domenica, 31 maggio 2009
assur
SECRET CONCERTS E OTOMANTI
Quando cominciano queste feste estive si scoprono sempre cose interessanti tipo che Moltheni  suonava a meno di 10Km da casa mia in secret concert e me lo sono perso.
Un secret concert è il concerto di un artista in una casa privata o in un luogo insolito, il tutto eseguito senza ausilio di amplificazione, davanti ad un numero esiguo di spettatori (50 persone max  per intenderci).
In breve è come se ti trovassi in casa di un amico a sentire Moltheni che canta e suona la chitarra stravaccato sul divano.
Comunque sia il secret concert di Moltheni di venerdì sera l’ho mancato e in sostituzione mi sono gustato una festa imboscata in mezzo alle campagne modenesi, molta gente, molto freddo, molti musicisti a parlare di musica.
Era poi giusto inciampare nella “biennale dell’assurdo di Castelvetro” e scoprire che esistono le otomanti , persone che ti leggono l’orecchio.
C’era una installazione con i copertoni delle auto che delimitavano una zona piena di bottiglie di plastica ed un cartello che invitava a calciarle.
Tutti passavano, calciavano, la scultura mutava….ho calciato fortissimo e qualcosa è cambiato.
 
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categoria:pensieri, diario, moltheni
martedì, 26 maggio 2009
bianca reggioNOTTE BIANCA
 
Alla notte bianca di Reggio Emilia c’era tutto quello di cui avevo bisogno, tutto tranne il parcheggio.
Qualche chilometro a piedi però ci ha fatto bene; c’era la bolgia, quella che sembrava che il mare fosse d’improvviso arrivato in città.
C’era una via nascosta , una mostra allestita in una palazzina spettrale con un cortile interno e i balconi che vi sia affacciavano dentro.
Quadri inquietanti appesi male, sedie da barbiere, sculture elettroniche con cuori pulsanti fatti da alimentatori da pc, fotografie del nulla che davano un senso profondo.
Interessante.
Si è trovato anche il modo di parlare di introspezione e di senso artistico delle cose in un sabato sera festivo; fate male a introdurre certi argomenti perché io con sti discorsi mi infervoro.
Carboni invece continuava a suonare in una piazza asfissiata dal caldo e dall’ammassarsi delle persone alle transenne; ho sentito le ultime due canzoni da dietro il palco perché due erano più che sufficienti.
Il gruppo in zona universitaria invece suonava bene, lì mi sarei fermato dieci minuti di più, ma c’erano troppe cose da vedere.
Serata di amici, musica, arte, pepite d’oro e tavoli fatti con bobine di cavo.
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categoria:pensieri, musica, ricordi, recensione, concerti
giovedì, 21 maggio 2009
dentes
SENZA GIUDIZIO
 
Il penultimo dente del giudizio se ne è andato, saltato via dopo un colpo secco della dentista che in pochi minuti ha liquidato la pratica.
La prossima estrazione sarà quella che toglierà definitivamente giudizio alla mia bocca.
Il secondo dente del giudizio estratto aveva creato sofferenza e febbre; per questo è bastato un antidolorifico e la proverbiale pazienza dei giorni di Maggio.
Sì …. perché questi giorni di Maggio sono fatti in gran parte di pazienza, di ricostruzione, di placida sofferenza che si distribuisce a piccole dosi nell’arco della giornata, come in piccole dosi si era insinuata nella mia arcata dentale superiore.
Ascolto “Deeper than love” di Antony an the Johnsons, roba che ti vien da piangere appena attacca a cantare Antony Hegarty, uno che puoi tranquillamente definire un fenomeno.
Subito ti può sembrare un baritono con una patata in bocca ma al quinto secondo di ascolto anche il più stolto si è accorto che la sua voce è talmente stupenda da rasentare l’ultraterreno.
La prima strofa “My heart is broken…” è disarmante.
Il fiato è corto in questi giorni, ne resta poco anche per cantare….. che quella canzone che avevo iniziato rimane incompleta ed appare più legnosa ad ogni successivo ascolto.
A pensarci bene molte cose di Maggio sono legnose, bisogna prendere il ritmo dell’estate, lasciar perdere i pensieri e i ragionamenti …. ma c’è ancora troppo silenzio intorno, anche le feste in spiaggia sono iniziate in silenzio, almeno così mi hanno detto.
Come nei migliori finali di Report “La buona notizia” è che iniziano i concerti estivi gratuiti…uh.
 
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categoria:pensieri, musica, diario, fragile
venerdì, 15 maggio 2009
piangi romaQUESTO SILENZIO
Custodivo gelosamente il silenzio per farne buon uso nelle occasioni più opportune.
Utilizzavo il silenzio quando non valeva la pena rispondere, quando avevo bisogno di un po’ più di riposo,  quando avrei potuto dire cose sbagliate accecato dalla rabbia di un momento.
Poi è arrivato questo silenzio.
Questo silenzio è fatto anche di musica o meglio è fatto con una playlist di canzoni italiane che si rincorrono legate da un malcelato filo conduttore: Baustelle – Piangi Roma , AriadiNeve – Aria, Perturbazione – Casa Mia, Pacifico – Sembri una foglia, Moltheni – Bufalo, Marlene Kuntz – Canzone di oggi, Miura – Scompaio per citarne alcune.
Anche questo computer che emette un sussurro con la sua ventola, anche le mie dita sulla tastiera, anche l’audio del televisore fanno parte di questo silenzio.
Vorrei diradare questa coltre muta come si toglie la tovaglia alla fine del pranzo e ricominciare a parlare delle solite minchiate, quelle minchiate che di me fanno parte.
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categoria:pensieri, musica, ricordi, baustelle
sabato, 09 maggio 2009
millimUN MILLIMETRO
 
Imbiancare il salone di casa mi ha fatto bene, mi ha fatto bene salire e scendere dal ponteggio, bucare il muro per appendere, tirare cavi, collegare faretti, fissare, pulire, cablare, pensare alla praticità dell’ordine di una stanza di casa.
Studiare minuziosamente: calcolare al millimetro ogni piccolo spostamento con esagerata geometria.
Insieme all’ordine di casa è arrivata una impercettibile calma.
Ora si può scrivere delle emozioni che hanno ballonzolato improvvisamente tra l’entusiasmo smisurato di una vittoria all’ultimo minuto e la più amara delle sconfitte.
Le sensazioni opposte sembravano così vicine che bastava spostarsi di un millimetro per cadere dalla più esaltante gioia ad una desolante tristezza.
Il lavoro incessante ha distratto la mente dall’altalena emotiva.
Poi il millimetro ha assunto un altro significato ovvero il primo passettino di avvicinamento in una distanza silenziosa non quantificabile al momento.
Oltre a questo nulla si può dire perchè indagare razionalmente sull'amore e sul futuro è impossibile.
Infine c’è stato il concerto di Allevi al Teatro della Celebrazioni a Bologna: sublime.
Piano solo 2009, il titolo del concerto:lui sul palcoscenico, un pianoforte e una luce ad illuminare l’artista e la sua materia da plasmare.
Ascoltavo estasiato e rimuginavo sulla meraviglia del come un grande artista riesca a trasporre tutta la sua sensibilità in musica.
Il tocco di Allevi è magico, il suo modo di dare vita alle note è devastante, alle volte sembra creare suoni anche con le mani sollevate dal pianoforte.
Finisce una melodia perfetta che è il sunto geniale  di emozione e tecnica e con inverosimile timidezza prende in mano il microfono.
Si inchina, si stringe tra le sue braccia come un bambino al massimo dell'imbarazzo e della commozione, saluta il pubblico intimidito e ringrazia.
Se ne va e ritorna per il bis più volte, sembra davvero commosso e io almeno quanto lui.
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categoria:pensieri, diario, concerti, fragile