venerdì, 28 novembre 2008
neve

IL TEMPO STESSO

La neve arriva con una telefonata al mattino alle 6.30.

Ho ancora gli occhi stropicciati e non vedo bene fuori dalla finestra comunque sta nevicando.

Qualcosa di diverso dal solito, cortili e strade bianche, in ufficio con un quarto d’ora di ritardo, le gomme della macchina che tentano di slittare, l’ascolto distratto del nuovo album dei Kaiser Chiefs durante il tragitto casa-lavoro lavoro-casa.

Molto del diverso dal solito sta nell’aver rispolverato chitarre, microfoni e software musicali; a passettini si è affacciata anche una nuova creatività indie.

E’ difficile catalogare cosa è indie e cosa non lo è; proprio per questo è il termine più azzeccato per definire l’attuale stato della mia creatività.

Sto pensando di comprare una tastiera Midi, che sicuramente alla fine userò tre volte prima di abbandonarla al chiuso di un’anta del mio armadio.

E’ che ho sentito quel pezzo che Tiziano Ferro ha scritto con Battiato e non ho potuto trattenere un “ehhh” di sbigottimento! Geniale!

postato da: tage alle ore 20:54 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensieri, musica
giovedì, 13 novembre 2008

welshIRVINE WELSH – UNA TESTA MOZZATA

Ero un po’ che non leggevo un libro di Welsh.

Dopo poche pagine di “Una testa mozzata” comincio a storcere la bocca  come se il libro emanasse un  odore sgradevole: è che le parole di Welsh fin dalla prima riga sono intrise di fumi alcolici, puzzo di sudore di pub affollati e malsani tanfi di strade scozzesi.

Infatti il libro presenta i tipici canoni alla Welsh: lessico sboccato all’esagerazione, i personaggi stonati in pieno stile Trainspotting, gli ettolitri di birra scura che si scolano tutti i personaggi del libro, bande giovanili dalle mani calde e sfigati in cerca di un futuro migliore.

 Jason , il protagonista, è un inconcludente sfigato del Fife(cittadina nei pressi di Edimburgo), buon giocatore di subbuteo alla rincorsa del titolo di campione di Calcio da tavolo dell’Associazione della  Scozia Orientale.

Vive col padre, estimatore del rapper  50 cent e di giorno non fa praticamente nulla oltre a raccontare storielle grottesco-sconce con gli amici del Goth pub.

Lara e Jenni sono invece due amiche-nemiche,  si dilettano in concorsi ippici, nelle discipline ad ostacoli.

Lara se la cava piuttosto bene, Jenni la invidia , Jason invece si limita  a guardare il cuolo di entrambe.

Fino a metà libro la storia stenta a decollare e ti senti rintronato dalle facili ubriacature dei personaggi, dalla terminologia esasperata e dalle situazioni fumose.

Pian piano però la storia prende vita e sbuca fuori più pungente la grottesca ironia di Welsh; così, tra una bevuta e l’altra ti fai anche due risate.

Ci prendi gusto alle storie degli scozzesi stonati, la lettura diventa vorace e intrigante, il finale con  rissa e forchettata  è degno di menzione ( e forse anche di minzione per restare in tema di sbornie).

Alla fine un bel 6 abbondante me lo lascio sfuggire, ma niente di più, il trascinante-esaltato-ironico Welsh di “Colla” appare lontano.

postato da: tage alle ore 20:22 | Permalink | commenti (3)
categoria:libri, recensione, welsh
mercoledì, 12 novembre 2008

883NON MI SPIEGO PERCHE’
praticamente tutti gli italiani sulla trentina , me compreso, possiedono il disco degli 883 “Nord Sud Ovest Est”. E’ una cosa allucinante: ce l’hanno tutti, molti faticano ad ammetterlo, molti fingono di non averlo, alcuni disperati addirittura dicono di non conoscere gli 883.
Sono sicuro che se vado a vedere nel porta-cd del più metallaro di tutti , proprio sotto “Back in Black” ci trovo il cd di Pezzali e soci . Sinceramente mi sento un po’ ridicolo a lasciarlo lì in mezzo tra Bowie, Battiato e Jeff Buckley , però non oso buttarlo…… e non mi spiego perché.
Non mi spiego nemmeno come faccia Pezzali, che ormai ha superato la quarantina, a scrivere canzoni di Fifty che superano Peugot in salita o cinquantini che ti portan via dai guai...mah!
 

postato da: tage alle ore 21:16 | Permalink | commenti (5)
categoria:pensieri, musica
giovedì, 06 novembre 2008

moltheniMOLTHENI A MODENA: IL CONCERTO DI UNO CHE CI CREDE

 

Moltheni è uno che nella sua musica ci crede fino all’esasperazione: questo è il succo del concerto di ieri sera al circolo Off di Modena.

Di certo non è il tipo che si prende in giro o l’istrione che sul palco coinvolge lo spettatore con facile ironia: il suo spettacolo è emozionarsi fino all’inverosimile dei suoi brani e di conseguenza emozionare il pubblico.

Sul palco ha cantato per due orette quasi sempre con gli occhi semichiusi come in trance emotivo, autosuggestionato dalla melodia che stava suonando e dai testi che stava cantando.

Ha iniziato con una serie di pezzi tratti dall’ultimo album “I segreti del corallo”, a mio parere non il suo miglior lavoro, anche se “Vita rubina” , prima traccia del cd, è davvero un bella canzone che già da un po’ gira nel mio lettore mp3.

Questa prima parte del concerto l’ho vissuta quasi in apnea ipnotizzato dalla psichedelia della musica e suggestionato dalla espressività estrema del cantante.

Devo ammettere però che alcuni brani piuttosto lenti e malinconici portavano ad uno stato di ipnotico torpore.

Poi sono arrivati le canzoni più conosciute come “Il bowling o il sesso?” , “Nella mia bocca” e “Il circuito affascinante” e ho cominciato vagamente a cantare e a muovere il piedino.

Intanto, il bassista , sosia di un giovane Alessandro Benvenuti, si contorceva esaltato ravvivando il movimento sul palco.

Tirando le somme un concerto discreto anche se mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca il fatto che non sia stata inclusa in scaletta “E poi mi vieni a dire che…” a mio modesto parere uno dei cavalli di battaglia di Moltheni nonché uno dei miei brani preferiti.

Oggi, per l'intera giornata ho continuato a canticchiare “Splendido amore , splendido perché…” ovvero la prima strofa di “Suprema”, il che vuol dire che non è ancora svanito l’effetto psico-ipnotico del concerto.

 

postato da: tage alle ore 22:57 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica, concerti, moltheni