mercoledì, 28 maggio 2008

toreroCOSE SEMPLICI E GENIALI

L'importante è fare poche note, evitare di esaltare la tecnica, essere semplici e al contempo geniali.
Essere espliciti fino all'inverosimile non paga, ci deve sempre essere qualcosa di misterioso da interpretare per esaltare il proprio ego.
Quando sei lì nell'attimo in cui credi di aver interpretato la poesia, la canzone, il film, il quadro....bhe proprio in quel momento trovi  la tua massima gioia e l'appagamento che l'arte ti può dare.
Se tutto ciò fosse palesemente esplicito diverrebbe palesemente banale e la cretività non sarebbe più tale....e per questo che vale la pena indagare, ricercare e saper apprezzare anche l'incompiuto finale che lascia interdetti.
Alle volte ho voglia di scendere più in profondità perchè spesso sotto qualcosa di semplicemente incomprensibile si cela qualcosa di geniale.

"chissà cos'è che desideran tutti
L'ostrica che sa di mare messa al centro del piatto
dopo il giro in senso orario si va dalla più corrente alla più speciale.
E allora non c'è neanche bisogno del limone per profumare
è gia' perfetto il suo odore naturale, non artefare, non arte-fare"
Tratto  da - La cosa

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categoria:pensieri
mercoledì, 07 maggio 2008

afterI MILANESI AMMAZZANO IL SABATO

Al primo ascolto l'ultimo album degli After colpisce duro: arriva brutale, grezzo, sporco e deciso.
Le sonorità sono crude e subito mi vengono in mente i Led Zeppelin.
Guardo la copertina, leggo i testi, rigiro il Cd tra le mani, c'è qualcosa di stupefacente e schizofrenico in ogni lavoro degli AfterHours.
La prima traccia con il falsetto irriverente di Manuel mi ha già catturato, la copertina con la serie di coltelli a lato del piatto è una stilosa macabra cura dei dettagli, il centrino nell'immagine di destra è geniale.
"C'era una casa bellissima, che un brutto mutuo strego'" sono le prime liriche del prmo brano e già sorrido compiaciuto.
Mi soffermo sulla terza traccia , la seconda ("E' solo febbre") l'ho ascoltata fino allo sfinimento.
La batteria picchia e il distorto sulla voce di Manuel incattivisce tutto, quasi sembrano esagerare, "carne e cannoni" il ritornello incalza, necessito ulteriori ascolti.
"Riprendere Berlino" è uno dei brano più belli del cd, una base di batteria ben piazzata, un semplice giro di chitarra pulita,  un ritornello orecchiabile e quel "Non sarebbe bello non farsi più del male, non sarebbe strano se capitasse a noi".
Leggo di nuovo la tracklist, sono 14 pezzi, era da un po' che non avevo tra le mani un album con 14 brani.
In "Tutti gli uomini del presidente" Manuel torna al falsetto ironico-cattivo , il distorto irrompe, si batte il piede e comincio a intuire che il cd farà parecchi giri nel mio lettore.
Procedo :  "Tema:la mia città" è una delle tracce migliori, meno AfterHours del solito ma bella densa.
Arriviamo al dunque, Traccia 11 "E' dura esser Silvan" : brano grottesco, qualcosa di pazzo e fuori luogo ci voleva, il Silvan di cui si parla è proprio il mago con tanto di riferimento al parrucchino.... la canticchio già e di sicuro sarà un mio tormentone.
Punto dritto alla fine, l'ultima traccia è una ninna nanna dolcissima, quasi una cantilena, il finale che calza a pennello. Metto Track 1 e ricomincio.

 

postato da: tage alle ore 23:06 | Permalink | commenti (6)
categoria:musica, recensione, afterhours