LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI
L'ho terminato un mese fa, l'ho rimesso tra gli altri libri come nulla fosse senza troppa voglia di scriverne una recensione.
A mente fredda mi convinco sempre di più che qualcosa nel libro scricchiola, sarà il finale poco incisivo, sarà che mi aspettavo un capolavoro ed invece mi sono ritrovato con un discreto libro.
L'opera di Paolo Giordano è certamente di buon livello ma arrivare ad esaltarlo come un cult-book mi sembra eccessivo.
Le prime pagine sono ben scritte, un'atmosfera tagliente, a tratti pulp , affascina e stimola il lettore ad una lettura feroce poi tutto sembra scemare nell' eccessiva ricerca di sviscerare l'interiorità dei due protagonisti.
Il romanzo racconta la vita di Mattia e Alice, due personaggi diversi tra loro ma accomunati da tragici eventi accaduti durante la loro infanzia.
Alice porterà sempre con sè le conseguenze di uno sfortunato incidente sulle piste da sci, Mattia invece imparerà a convivere per sempre con un peso: la tragica scomparsa della sorellina Michela.
E' un inizio lancinante con una narrazione spietata che tiene legato il lettore alla cruda realtà degli eventi.
I due protagonisti crescono, diventano adolescenti poi adulti e c'è un impercettibile filo che li tiene sempre legati nonostante storie di vita diverse, nonostante distanze e aspettative diverse.
Nellultima parte del libro Giordano cerca di indagare a fondo nei meandri dell'animo umano,è proprio qui che il libro sembra perdere di tono, inizi a trepidare aspettandoti un grande finale che però non arriva mai.
In conclusione "La solitudine dei numeri primi" è un discreto romanzo, ha un grandioso inizio e una trama ben impostata ma il mio personalissimo voto non va oltre il 7.







E CHE LISTA SIA!
POCO PRIMA DEL SONNO