domenica, 30 agosto 2009
aftersQUEL LUPO DI AGNELLI – GLI AFTERHOURS A MODENA
Contro ogni più rosea previsione il concerto degli Afterhours inizia prima delle dieci,  io arrivo in ritardo e scendo dall’auto che già stanno suonando “Ballata per la mia piccola iena”.
Mi catapulto sotto il palco e inizio a godere del distorto delle chitarre di Manuel e soci che sembrano essere decisamente in forma.
La camicia rossa di Agnelli lascia ben presagire .
La voce è più potente rispetto ad altri concerti degli After.
Gli altri regaz sono rimasti indietro, io mi incuneo fino a due metri dalle transenne, intravedo un volto conosciuto.
Bello ritrovarsi lì, a pochi passi dal palco, due dispersi che hanno lasciato indietro gli amici e si sono incontrati sotto il palco uniti nel marasma.
Il suono è devastante, perfetto come non mi aspetto.
 “La fine è la più importante” la ascolto quasi in apnea data l’interpretazione da brividi; su “Musa di nessuno” mi arriva un sms che rimango interdetto un secondo poi mi vien da cantare “..che non sa di niente ma di teee…”.
Roberto Dell’Era usa il suo formidabile falsetto per cantare “Tutti gli uomini del presidente” e si comincia a saltare, su “Dea” iniziano a muoversi troppo lì davanti e si rischia il pogo degenerato.
Guardo la mia compagna di concerto, ci chiediamo quale sia la migliore canzone degli After e Manuel intona “Strategie” come a suggellare la nostra domanda.
C’è una gran carica sotto il palco, “Riprendere Berlino” la canto a squarciagola in particolare la strofa che  inizia con “Non sarebbe bello non farci più del male…” perché chiunque tu sia non riesci a resistere senza associare questa strofa ad un pezzo della tua vita.
Dopo uscite e rientri sul palco, Manuel si mette al piano e fa un qualcosa di straordinario, una cover di “What a wonderful world” che la senti sulle braccia nude, c’è un gran caldo e mentre canta senti un brivido freddo.
Continua al piano con “Ci sono molti modi” e non puoi esimerti dall’urlare “Lo sai che l’amore è una patologia saprò come estirparla via”… ti guardi intorno e sembrano tutti emozionati.
Il palco è di nuovo vuoto ma non posso credere che gli Afterhours se ne vadano senza “Bye Bye Bombay” e “Il sangue di giuda” mentre l’arena del lago stipata incita il loro rientro….
Dell’era si presenta a petto nudo sul palco, Manuel inzia il riff, comincia a cantare la strofa e lascia a noi il ritornello ed è come un boato compatto e preciso che grida “Io non tremo, è solo un po’ di me che se ne va”.
C’è anche tempo per “Il sangue di Giuda”, la mia complice sotto il palco mi guarda e mi indica col ditino per indicarmi che questa è la sua canzone preferita.
E' un bagno di emozioni e sudore di più di due ore,  il miglior concerto degli After a cui ho assistito.
Cala il sipario,  “Il mio ruolo” non l’hanno fatta.
A concerto finito ti vedo, anche tu eri lì a emozionarti dieci metri dietro me, mi fai notare che “Il mio ruolo” non l’hanno fatta e mi vien da sorridere….  
 
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categoria:recensione, concerti, afterhours
giovedì, 27 agosto 2009
BACK5MANCA SEMPRE UN PEZZO
Quando non mi sono sentito bene è venuto a piovere.
Credevo che fosse finita l’estate.
Oggi invece c’è caldo e posto per le mie polo a righe.
Ascolto “Tregua” della Donà perchè mi sembra la canzone giusta per i momenti di transizione.
Lo so, quando si è tristi si scrive di più.
Io non sono affatto triste ma scrivo molto, come se aspettassi qualcosa, in realtà sto aspettando...ma non so bene cosa.
E' che sembra sempre che manchi la fine, come quei puzzle che quando arrivi in fondo ti manca un pezzo.
Nonostante tutto avrei la positività e la carica per mettermi lì e dipingerlo io a mano quel pezzettino mancante, pur di dar l’idea di qualcosa di concluso.
Ma sul quel frammento di cartone non saprei proprio cosa disegnare, che colori usare; allora mi fermo e cambio i discorsi, gli obiettivi alle mie macchine fotografiche emozionali, giro il disco e cerco di rilassarmi.
 
“Nelle vetrine c'è una luce ammaliante che accende ancora qualche parte di me
Perchè nel buio il mio respiro è impaziente
Perchè mi manca sempre un pezzo per essere felice”
Perturbazione – “Qualcuno si dimentica”
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lunedì, 24 agosto 2009
ciscoCISCO
Cosa ti vien da pensare quando torni a lavorare e trovi sulla scrivania un nuovo telefono super mega performante della Cisco?
Io la prima cosa che ho pensato è “Cisco addocchia la cartina poi dice -No! Stiamo andando a fanculo!-“  strofa estratta da “Rotta per casa di Dio” degli 883, canzone che non sento almeno da 5 anni e che mi fa ricordare estati imberbi a Riccione.
La seconda cosa che ho pensato è “I ModenaCityRamblers erano grandi quando il frontman era Cisco”
Terza cosa “Wow…figo , un telefono con Voice over IP”, poi ho ascoltato le suonerie e ce n’è una che assomiglia all’attacco di una canzone dei Depeche Mode.
L’ho settata di default e ho iniziato il mio primo giorno di lavoro dopo le ferie.
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sabato, 22 agosto 2009
starsCIELOCOPIA
 
Ho fotocopiato il cielo su un foglio di carta immenso.
Ho disegnato qualche stella cadente perché alle volte i sogni vanno spronati, ho espresso i miei desideri e mi sono messo a ridere.
Mi sento positivo anche se qualcosa manca, anche se i respiri non sono completi e gli abbracci durano pochi istanti, ma per ora non mi lamento di quello che ho che Agosto qualche gioia l'ha portata.
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categoria:pensieri, ricordi
venerdì, 21 agosto 2009
scarpaLЁGGERE PAROLE LEGGЁRE
 
Nonostante l’afa che continua imperterrita ad appesantire la pianura padana sento le mie parole diventare leggere ed alle volte leggerezza è tutto quello che serve per stare bene.
Ti vien voglia di scrivere qualcosa di meno impegnativo, qualcosa che lasci spazio ai respiri e all’ironia, perché in fondo anche Geroge Benson (uno dei migliori chitarristi jazz e cantante stratosferico) ha ottenuto i più grandi successi abbandonandosi alla leggerezza del pop con canzoni come “Give me the Night”.
E quanta leggerezza c’era sul volto di Usain Bolt che ha polverizzato il record mondiale dei 100m e dei 200m con la stessa naturalezza con la quale mangerebbe un panino al prosciutto.
Chi cantava “Roviniamo la moquette con la nostra gravità” aveva spiegato tutto in una strofa perciò per il momento me la prendo leggera, che non calpesto nemmeno i pavimenti ma provo a galleggiare.
Intanto dal Giappone mi comunicano della Yattaman mania  e mi torna in mente il maiale che sale sulla palma meccanica dicendo "anche un maiale sa salire su un albero quando viene adulato".
Da qui vicino invece mi informano del concerto degli After a Modena venerdì prossimo... imperdibile direi.
 
 
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categoria:pensieri, musica, ricordi, concerti, afterhours
lunedì, 17 agosto 2009
tempo2SOMME
Questa mini-vacanza è stata una frase lunga uscita dalle labbra senza prender fiato.
Potrei raccontarvi degli amici, dei fuochi sulla spiaggia, di persone che vivono in Italia col fuso orario di Tokio, di bariste dalle braccia troppo stanche per fare altri mojito, di albe viste senza dormire, di balli sudati fino a mattina.
Il pensiero invece fugge dalla narrazione di eventi e cerca risposte.
E’ che dopo ferragosto salta sempre fuori l’istinto di  tirare le somme dell’estate , come se qualcuno avesse tracciato una riga e fosse giunto il momento di aggiungere il totale.
Ma come posso tirare somme senza avere ancora tutti gli addendi ben definiti?
Posso sommare gli occhi che ho guardato, gli occhi che ho sentiti fissi nei miei, gli occhi di chi aveva bevuto troppo e di chi con sagace fuggevolezza evitava il mio sguardo.
Posso sommare anche gli abbracci mancati, quelli troppo stretti e quelli che mi hanno fatto bene .
Posso mettere in conto anche una casule gomitata che ha solleticato ricordi, un bicchiere rottosi casualmente mentre chiacchieravo di emozioni, una foto con una faccia sorridente accanto alla mia.
Posso calcolare gli assenti, le stelle cadenti non viste, gli sms spezzati con cura per evitare il fastidioso disguido del mio cellulare che tronca gli sms lunghi.
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Totale :  2353 prospettive di sogni
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categoria:pensieri, ricordi
mercoledì, 12 agosto 2009
semprealsole
SEMPRE AL SOLE
Sarà che domani si parte per il mare, sarà che Marina di Ravenna porta con sé molti ricordi, sarà che questi AriadiNeve sono davvero bravi, sarà che ho voglia di sole…. Ma il reality-clip girato sul loro nuovo singolo “Sempre al Sole” mi piace un sacco (già avevo avuto la soffiata del reality-clip da Alli qualche tempo fa).
L’idea del giro in autostop da Roma all’Hana-Bi di Marina di Ravenna è una trovata semplice che però trovo azzeccata per questa estate 2009.
Molto meglio di un qualsiasi tormentone, canticchiabile più di una canzone estiva, testo intelligente, video solare con tanto di autostoppista-cantante carina e sorridente.
Da vedere per sorridere prima di partire.
  
“…devo ritrovar parole che mi sono persa altrove……. Portami al mare amore fammi stare sempre al sole devo riscaldar parole ho un inverno da respirare”  Tratto da AriadiNeve – Sempre al sole
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categoria:musica, ricordi
lunedì, 10 agosto 2009
pioggiaestVISIONI NEL VENTO
 
Ho visto alberi da frutto piegati dal vento.
Tra loro era tesa una corda e ad essa erano appesi degli specchi che lanciavano bagliori accecanti e spaventapasseri improvvisati.
Io sulla bicicletta da corsa su quelle strade di campagna faticavo a pedalare controvento e perdevo lo sguardo e i pensieri sui campi immensi sferzati da folate violente e improvvise.
Ho visto un servizio su Lindo Ferretti dove si parlava del suo percorso di conversione dal  soviet-punk dei CCCP alla fede cristiana, alla musica liturgica e agli scritti di Papa Ratzinger.
Non mi è sembrata una cosa strana, Ferretti forse non è mai stato un cantante (e anche lui non si definisce come tale), ha sempre saputo giocar bene con le parole, con i titoli ad effetto e con le cantilene, è stato un precursore del punk italiano, uno d’avanguardia ma legato indissolubilmente alle radici emiliane.
Nonostante l’Islam punk , le forme, le sostanze, i battaglieri e le cupe vampe io ho sempre ritenuto che “Annarella” sia la canzone più bella e significativa dei CCCP ed è strano ricordare Lindo Ferretti per una canzone d’amore.
C’era vento anche Sabato alla “Festa della Libertà” di Zocca, c’era anche tantissima gente e una scarna pioggia.
I tre gruppi che suonavano in contemporanea sapevano di  spento. Forse mancava qualcosa o qualcuno.
Domenica sera in Villa invece ritrovo volti noti sopra il palco.
Hanno suonato in maniera impeccabile le cover dei Rage, non me li aspettavo in questa nuova veste.
E’ stato positivo caricarsi l’anima con “Killing in the name” e “Bullett in your head”, nota di merito ai “Guerrilla Radio”.
 
“Lasciami qui lasciami stare lasciami così, non dire una parola che non sia d’amore” CCCP-Annarella
 
“Soffia un vento fortissimo mentre tu fai finta di dormire….Mi ripeti se stai bene tu sto bene anche io e mi viene da ironizzare”   Morgan – La comprensione
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categoria:pensieri, musica, ricordi, concerti
giovedì, 06 agosto 2009
le luciLE LUCI
Altra pausa di riflessione davanti al pc spento in ufficio. Rimarrà tale fino al 24 Agosto.
Due amici mi salutano calorosamente, domani partono per il Giappone dove resteranno fino a fine Agosto.
Chiudo la portiera dietro di me e parto, ascolto “Per combattere l’acne” de “Le luci della centrale elettrica” e sento i brividi, la voce ed i testi di Vasco Brondi lasciano oggi segni profondi .
Rifletto all’indietro anche se comprerei volentieri un paraocchi che mi consenta solo di guardare avanti.
Vasco Brondi, 24 anni, ferrarese, gioca magistralmente con le parole e gratta la gola per enfatizzare la cruda realtà che ci racconta con una poesia ruvida che non lascia scampo.
Quel ruvido lo sento sulla pelle, così crudo e duro come una crosta che fa prurito ma è meglio non grattare.
Leggo il blog delle “luci e della centrale elettrica” e ci trovo dentro più amore di quanto pensassi: poesia, paesaggi lunari, antenne per lavarsi i denti, amore, campi nomadi, scritte sulla sabbia , poi ancora amore, vene,occhi di criptonite, tram, treni, manganelli sulle nostre vetrine interiori  e ancora amore confuso nelle metafore e ancora amore sopito.
E’ bravo questo Vasco, che fortunatamente non c’entra niente con l’altro.
G. dice che quando arrivi a Ferrara e vedi le luci delle centrale elettrica sembra Manhattan.
Magari Brondi pensava la stessa cosa mentre scriveva “Piromani”, uno dei brani più belli dell’ultimo album dove si graffia la voce per urlare al mondo “Andiamo a vedere le luci della centrale elettrica”.
E’ uno che colpisce, uno che lo ascolti e dici questo è “Le luci della centrale elettrica”, uno che nella mia playlist personale c’è entrato con tutto il cd e non con un brano solo.
Buona estate con le canzoni da spiaggia deturpate.
 
“Ho abbassato le saracinesche dei negozi sui miei occhi con le nostre discussioni serie si arricchiscono solo le compagnie telefoniche…. E i tuoi capelli che sono fili scoperti che sono nastro isolante…”
Tratto da “Per combattere l’acne” de “Le luci della centrale elettrica”
martedì, 04 agosto 2009
circusUN ANNO IN PIU’ , UN BOSCO IN MENO
E’ finito con smilzi fuochi artificiali, con un feroce vento che non ha portato pioggia, con uno scellerato ballo finale sotto il palco, con l’ultima ordinazione al bar del “Circus”, con i saluti agli afecionados.
Come un sipario il “bosco” chiude la prima parte dell’estate proprio quando il calendario mi segnala che sta arrivandomi addosso un anno in più.
C’è anche il rischio che scenda una goccia di tristezza nel vedere la macchina così pulita , senza più traccia della polvere di via Lavichielle eppure i ricordi di queste brevi settimane di “bosco” sono talmente belli che trascinano ancora con sé un inevitabile sorriso.
Sorrido perché i “Mercanti di liquori” hanno regalato emozioni vere domenica sotto il tendone, perché il Dj alla fine ha chiuso la serata di sabato con “Piove” dei Timoria (proprio come il destino chiedeva), perché la notte bianca ha fatto incontrare anime nuove, perché ogni sera c’era qualcuno che ti voleva offrire una birra, perché quando i “Killer Queen” hanno fatto Radio Gaga mi sembrava che il il Wembley Stadium fosse improvvisamente a pochi chilometri da casa.
Continuo a sorridere perché proprio al bosco abbiamo parlato nuovamente dei Derrick, delle loro scarne apparizioni e della nostra voglia mai sopita di tornare a suonare insieme.
Intanto , tra poco,  l’ora scoccherà ma non mi sento ancora vecchio.
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