sabato, 10 ottobre 2009
abisso
L’ABISSO DI MOROZZI
 
I libri di Morozzi hanno durata brevissima, li leggo tutti in un paio di giorni senza prender fiato.
“L’abisso” non lo trovavo in nessuna Feltrinelli, poi un’amica del settore me l’ha procurato.
Comincio a leggerlo, faccio appena in tempo ad entusiasmarmi e sono già alla fine.
Anche in questo libro l'autore sembra essere incatenato lì, nelle solite viuzze del centro di Bologna, tra i litri di birra ingurgitati, tra gli ultras della curva del Bologna, tra le citazioni degli Smashing Pumpkins, la paura di diventare adulti e i sabato sera a Cà de Mandorli.
In queste catene Morozzi è davvero un drago!
Finisci il libro e ne vorresti ancora, come quando finisci le fette di salame al cioccolato mentre stai guardando un film bellissimo.
Ti ha divertito, emozionato e ha saputo stupirti con un grandissimo finale, che Tarantino ne sarebbe orgoglioso.
Questo Morozzi è così naturale e scorrevole che sei obbligato a identificarti talmente tanto nel protagonista che non puoi abbandonare il libro lì sul comodino, devi proseguire finchè gli occhi stanno aperti, devi assolutamente proseguire.
In mezzo ai deliri tardo adolescenziali, alle serate alcooliche, alle prodezze di Carlo Nervo, descrive la fine di una storia d’amore dicendo “Immaginate di masticare cubetti di ghiaccio e poi dopo aver masticato cubetti di ghiaccio, mordere una coperta di lana”.
Ho sentito qualcosa tra i denti ed ho capito che Morozzi nelle sue cose è davvero bravo.
postato da: tage alle ore 17:23 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    11 Ottobre 2009 - 12:17
 
provo ad immaginare come può essere mordere la coperta dopo i cubetti.. - forse li conosci i libri di fabio volo.. - su di me, hanno l'effetto che tu descrivi quì.. - perchè infondo.. racconta un pò di noi.. buona domenica tage
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente unpodime

Commenti

categoria:libri, recensione, morozzi