IL PENSIERO IDIOSINCRATICO DI GODANO
Tranquilli non ho mangiato la lettera I del dizionario e nemmeno voglio fare il califfo usando un lessico forbito.
Il fatto è che domenica scorsa, al Festival della Letteratura di Mantova ho assistito alla conferenza di Cristiano Godano (per intenderci il cantante dei Marlene Kuntz) che ogni tre minuti inseriva la parola idiosincratico in una frase.
La cosa intrigante è che, a parte l’uso smodato di questo termine (di cui non vi rivelerò mai il significato), i concetti di Godano sono stati davvero interessanti, mi sono ritrovato a bocca aperta ad ascoltarlo e alla fine non ho resistito e ho comprato anche la sua raccolta di racconti “I vivi”.
A dire il vero non è stato facile reperire questo volumetto, visto che era esaurito un po’ ovunque ma fortunatamente c’è chi mi ha aiutato indirizzandomi nella libreria Feltrinelli in centro a Mantova.
La cosa strana è che il buon Godano non mi aveva mai convinto fino in fondo; devo ammettere che un paio di canzoni sono davvero belle, però non riuscivo a spingermi oltre.
Domenica, invece, la folgorazione: sotto il tendone mantovano mi spiattella davanti il suo modo di vedere l’arte, sostiene che il musicista non lavora di getto ma opera spesso di precisione cercando anche per settimane la parola musicalmente adatta in una determinata strofa.
Rimango colpito perché è anche il mio modo di concepire la stesura del testo di una canzone.
Divaga poi sul ruolo di scarso prestigio che riveste un musicista in Italia piuttosto che in Inghilterra e anche qua non posso che dargli ragione, racconta del suo modo di scrivere racconti e del suo debutto come attore.
Alla fine mi esalta, in poche parole mi convince del suo grande valore di artista... cavoli però... dovevo accorgermi subito che uno che ha il nome in rima col cognome non può essere altro che un gran artista !
L’incontro con Battiato invece è stato molto più informale di quanto mi aspettassi nonostante l’argomento (si parlava della vita di Giuni Russo) e la location (si svolgeva nel serioso Teatro Sociale di Mantova stipato in ogni ordine di posti).
Il vecchio Franco ha snocciolato perle di rara ironia e non ha divagato sulla fisiognomica, sui film russi dei primi ‘900 e sulle filosofie di Sgalambro.... e tutti hanno applaudito felici e contenti.