lunedì, 26 marzo 2007
comedio
AMMONITO AMMANITI
 
 
Dopo aver letto  “Come Dio comanda” di Ammaniti mi è rimasto appeso tra i pensieri un grosso punto interrogativo.
Il libro non mi ha entusiasmato nelle pagine iniziali, mi ha coinvolto quando la storia è entrata nel vivo e mi ha deluso nel finale.
Solitamente sono un estimatore dei romanzi  che hanno un epilogo che si presta a diverse interpretazioni ma  in questo caso ho avuto  l’impressione che le ultime pagine fossero un po’ tirate via e non ho avvertito la sensazione di un finale volutamente celato.
L’ironia visionaria dell’Ammaniti di “Fango” aveva già dato segni di cedimento negli ultimi romanzi  ed infatti anche in quest’ultimo lavoro lo scrittore  abbandona le storie semifantastiche per calarsi nella cruda realtà .
“Come Dio Comanda” sembra una miscela tra i romanzi precedenti: il protagonista infatti è un ragazzino così come in “Io non ho paura”, il paese di provincia in cui si svolge la vicenda ricorda vagamente l’Ischiano Scalo di  “Ti prendo e ti porto via”, i personaggi principali sono  falliti e disadattati così come in moltri altri scritti dell'autore.
Durante la lettura si avverte un cinismo esasperato che crea quasi un senso di ansia e di nausea, il linguaggio è a tratti spiccatamente volgare e crudo , il sarcasmo tipico di Ammaniti sembra essere celato sotto una pesante patina grottesca e violenta che avvolge l’intero romanzo.
Di certo la trama è scorrevole, è il tipico libro che si può leggere tutto d’un fiato senza particolari traumi, però non ho trovato quel qualcosa in più che mi aspettavo  dopo aver letto diverse recensioni lusinghiere. Cartellino giallo per Ammaniti.
postato da: tage alle ore 21:17 | Permalink | commenti (2)
categoria:libri, ammaniti