CARPACHO AL PETROLIO AL TAVOLO NUMERO 6
Tranquilli, non è il mio solito raccontino dark del c..., ma bensì una recensione di ben tre indie-italian-album che in quest'estate 2007 sono entrati stabilmente nella mia playlist.
Prima menzione speciale per l'album dei Carpacho "La fuga dei cervelli", un indie-pop dai testi intelletualoidi e dalle melodie elettronicamente accattivanti con qualche ritornello ciclico che si insedia in testa e da lì non si schioda più.
Al primo ascolto li ho accomunati al sound dei "La sintesi" (quelli di "Ho mangiato la mia ragazza") con i coretti anni 80, elettronica quanto basta e bassi semplici e insistenti.
Sui testi due paroline vanno spese: gli argomenti ironic-retrò differenziano i Carpacho dai soliti lagnosi poppettari italiani, i termini sono ricercati ed azzeccati, i ritornelli assillanti ma mai banali....un'esempio "intossicatemi pietà/vi amo così tanto da volermi uccidere//sparate al limite all'inguine/così che non sarò un grande apatico/ma un bastardo che vuol credere alle favole/fossi in america sarei già una star.."
Seconda special-entry i Petrol con il cd "Dal Fondo" decisamente più rock, più cupi e profondi dei sopracitati Carpacho, una voce bassa che scava tar gli accordi distori con parole di lotta alla indifferenza.
C'è la lenta e assillante "Cera", canzone dall'insistente giro di chitarra pulita, dalle sonorità darkeggianti, la strofa quasi parlata e ricca di pathos, il bel video (a volte trasmesso su MTV), ci sono le crude grunge-tracks "Tradiscimi" e "Nel buio", c'è la bellissima "Il nostro battito del cuore" quasi un inno contro l'indifferenza del mondo e della società..."Non ha vergogna la nostra società, fatta di gente uguale che non è uguale, ma ugualmente adora sentirsi tale. La nostra società un buco profondo
Dove il nero è più nero del buco del culo del mondo.La nostra società protetta e sicura Dove tutti son felici, dove tutto fa paura.Nella nostra società dove gli artisti e i poeti Muoiono nel fango quando non sono ciechi."
Terza segnalazione per i Numero6 con l'album "Dovessi mai svegliarmi" che al primo ascolto appare un cd costruito su una disarmante semplicità nei testi e nella musica.
Me lo sparo nelle orecchie una seconda volta e mi rendo conto che questo cd ha già scavalcato nella mia personale classifica "Pianissimo fortissimo" (ultimo bel cd dei Perturbazione).
Al terzo ascolto sono già irrimediabilmente infettato dai testi ricercati e dalle dolci melodie , continuo a canticchiare "Al cuore della storia" uno dei brani più belli, una strofa con insistenti coretti di sguaiati falsetti, un assolo fatto col kazoo e l'interminabile "Dovessi mai...dovessi mai...dovessi mai" del ritornello.
Cose di questo genere mi erano successe solo con i Baustelle e proprio questi ultimi mi saltano in mente appeno ascolto "Ora però credimi", entrato di prepotenza tra le mie best songs 2007.
Canzone atomica, testo unico: "La restauratrice cammina sicura sui ponteggi e sopra il mio prudente sciatto primo pomeriggio estivo seduto a questa scrivania davanti alla finestra io mi fingo indaffarato e attendo ansioso il suo ritorno. vedo che anche tu hai la vita a terra come me, mettiti il costume..." geniale!
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