Non c’è risposta perché non c’è plausibile domanda.
Le risposte le puoi cercare, ma le domande me le debbono porre, altrimenti vado per supposizioni, approssimazioni, auto convincimenti ed arrivo ad un risultato che è frutto di un’ipotesi fatta a caso.
La costruzione di un dibattito, di uno scambio di opinioni, è una cosa fondamentale per aprire le proprie idee ed evitare di trincerarsi dietro le proprie rigide convinzioni.
Rimarrei lì a parlar per ore, a toccare i risvolti di un argomento, a intavolare discorsi su discorsi, ad esaminare i punti di vista diversi, le possibili soluzioni.
Abbiamo bisogno di domande, voglia di farle, voglia di ascoltare le risposte, di controbattere se è il caso, di approfondire l'argomento fin quando cominci a sentirti appagato da una costruttiva diatriba verbale.
Mi viene in mente il gioco delle domande tra Tim Roth e Gary Oldman nel film “Resencrantz e Guilderstein sono morti”, il film è un capolavoro ed è un ottimo inizio per cominciare ad interrogarsi di più.







