lunedì, 06 luglio 2009
Dente-046PROPRIO UN BEL DENTE
 
Il concerto di Dente è la boccata di aria fresca al Friction Festival.
Mi ero da poco sparato un noiosetto “Rockumentary” sugli OfflagaDiscoPax e qualche canzone stantia barcamenandomi tra un palco e l’altro.
Alla fine arriva Dente, come il titolo di quel film con Ben Stiller e arriva qualcosa di diverso.
A mio avviso non più del 10% del pubblico conosceva Dente eppure tutti alla fine si sono trovati partecipi di un clima poetic-divertente che aveva qualcosa di decisamente più originale di tutto il resto.
Sotto il palco ci sono le sedie e la gente sta seduta durante i pezzi ballabili e si assiepa (forse assiepa è un termine un po’ forte per poche decine di persone) durante i lenti, Dente commenta ironico ma in fondo sembra contento.
Sto Dente è proprio bravo a suonare la chitarra (peraltro chiusa col nastro isolante), che alla fine è meglio il live sul misero palco del Friction che il cd… saltella e scodinzola come un cane che sa bene come rendersi simpatico al pubblico padrone.
Ci sa fare, sa presentare e commentare i suoi pezzi, è ironico e poetico, è uno che sembra faccia musica d’altri tempi però se ci guardi bene ci mette sempre quegli accordi ”settimi” e quei “do peggiori” (come dice lui) che di banale non hanno proprio niente.
E sul tormentone “Che begli occhi che hai, chissà come mi vedi bene…” non puoi non sorridere e muovere il piedino.
E’ che ha dei testi che spiazzano, la musica è un indie-sofisticated-retrò-orecchiabile che ci sta a pennello.
Se vi devo dare una spiegazione logica vi posso dire che anche a me come Dente  “piacciono le ragazze con le doppie punte e le macchine senza le multe”.
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sabato, 21 marzo 2009

denteDENTE PER DENTE

Dente non so se sia un cantante, non so se sia un poeta , probabilmente oggi non è nessuno.

Lo ascolto e mi sembra di sentire quando registravamo "alla brutta", chitarra e voce con un microfono in mezzo alla sala prove ovvero più casalingo di così si muore.

Alla fine però “L’amore non è bello”,il suo ultimo album, l’ascolto fino in fondo, poi ricomincio l'ascolto dall prima traccia e sono convinto che qualcosa c’è.

C’è quella storia dell’ombrello quando piove in “A me piace lei”, c’è quell’altra strofa alcolica sull’appuntato Mazzolino nel pezzo “Quel mazzolino”, ci sono le ragazze con le doppie punte, le spese al discount, filosofie d’amori e di litigi, insomma sembra poco ed invece dentro c'è molta sostanza.

Mi dispiace non essere andato all’Off di Modena a vedere il suo concerto, con 5 euro sarei potuto essere lì sotto il palco a sentire un concerto acustico-casalingo-poetico di quelli che piacciono a me.

Io consiglio di ascoltarlo perché le parole sono belle e semplici senza cadere nel banale, qualche sorriso di sicuro lo strappa e quando hai una settimana criptica-nebulosa come la mia “l’alito vinoso” che indossa Dente mentre canta i suoi pezzi può quasi farti tenerezza.

I titoli dei suoi album sono raffinate teorie “Non c’è due senza te”  è geniale , “L’amore non è bello” è  amorevolmente semplice  e sospeso come un proverbio troncato a metà.

postato da: tage alle ore 08:48 | Permalink | commenti (4)
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