sabato, 28 febbraio 2009

tempo2La superficialità e l’approssimazione

Non mi piace approssimare, nemmeno in matematica, nemmeno quando hai una sfilza di cifre decimali che non finisce più.

Con la superficialità e l’approssimazione ci convivo tutti i giorni, anche quando vado a prendere  un gelato e il terzo gusto ha un volume decisamente inferiore agli altri due.

Poi capita che ripenso ad un episodio e ci trovo dentro tutta la MIA superficialità, non riesco più a distogliere il pensiero e a tirare in su gli angoli della bocca, perché anche io sono un tagliatore di cifre dopo la virgola, come tutti gli altri; l’unico vantaggio che ho è che a volte riesco a riconoscere il mio limite.

C’è voluto tempo, ci vuol sempre tempo… tempo per imparare, per perdonare, per saper aspettare , per riflettere.

Allora mi metto su gli After e aspetto.

 

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categoria:pensieri, ricordi, afterhours
lunedì, 23 febbraio 2009

tempoASSENZA DI TEMPO NEL TEMPO DI UNA CANZONE

Passano gli anni e il tempo diventa l'implacabile metronomo delle tue giornate.
Cominci a schematizzare , ti dai scadenze, ti trovi costretto a incastrare in sequenza tutte le cose da fare nella giornata,addirittura ti senti fiero di esser riuscito a far tutto ciò che ti eri proposto.
Ti ritrovi pragmatico e calcolatore, incasellato in una sfilza di eventi prestabiliti; talmente vincolato alle tempistiche che rischi di tralasciare i sentimenti.

Cuffie in testa e microfono in mano pervaso da follia creativa pronto a sputare fuori il colpo vincente per quella canzone, che aveva già una sua forma ben definita, ma mancava di esplosività.
Le due strofe erano comparse dal nulla in cinque minuti di qualche mese fa, il ritornello però era in incubazione da tempo; mille tentativi di finire quel brano, tutti inefficaci.
Venerdì scorso non pensavo nemmeno alle parole , cercavo solo la melodia vocale perfetta da mettere su quella ritmica...in trenta secondi, senza pensare a quello che stavo dicendo, ho cantato venti parole una dietro l'altra cercando di generare finalmente il giusto sound.
La cosa incredibile è che riascoltando quel che avevo registrato non c'era solo la giusta melodia ma le parole avevano un senso profondo, erano uscite di getto senza connessione logica eppure qualcosa nel subconscio le aveva legate perfettamente per esprimere le mie sensazioni.
Ci sono cose che ancora mi stupiscono...e me ne compiaccio.

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categoria:pensieri, musica, ricordi
martedì, 17 febbraio 2009

torriniEMILIANA TORRINI AL CORALLO: UN’ALTRA CHE CI CREDE

 

Venti euro più prevendita ed il concerto di Emiliana Torrini al Corallo è servito.

Mentre aspetto l’inizio del live penso che le uniche cose che so di Emiliana sono che il suo ultimo cd “Me and Armini” è molto interessante, che nonostante le origini italiane lei è islandese e canta solo in inglese.

Quando entra sul palco gelido del Corallo (temperatura interna 16°C) con un vestitino a fiori senza maniche anni ’50 (stile “mia nonna”) penso al freddo islandese.

La band si assesta, lei saluta poi inizia la performance...ma sento tutto pianissimo.

Un concerto con un volume così basso è una cosa più unica che rara, cosa ancora più incredibile la Torrini canta senza effetti sulla voce (G. mi scuote e commenta “Canta senza nemmeno un filo di riverbero...Non è mica Jeff Buckley).

Metto su l’aria perplessa e tendo le orecchie per sentire al meglio la voce che si confonde con il resto della musica.

Emiliana canta con gli occhi socchiusi, chiude il pugno col braccio rivolto in basso e si dondola in un trance tipico di una che ci crede..... e ci crede troppo, perchè alle volte la musica bisogna lasciarla andare, divertirsi, mollare.

Emiliana ha una voce di una "pulizia estrema", ogni tanto però sembra perdersi in gola, probabilmente è raffreddata.

Un paio di brani poi Emiliana tossisce, si fa portare una tazza con qualche bevanda calda, dice di essersi ingozzata di pasta , sorride e riprende il concerto.

D’improvviso sulla voce compare un effetto echo+riverbero che ingigantisce il timbro e il concerto intimo della prima parte procede con i brani più indie dell’ultimo cd .

Se vuoi puoi inziare anche a muovere il piedino, “Jungle Drums” è un pezzo stratosferico e la ragazza islandese lo canta da Dio, si lascia andare, comincio a prenderci gusto.

Metto su l’aria soddisfatta e mi gusto “Me and Armini” altra gran perla tratta dall’ultimo cd, il concerto prende corpo, il volume è più alto, ci siamo.

Emiliana rientra dopo la pausa, mi attendo un gran finale e invece tutto diventa più intimo e mieloso, si torna alla versione “ci credo a buco” , metto su nuovamente l’aria dubbiosa e sarò costretto a tenerla fino alla fine del concerto.

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categoria:musica, recensione, concerti, emiliana torrini
mercoledì, 04 febbraio 2009

numero6E’ arrivato il freddo

Umidiccio e attaccaticcio questo mese freddo che non riesco a cavarmi di torno.

Sa di pioggia eccessiva e poche emozioni, di concerti saltati per biglietti esauriti, di storiche feste di carnevale soppresse per sempre, di quelle che ci sei andato per anni, quelle dove ti vien da dire “però c’è sempre la stessa gente” eppure non puoi mancare.

E’ arrivato il freddo , quello che ti metti a guardare le vecchie foto vicino al camino, che con sto tempo non riesci nemmeno a farti una corsa all’aperto come si deve, quel nauseabondo senso grigio che alla fine per il week-end viene sempre a nevicare con quella neve pesante e bagnata che non fa per niente Natale.

I Numero6  hanno rilasciato il loro ep gratuitamente scaricabile dal loro sito e fa davvero effetto leggere scaricalo (gratuitamente), ascoltalo e diffondilo….questo è veramente indie.

“E’ arrivato il freddo che permette di nascondersi meglio

 ricorriamo a tutto per schivare gentilmente carezze

 non sono più io

sono  io più qualcosa di meglio

nonostante questo mi concederò più di una sciocchezza”

Numero6 – E’ arrivato il freddo

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