martedì, 27 ottobre 2009
puntidomandaQUALI DOMANDE
Non c’è risposta perché non c’è plausibile domanda.
Le risposte le puoi cercare, ma le domande me le debbono porre, altrimenti vado per supposizioni, approssimazioni, auto convincimenti ed arrivo ad un risultato che è frutto di un’ipotesi fatta a caso.
La costruzione di un dibattito, di uno scambio di opinioni, è una cosa fondamentale per aprire le proprie idee ed evitare di trincerarsi dietro le proprie rigide convinzioni.
Rimarrei lì a parlar per ore, a toccare i risvolti di un argomento, a intavolare discorsi su discorsi, ad esaminare i punti di vista diversi, le possibili soluzioni.
Abbiamo bisogno di domande, voglia di farle, voglia di ascoltare le risposte, di controbattere se è il caso, di approfondire l'argomento fin quando cominci a sentirti appagato da una costruttiva diatriba verbale.
Mi viene in mente il gioco delle domande tra Tim Roth e Gary Oldman nel film “Resencrantz e Guilderstein sono morti”, il film è un capolavoro ed è un ottimo inizio per cominciare ad interrogarsi di più.
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categoria:pensieri, ricordi, film, fragile
mercoledì, 21 ottobre 2009
guit
SENZA SOVRAESPOSIZIONE
Leggo qualcosa che fa venir voglia di emozionarti.
Non sono solo le emozioni che vorrei ricevere, sono quelle che ho da dare, quelle che vorrei condividere, quelle che sarebbe bello ma poi non so .
Allora rimane quella coltre delle solite cose, delle frasi fatte, di una gentilezza di superficie che va bene, ma alle volte bisognerebbe spingersi oltre a guardare se anche altri occhi si illuminano ascoltando una canzone, si esaltano davanti al finale inaspettato di un film, cercano spiegazioni inusuali per l’interpretazione di un quadro, riescono a parlare per ore di sensazioni, riescono ad indagare l’anima.
Vorrei restare lì ad ascoltare, a discutere fino nel profondo, a confrontarmi con chi ha gli occhi lucidi che so ancora di saper leggere.
Se ci fosse un vento che ti lasciasse scoperto un fianco, da lì potrei parlarti e sarebbe bello emozionarsi senza sfiorarsi.
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categoria:pensieri, fragile
sabato, 17 ottobre 2009
imagesIL CARATTERISTA DAVANTI ALL’OLTRE
 
C’è un pub che si chiama “Old Lion” ma che da ieri sera ho imparato a chiamare “Oltre”.
Mentre ci si interroga sull’uso del congiuntivo sbuca questo personaggio (a dir il vero impezzato da una mia amica).
Dice tre cose in croce quasi insensate cercando di attaccar bottone con lei.
E’ un ultras camuffato da bravo ragazzo, parla del suo amico Gel, delle sue 2000 trasferte con la squadra e della partita del giorno dopo.
Sembra appena uscito da un libro di Irvine Welsh.
Ha un intercalare carico e secco , pazzesco, parla come se fosse nella eccitazione che si prova un attimo prima che il rigorista della squadra tiri dal dischetto.
Potresti prendere la telecamera, filmarlo dieci minuti e ne verrebbe fuori un buon corto, comico o  grottesco che sia.
Penso troppo a queste cose, esamino con troppa minuzia e anche ieri sera mi sono ritrovato a giudicare la caricaturale naturalezza con cui questa persona affrontava gli argomenti e le situazioni.
Dovrei pensare meno e bermi qualcosa a quel pub.
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categoria:pensieri, ricordi
sabato, 10 ottobre 2009
abisso
L’ABISSO DI MOROZZI
 
I libri di Morozzi hanno durata brevissima, li leggo tutti in un paio di giorni senza prender fiato.
“L’abisso” non lo trovavo in nessuna Feltrinelli, poi un’amica del settore me l’ha procurato.
Comincio a leggerlo, faccio appena in tempo ad entusiasmarmi e sono già alla fine.
Anche in questo libro l'autore sembra essere incatenato lì, nelle solite viuzze del centro di Bologna, tra i litri di birra ingurgitati, tra gli ultras della curva del Bologna, tra le citazioni degli Smashing Pumpkins, la paura di diventare adulti e i sabato sera a Cà de Mandorli.
In queste catene Morozzi è davvero un drago!
Finisci il libro e ne vorresti ancora, come quando finisci le fette di salame al cioccolato mentre stai guardando un film bellissimo.
Ti ha divertito, emozionato e ha saputo stupirti con un grandissimo finale, che Tarantino ne sarebbe orgoglioso.
Questo Morozzi è così naturale e scorrevole che sei obbligato a identificarti talmente tanto nel protagonista che non puoi abbandonare il libro lì sul comodino, devi proseguire finchè gli occhi stanno aperti, devi assolutamente proseguire.
In mezzo ai deliri tardo adolescenziali, alle serate alcooliche, alle prodezze di Carlo Nervo, descrive la fine di una storia d’amore dicendo “Immaginate di masticare cubetti di ghiaccio e poi dopo aver masticato cubetti di ghiaccio, mordere una coperta di lana”.
Ho sentito qualcosa tra i denti ed ho capito che Morozzi nelle sue cose è davvero bravo.
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categoria:libri, recensione, morozzi
domenica, 04 ottobre 2009
EstragonACCREDITATO AGNELLI
Era impensabile perdersi il concerto degli After all’Estragon di Bologna con il mio nome compreso nella lista degli “Accreditati Agnelli”.
Mi hanno  appiccicato l’adesivo fosforescente “Local Crew” sulla maglietta e concesso di vagare indisturbato nel locale.
Il concerto comincia puntualissimo e già dal primo pezzo si capisce che Manuel è in gran spolvero.
Partono bordate rock di notevole energia, dalle parole di Manuel  si avverte che l’Estragon è un posto molto caro agli After ed il concerto è entusiasmante.
La scaletta ricalca quella di Modena ma sotto il tendone c’è una carica dieci volte più forte.
“Milano Circonvallazione Esterna” è incredibilmente devastante con gli After praticamente assorbiti in un trance psichedelico che quasi stordisce l’ascoltatore.
“Musa di nessuno” lascia sempre strascichi di ricordi e quando si comincia a ripetere “Io che non so, io che non so…” rimani sempre qualche secondo in più a pensare.
C’è un gran caldo  e il pogo su “Lasciami leccare l’adrenalina” e “Dea” non fa altro che scaldare ulteriormente aria e animi.
E’ un concerto lungo ed intenso con molti pezzi distorti e qualche brano lento per riprender fiato.
L’energia è fatta da una band bagnata fradicia di sudore, da un copioso lancio di plettri (che ogni dieci minuti l’addetto doveva rimpinguare il porta plettri sull’asta del microfono di Agnelli), da un numero impressionante di sputi per aria di Manuel, dalla notevole adrenalina di Dell’Era che mentre canta “Tutti gli uomini del presidente” colpisce in pieno il microfono con il manico del basso con conseguente rumore secco inquietante.
Non so, sembra che questi rocker datati acquisiscano energia con l’età, ottimo stimolo per andare a vedere altri live.
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categoria:recensione, concerti, afterhours
giovedì, 01 ottobre 2009

noteTI BUTTO GIU' UNA CANZONE IN 5 MINUTI SE VUOI

Quindi che si fa, aspetto un altro momento oppure scrivo tutto di getto senza pensare alla punteggiatura e agli errori di ortografia. Alle volte questa seconda soluzione mi alletta e adesso che ho un' ideuzza con già una melodia in testa che non vuole andarsene sarebbe meglio scrivere invece di stare a fare lunghi preamboli.

"Come le rondini nel mare Ti vedevo sussurrare negli occhi miei
E continuavo a non sentire Vedevo la bocca avvicinarsi agli occhi miei
Eravamo lontano lontano Nei sensi confusi La vista l’udito l’olfatto
Il sapore di mare negli occhi E le mani sul corpo disfatto
E il telegiornale vendeva notizie più chiare Di cronaca nera d’estate"
Fine dell'ideuzza, non sono ancora passati i cinque minuti , avrei ancora tempo per aggiunger qualcosa ma sarebbe sforzato, mi fermo qui, metto via l'Ibanez e vado a letto.
postato da: tage alle ore 21:02 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, musica, poesia, ricordi, diario, fragile