venerdì, 29 febbraio 2008

heroesMILANO MICROSOFT 

Due giorni a Milano per il lancio dei nuovi sistemi di sviluppo Microsoft.... così detta potrebbe sembrare una palla mortale ed invece era quel che ci voleva: un po' di distrazione, un po' di sano tecnico apprendimento, il concerto di Mario Biondi a sbafo e un po' di distacco dalla consuetudine dell'ufficio.
I soci di Bill Gates non hanno lesinato nell'offerta formativa e neppure negli aperitivi/coffee break.
Nella sala gremita da 3000 guru del software non si stava poi così male nonostante l'immagine complessiva un po' nerd.
Le sessioni tecniche erano belle vivaci e tra una e l'altra partiva sempre "Heroes" di David Bowie a destare chi tentava l'abbiocco da conferenza (nulla da eccepire anche nella scelta della musica... non a caso il  titolo della 2 gironi Microsoft era "Heroes, gli eroi sono {qui}").

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categoria:microsoft
mercoledì, 20 febbraio 2008

maniglione NEXT EXIT

Ci vorrebbe un bel maniglione antipanico per uscire al volo a rifiatare, ma questa settimana non trovo nemmeno l'uscita d'emergenza, eppure ci deve essere, la normativa la prevede.
Lì fuori ci sono le mie intuizioni e i miei sprazzi ma non riesco ancora a raggiungerli e scrivere diventa faticoso con tutto questo ammucchiarsi di scadenze e scientifica concentrazione.
Metto su gli Interpol con "Next Exit" a semplificarmi i pensieri, che a fare una bella canzone ci vogliono poche note messe bene.
Andrò a letto presto perchè se mi bruciano gli occhi ci sarà un perchè; le nove ore davanti al pc dell'ufficio possono bastare.

"We ain't going to the town
We're going to the city
Gonna track this shit around
And make this place a heart
To be a part of"
Interpol - Next Exit

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martedì, 12 febbraio 2008
desperoDESPERO

Se non suoni in un gruppo, non bazzighi nei dintorni di Bologna, la musica rock non ti esalta particolarmente e il Bologna non è la tua squadra del cuore potresti trovare "Despero" di Morozzi un volumetto post adolescenziale poco interessante.
Io l'ho letto in poche ore, tutto d'un fiato, l'ho trovato dissetante almeno quanto un bicchiere d'acqua fredda nella più torrida giornata estiva.
Ho fatto un ripasso dei ricordi degli ultimi quindici anni, delle band costruite e disfatte in breve tempo, dei gol di Marronaro quando i rossoblu erano ancora in serie A, delle serate rockettare al Vox o al Corallo e delle cotte da diciassettenne.
Morozzi ha una scrittura semplice e scorrevole, giungi al'ultima pagina quasi senza alzare mai gli occhi dal libro.
"Despero" è il nome della rock band formata da Kabra e soci ed intorno a questa formazione si snodano le vicende narrate nel libro; Sarah è l'icona femminile, segretamente amata dal protagonista, "Crepuscolo" è il singolo che porterà fama e fratture nel gruppo, gli Zeronero la band "rivale" dei Despero, Bologna la città natale dei personaggi.
Ci voleva proprio un bel libro di Morozzi rock, semplice e realista per risvegliarmi i lontani ricordi del doposcuola e per ravvivare la voglia di provare col gruppo dopo un bel po' di giorni di sosta.
Nota a margine: toglietemi dalle mani il cd dei Baustelle che sto facendo indigestione!
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categoria:libri
lunedì, 04 febbraio 2008

amen AMEN

Eccolo! E' arrivato dirompente e cinico come me lo aspettavo.
Il singolo "Charlie fa il surf" aveva spianato la strada alle nuove 15 tracce di "Amen" l'atteso ultimo lavoro dei Baustelle.
Temevo che Bianconi e soci potessero essere risucchiati dal potere della Warner, dal successo e dalla necessità di fare musica commercializzabile.
Fortunatamente i miei timori erano infondati: "Amen" è un album denso, cupo,cinico, eterogeneo, stiloso e bellissimo in pieni canoni Baustelle.
Da Sabato continua a girare imperterrito in ogni lettore cd che mi capiti sottomano, continua a stupire e ad ogni ascolto vien voglia di riascoltarlo.
Dentro c'è il calcolato pessimismo, il tedio esistenziale e i riferimenti adolescenziali tipici delle canzoni dei Baustelle; tematiche sviscerate in testi poetici ma chiari,  ritmi semplici ma mai banali, le citazioni cinematografiche, storiche e musicali sono innumerevoli.
"Il liberismo ha i giorni contati" è a mio avviso il miglior pezzo dell'album,poetiche incisive, ritornello che non esce più dalla testa con un ottimo alternarsi della voce maschile e femminile.
Il cantato di Francesco è come al solito pulito e cupo, quello di Rachele "soffiato" e quasi strozzato mixato a basso volume insieme all'amalgama degli altri strumenti.
"Amen" contiene molte tracce cantate da Rachele, tutte con il tipico effetto "Sto cantando ma con un killer davanti che mi stringe una mano sul collo".
Bellissima "Panico!", che sembra buttata lì come una canzonetta ed invece ha tutto un suo senso e un suo scopo, con i coretti "Cosa??" e il terrificante preambolo di Bianconi "Hai mai provato l'orrore?".
E proprio dopo questa traccia arriva il decimo brano: "Alfredo".
I brividi sulle braccia sono inevitabili,un capolavoro alla stregua della "Donna cannone" di De Gregori.
E' un pezzo ispirato alla vicenda del piccolo Alfredino Rampi caduto in un pozzo nei primi anni '80: voce e pianoforte d'atmosfera, tutto atto a generare emozioni incontrollabili:giù il cappello, Bianconi è davvero un grande cantautore, il testo è da incorniciare nelle antologie scolastiche (almeno nelle mie antologie c'era sempre una canzone incorniciata di Guccini o De Andrè).
Traccia 6: "Baudelaire", il dark esistenziale e citazionista allo stato puro ovvero canzone simbolo dell'autentico animo scuro dei Baustelle.
Tra le tracce più belle il sorprendente cannibalismo di  "Antropophagus", uno spumeggiante inizio rock poi la profonda voce cantilenata di Bianconi che ricorda in maniera impressionante il timbro del già citato De Andre'. Il ritornello esplode, i cori di Rachele sono perfetti, non controlli più il piedinio tamburellante
e si canta "Ci piace l'uomo. Non c'è sindacato. Non c'è stato mai nessuno che mi ha amato tanto come questa notte".
Poi c'è "L" canzone che in certi passi mi fa pensare al major Tom di Bowie, c'è "L'uomo del secolo" che mi lascia scendere una lacrima perchè mi fa ricordare mia nonna e i suoi racconti degli anni della guerra.
Non voglio procedere oltre con la mia recensione dell'album...mi dilungherei inutilmente con ripetitivi commenti lusinghieri.
Se volete un voto numerico: 9, se volete una critica: mi aspettavo di più dalle tracce nascoste, se volete frasi tratte dai testi che mi hanno colpito da subito: "Vedo la fine in me che vendo dischi in questo modo orrendo", "una mazza da baseball quanto bene gli fa", "ci deduce l'anima, la nostra cognizione del dolore illumina", "Datti al giardinaggio dei fiori del male"....mi fermo qui per non proseguire all'infinito!

 

postato da: tage alle ore 21:35 | Permalink | commenti (4)
categoria:musica, baustelle