giovedì, 29 gennaio 2009

solitudeLA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

L'ho terminato un mese fa, l'ho rimesso tra gli altri libri come nulla fosse senza troppa voglia di scriverne una recensione.
A mente fredda mi convinco sempre di più che qualcosa nel libro scricchiola, sarà il finale poco incisivo, sarà che mi aspettavo un capolavoro ed invece mi sono ritrovato con un discreto libro.
L'opera di Paolo Giordano è certamente di buon livello ma arrivare ad esaltarlo come un cult-book mi sembra eccessivo.
Le prime pagine sono ben scritte, un'atmosfera tagliente, a tratti pulp , affascina e stimola il lettore ad una lettura feroce poi tutto sembra scemare nell' eccessiva ricerca di sviscerare l'interiorità dei due protagonisti.
Il romanzo racconta la vita di Mattia e Alice, due personaggi diversi tra loro ma accomunati da tragici eventi accaduti durante la loro infanzia.
Alice porterà sempre con sè le conseguenze di uno sfortunato incidente sulle piste da sci, Mattia invece imparerà a convivere per sempre con un peso: la tragica scomparsa della sorellina Michela.
E' un inizio lancinante con una narrazione spietata che tiene legato il lettore alla cruda realtà degli eventi.
I due protagonisti crescono, diventano adolescenti poi adulti e c'è un impercettibile filo che li tiene sempre legati nonostante storie di vita diverse, nonostante distanze e aspettative diverse.
Nellultima parte del libro Giordano cerca di indagare a fondo nei meandri dell'animo umano,è proprio qui che il libro sembra perdere di tono, inizi a trepidare aspettandoti un grande finale che però non arriva mai.
In conclusione "La solitudine dei numeri primi" è un discreto romanzo, ha un grandioso inizio e una trama ben impostata ma il mio personalissimo voto non va oltre il 7.

postato da: tage alle ore 21:12 | Permalink | commenti (6)
categoria:libri, recensione
giovedì, 15 gennaio 2009

noteE CHE LISTA SIA!

...poi ho pensato che le tradizioni vanno rispettate....ecco la personalissima lista dei migliori brani del 2008:

 

1) Baustelle - Antropophagus

2) The kill - Tape song

3) Moltheni - Vita rubina

4) The ting tings - Great dj

5) Tiziano Ferro feat Franco Battiato - Il tempo stesso

6) MGMT - Time to pretend

7) Cristina Donà - Settembre (acoustic version)

8) Afterhours - Naufragio sull'isola del tesoro

9) The Cure - Only one

10) Nicole Atkins - The way it is

postato da: tage alle ore 22:05 | Permalink | commenti (3)
categoria:musica
lunedì, 12 gennaio 2009

retinPOCO PRIMA DEL SONNO

Le frasi migliori compaiono all'improvviso.
Il segreto sta nel appuntarle subito da qualche parte prima che scompaiano come orme nella neve durante la bufera.
Bisognerebbe munirsi di un retino raccogli-creatività da tenere vicino al letto perchè poco prima del sonno nascono le idee più interessanti e sei troppo pigro per alzarti alla ricerca di carta e penna.
Gli occhi si chiudono per qualche istante e il buio ti inghiotte fino alla sveglia del mattino che con un trillo ha già rimosso la brillantezza di pensieri della sera prima.
Questo inizio di 2009 promette bene: ho molte frasi appuntate, l'icona del "programma per far musica" che svetta centrale nel mio Desktop e in più non ho fatto nessuna delle solite liste tipo i top-album del 2008 o cavolate del genere.

Listening "She’s lost control" - Joy Division

postato da: tage alle ore 19:17 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, ricordi
domenica, 04 gennaio 2009
mini

CONTROL  :  IAN CURTIS IN BIANCO E NERO

 

“Control” è un film che mi ha lasciato un segno.

Narra la breve e tormentata  vita di Ian Curtis, leader dei Joy Division.

E’ un film cupo e intelligente tutto girato in un bianco e nero che esalta ancora di più i sentimenti.

La biografia di Curtis è raccontata sullo sfondo di un' Inghilterra di fine anni ’70 che trasudava arte e musica da tutti i pori.

Il giovanissimo Curtis muoveva i primi passi coi Joy Division direttamente dalla piccola cittadina di Macclesfield vicino a Manchester dove le influenze musicali di David Bowie e Sex Pistols arrivavano imperiose ad aprire le menti dei giovani artisti.

Da quel piccolo borgo inglese nacque uno dei gruppi che è divenuto uno dei capisaldi del dark inglese.

Sam Riley interpreta magistralmente un geniale e spaesato Ian Curtis, travolto dal successo, spaventato dalle sue tormentate storie d’amore, costretto in una continua lotta con l’epilessia e spesso chiuso nella sua profonda sensibilità.

La musica dei Joy Division, Bowie, New Order chiaramente è la colonna sonora perfetta.

A mio parere "Control" è un film imperdibile perchè non è una didascalica biografia per immagini ma è soprattutto una personale e profonda interpretazione della breve vita di Ian Curtis.

postato da: tage alle ore 22:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:film, recensione