venerdì, 28 settembre 2007

orchestra fabioQUELLO CHE C'E' E QUELLO CHE NON C'E'

C'è un venerdì sera in casa per riprendersi un attimo dalle fatiche della settimana, c'è un bell'articolo su PJ Harvey nel numero di settembre di  XL, (dice che il suo posto natale è parte di sè come se fosse l'impronta della sua mano e che non c'è altro che voglia fare nella vita oltre a scrivere canzoni, lo trovo fantastico nel suo minimalismo), c'è voglia di ascoltar canzoni dai significati forti, c'è l'aria di casa e una impaziente voglia di scoprire.
Non c'è tempo o perlomeno ce ne è sempre molto poco, non c'è più il sole, non c'è la voce potente di qualche mese fa ma c'è una gran voglia di cantare, c'è che a Gennaio dovrebbe uscire "Amen" il nuovo album dei Baustelle seprando che sia all'altezza dei precedenti.
C'è anche qualche goccia di sonno e un post che sta scivolando via blandamente, c'è "Stark" di Bunker che mi aspetta sul comodino ma è un libro dal sapore piatto che mi sta scontentando dalla prima pagina, c'è un chitarrista-cantante bravissimo che si esibisce davanti a tre suoi amici che sghignazzano mentre Tabarroni canta in playback alla festa del borlengo davanti a 500 ragazzi ultracinquantenni che ballano in continuazione l'AlliGalli.

"...ma credo di camminare dritto sull'acqua e su quello che non c'è" AferHours - Quello che non c'è 

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lunedì, 24 settembre 2007

orecchioIPOACUSIA

ovvero non ci sento una mazza dall'orecchio sinistro a causa di un'otite esterna che mi fa dannare.
Tirando le somme: timpano pulsante, giornata all'insegna del malessere generalizzato, niente prove col gruppo questa sera e litri di gocce otologiche giù per il canale uditivo.
Se in macchina mi sentite passare con il volume della radio al massimo non è per attirare l'attenzione e fare il maraglio più del solito.....è che proprio non ci sento. 

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martedì, 18 settembre 2007

vinileLA COVER PERFETTA

Ieri sera , suonando con il gruppo, dopo una prolungata sosta estiva, sono sorti ancestrali quesiti sull'esistenza della cover perfetta.
Detta cosí sembra che la sessione di prove di ieri sera si sia svolta in un monastero del rock dove inginocchiati abbiamo cercato un mistico contatto con il dio della musica.
In realtá ci siamo ritrovati nella solita sgangherata saletta e abbiamo fatto del nostro meglio per suonare decentemente; tra un brano e l'altro qualcuno mostrava segni di disappunto perché i suoni non risultavano troppo fedeli all'originale.
Il fatto é che io (e non solo io) sono convinto che una cover debba essere una personalizzazione del brano originale e non una copia carbone.
Questa ricerca spasmodica del suono identico a quello ascoltato su cd, mi sembra un maniacale schematismo che lascia poco spazio alla creativitá e limita in parte la parte giocosa e divertente della musica suonata.
La linea melodica del brano originale deve essere pienamente rispettata, questo é fuori discussione, ma se nel mio multieffetto ho impostato un reverbero meno efficace di quello dei Muse, non ne faccio un dramma....in fondo far musica é per me una passione liberatoria che mi diverte e mi stimola, vale la pena chiudere tutto questo in una stretta gabbia di esasperato perfezionismo?

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giovedì, 13 settembre 2007

lattinaLATTINE

 

Ho alcune lattine d’aria fresca per i giorni pieni di impegni , le apro, respiro a pieni polmoni e ritorno in apnea.

Oggi me ne sono sgolata una tutta d’un fiato prima dell’ultima impegnativa immersione pre week-end.

“For real” degli Okkervil River è la colonna sonora di questa settimana frenetica, è una ballata rock-dark che rilascia energia ad ogni ascolto e non stanca mai, è meglio del ginseng per ricaricare le batterie.

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giovedì, 06 settembre 2007

SPRAZZISPRAZZI DI FELICITA'

E allora tutto sembra un mattino d’estate quando dormi fino a tardi e il sole entra piano dagli spiragli della finestra e tu non puoi fare a meno di sospirare con una gioia dolce che in meno di un minuto ti riaddormenti mentre il cuore si abbandona ad una pace felice.

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mercoledì, 05 settembre 2007

images

MI ERO SCORDATO LYNCH

Mi ero ripromesso di non guardare INLAND EMPIRE ma non ce l'ho fatta: la cosa strana è che mi è piaciuto!
L'ultimo lungometraggio di David Lynch non è un film o perlomeno non rispecchia i canoni della tipica trama cinematografica e per questo motivo lo si ama o lo si odia.
Per chi, come me, si era già avventurato nell'ostica visione di  "Mulholland Drive" (film del 2002) e non ci aveva capito nulla, avrà un'ulteriore riconferma del non-sense Lynchiano.
Eppure INLAND EMPIRE mi è piaciuto!
Di certo non c'è una spiegazione logica alla trama visionaria però è intuibile l'intenzione di Lynch di creare un film che rasentando l'incomprensibile riesca a coinvolgere, a stupire,a far pensare.
Va finire che ti appassioni alla storia anche se esageratamente surreale e distorta: ma Lynch volutamente non vuole le sequenze causa-effetto e i nessi logici, devi andare oltre.
Il film racconta la storia di un'attrice chiamata ad interpretare il ruolo di protagonista in un remake di un vecchio lungometraggio polacco.
Intorno a questa vicenda si snodano altri avvenimenti surreali, da un momento all'altro sembra stiano per essere svelati reconditi segreti, lo spettatore intraprende un viaggio onirico nell'ignoto e si ha l'impressione di arrivare a capire qualcosa.
Rimani lì incantato, stupito: sei quasi sconvolto dalla sequenza di immagini tenute assieme da una logica assurda e incomprensibile eppure è proprio questa che ingolosisce.
E nono chiedetemi di spiegarvi tutti i significati nascosti del film altrimenti vi rispondo con le stesse parole di Lynch "Dovrebbe essere chiarissimo".
L'attrice protagonista è una stellare Laura Dern, la sua interpretazione batte con un sonante 6-0, 6-0, 6-0 quella della migliore Kidman.
Anche chi ripudia Lynch non può rimanere indifferente alla bravura della Dern; insomma per un motivo o per l'altro guardatevi questo INLAND EMPIRE (scritto rigorosamente in maiuscolo come pretende Lynch) .

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