stesso tempo ha
temprato alla sofferenza il mio acciaio.
Ecco l'intero testo della canzone di chiusura del mio 2005.
 
"Vedi mai una stella cadere
E non ricordi cosa desiderare
Non c'è niente dentro me qui a Varanasi
Perchè dentro ci sei tu, la mia Varanasi Baby
Sai che io non penso più a nessuno
Sai che io non voglio più nessuno
Non ho niente dentro finchè dentro tu ci sei
Anche se non ricordo più il sapore che hai Varanasi Baby
Ora so che ogni uomo trova la sua dannazione
Un rettile può cambiar pelle ma non cambia il cuore
Ma soffri solo un pò per poi non soffrire più
Non ho niente dentro, perchè dentro ci sei tu Varanasi Baby"
After-Hours "Varanasi Baby
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categoria:diario, varanasi
martedì, 27 dicembre 2005

 

NEL DESERTO
 
Nel deserto un bambino
disegna un mare inquinato
senza usare il blu
forse è solo un miraggio
puntino nella desolazione
 
"She's running out again" Radiohead - Creep

 

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categoria:poesia, diario
sabato, 24 dicembre 2005
christmas-treePaulKleeNATALE TEMPORALE 
Questo silenzio natalizio lontano da passettini furtivi in supermercati
stracolmi non so se renda il cuore più tranquillo oppure più malinconico.
E' il primo Natale così....forse so anche il perchè ma non si ricordano mai
i perchè ( o forse non si vogliono ricordare per non dire).
 
 acrylic on canvas   - S. Bergman "     Christmas Tree for Paul Klee"
 
I miei migliori auguri a tutti con questa canzone di Morgan
Canzone per Natale
Le finestre accese
e le ombre tutte quante
insieme a conversare
Nelle strade tetre del quartiere
un nuovo centro commerciale
Alberi che puntualmente,
giorno dopo giorno,
vengono a mancare
Canzone per Natale
Soltanto per Natale
Tornò dalle battaglie perse
e si dimenticò la strada
Poi errando si svagò
vagando un po' al museo
di scienza naturale
Faceva proprio finta
di sapere dove andare
Sognò di festeggiare
Le nozze di Natale
C'è il temporale
E nelle case
la luce si fa artificiale
s'è fatto buio
E si racconta
la vera storia di Napoleone
C'è il temporale
E anche se non fosse stato Natale
T'avrei amata uguale
 
 
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categoria:diario, natale, morgan