mercoledì, 29 agosto 2007

numero6CARPACHO AL PETROLIO AL TAVOLO NUMERO 6

Tranquilli, non è il mio solito raccontino dark del c..., ma bensì una recensione di ben tre indie-italian-album che in quest'estate 2007 sono entrati stabilmente nella mia playlist.
Prima menzione speciale per l'album dei Carpacho "La fuga dei cervelli", un indie-pop dai testi intelletualoidi e dalle melodie elettronicamente accattivanti con qualche ritornello ciclico che si insedia in testa e da lì non si schioda più.
Al primo ascolto li ho accomunati al sound dei "La sintesi" (quelli di "Ho mangiato la mia ragazza") con i coretti anni 80, elettronica quanto basta e bassi semplici e insistenti.
Sui testi due paroline vanno spese: gli argomenti ironic-retrò differenziano i Carpacho dai soliti lagnosi poppettari italiani, i termini sono ricercati ed azzeccati, i ritornelli assillanti ma mai banali....un'esempio "intossicatemi pietà/vi amo così tanto da volermi uccidere//sparate al limite all'inguine/così che non sarò un grande apatico/ma un bastardo che vuol credere alle favole/fossi in america sarei già una star.."
Seconda special-entry i Petrol con il cd "Dal Fondo" decisamente più rock, più cupi e profondi dei sopracitati Carpacho, una voce bassa che scava tar gli accordi distori con parole di lotta alla indifferenza.
C'è la lenta e assillante "Cera", canzone dall'insistente giro di chitarra pulita, dalle sonorità darkeggianti, la strofa quasi parlata e ricca di pathos, il bel video (a volte trasmesso su MTV), ci sono le crude grunge-tracks "Tradiscimi" e "Nel buio", c'è la bellissima  "Il nostro battito del cuore" quasi un inno contro l'indifferenza del mondo e della società..."Non ha vergogna la nostra società, fatta di gente uguale che non è uguale, ma ugualmente adora sentirsi tale. La nostra società un buco profondo
Dove il nero è più nero del buco del culo del mondo.La nostra società protetta e sicura Dove tutti son felici, dove tutto fa paura.Nella nostra società dove gli artisti e i poeti Muoiono nel fango quando non sono ciechi."
Terza segnalazione per i Numero6 con l'album "Dovessi mai svegliarmi" che al primo ascolto appare un cd costruito su una disarmante semplicità nei testi e nella musica.
Me lo sparo nelle orecchie una seconda volta e mi rendo conto che questo cd ha già scavalcato nella mia personale classifica "Pianissimo fortissimo" (ultimo bel cd dei Perturbazione).
Al terzo ascolto sono già irrimediabilmente infettato dai testi ricercati e dalle dolci melodie , continuo a canticchiare  "Al cuore della storia" uno dei brani più belli, una strofa con insistenti coretti di sguaiati falsetti, un assolo  fatto col kazoo e l'interminabile "Dovessi mai...dovessi mai...dovessi mai" del ritornello.  
Cose di questo genere mi erano successe solo con i Baustelle e proprio questi ultimi mi saltano in mente appeno ascolto "Ora però credimi", entrato di prepotenza tra le mie best songs 2007.
Canzone atomica, testo unico: "La restauratrice cammina sicura sui ponteggi e sopra il mio prudente sciatto primo pomeriggio estivo seduto a questa scrivania davanti alla finestra io mi fingo indaffarato e attendo ansioso il suo ritorno. vedo che anche tu hai la vita a terra come me, mettiti il costume..." geniale!

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categoria:musica, recensione, carpacho, petrol, numero6
lunedì, 27 agosto 2007

Senza-titolo-1LETTERA DAL MAC DONALD'S DEL PARADISO

"Una settimana fa ho fatto scoppiare un incendio tra i tuoi capelli.

Ho pagato un omino alto pochi millimetri perchè si recasse con un fiammifero microscopico sul tuo cuoio capelluto e lì appiccasse il fuoco dolosamente.

L'omino l'ho trovato addormentato nella casa dei puffi che mi avevano forzatamente regalato insieme all'Happy Meal comprato al Mac Donald's circa un mese fa.

Finito il pranzo avevo notato il piccolo esserino che sonnecchiava nella puffesca capanna e l'avevo riportato al ragazzo del fast food, ma lui aveva risposto - non farci caso, sono cose che capitano con le sorprese dell'Happy Meal- così ho deciso di tenerlo.

Era un ometto distinto, giacca nera sempre abbottonata, scarpe di vernice e un megafono in mano per far sentire la sua voce anche ai giganti terrestri come il sottoscritto.

Amico mio, erano diversi giorni che ti vedevo spento e poco creativo e parlando di ciò con Ned, il mio lillipuziano amico,mi è venuta la brillante idea di bruciarti la folta chioma riccia in modo da risvegliarti i pensieri assopiti; Ned si sarebbe addentrato nella tua fitta criniera e averbbe appiccato l'incendio per la modica cifra di cinquanta dollari.

Così è stato: dovevi vederti, hai cominciato a grattarti la testa, poi la tua ragazza appena ha visto accendersi una fiammella tra i boccoli ti ha versato in testa la bottiglietta d'acqua che teneva provvidenzialmente in mano.

E' stata una scena epica, Ned ormai affogava per l'ondata e si è dovuto tenere saldamente ad un capello per non essere spazzato via.

Ne valeva davvero la pena, ora la tua fantasia dilaga e con qualche ciocca in meno stai davvero bene, l'ha notato anche la tua girlfirend.

I casini sono successi dopo: Ned ha cominciato a sbraitare che non se ne faceva niente dei dollari del Monopoli coi quali l'avevo pagato e che me l'avrebbe fatta pagare cara.

MI assillava giorno e notte, urlava dentro al megafono sempre vicino al mio padiglione auricolare, così l'ho chiuso dentro la scatoletta delle pastiglie Leone, sai quelle piccole caramelle dure e colorate che si mangiavano cent'anni fa in quella confezione metallica anni cinquanta.

Ho posato la scatoletta sulla scrivania mentre lui si dimenava e gridava come un ossesso, poi sono andato a lavorare.

Quando sono tornato, otto ore dopo, la scatoletta era rovesciata mentre Ned sdraito sulla scrivania si lamentava.

Aveva mangiato tutte le caramelle all'assenzio della confezione ed era finito in overdose.

Mi sono catapultato in macchina con il piccoletto in mano, l'ho messo sdraito nel posacenere del cruscotto e sono volato al Mac Donald's.

Fortunatamente c'era lo stesso ragazzo dell'altra volta che mi ha consigliato di mettere sotto la lingua di Ned qualche granello di Aulin e di fargli bere qualche goccia d'acqua.

Il giorno dopo l'omino stava decisamente meglio e aveva ripreso a gridare nel megafono che gli spettavano cinquanta dollari veri.

Non ne potevo più, sono andato in banca, ho puntato la pistola giocattolo alla tempia del cassiere e mi sono fatto consegnare cinquanta dollari.

Sono tornato a casa stravolto ma Ned non c'era più, l'ho cercato ovunque, l'ho chiamato ma non ho udito nessuna risposta, mi sono addirittura tolto le scarpe e ho guardato sotto la suola per accertarmi di non averlo calpestato.

Dopo due ore, esausto delle ricerche ho messo sul fuoco un minestrone della valle degli orti; proprio mentre stavo per terminare la cena Ned è spuntato da sotto la tovaglia e con gli occhi iniettati di sangue mi ha comunicato con voce cinica di avermi avvelenato la minestra, ho tolto dalla tasca i cinquanta dollari e ho chiamato il 118 ma non c'è stato nulla da fare.  

Oggi sono a pranzo nel Mac Donald's del paradiso e ti guardo da qui, amico mio, Ned mi ha fatto fuori con il più potente veleno per topi esistente in commercio, non ho nemmeno fatto in tempo a chiederti scusa per la bravata dei capelli."

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categoria:racconto
martedì, 21 agosto 2007

pioggiaestCOPRIRSI IN UN MARTEDI' D'AGOSTO

E' la pioggia calma di un martedì d'agosto, gocce precise e rotonde che si incollano le une alle altre per tessere una coperta morbida che possa avvolgere l'euforia del sole cocente.
Sotto le lenzuola d'acqua le grida dei bambini in spiaggia sembrano ovattate e cominciano a riusonare i rumori della città che riprende vita dopo le ferie estive.
Mi rannicchio sotto le coperte ma non apro gli occhi gongolandomi al tranquillo e piovoso pre-risveglio di una fresca giornata d'agosto.
E' la tipica giornata di attesa che attenua gli entusiasmi estivi, che ripone nei cassetti i souvenir dei viaggi ma non ti porta ancora a stretto contatto con la quotidianeità.
Trascino un lenzuolo sopra la testa e assaporo questi attimi, potrei mettermi a scrivere una canzone, ho anche un'idea per un racconto, c'è ancora tempo prima di ricominciare a lavorare.
L'ultimo singolo di Morgan esce da una piega della nuca e rimbomba tra i pensieri, "apro gli occhi e ci sono io e niente è cambiato, tra cinque minuti....pazientemente l'attimo si attende eternamente".
Sorrido piano perchè i progetti, i sogni e i collage di idee fervono tra le mie tempie, metto i piedi giù dal letto, questa pioggia calma ci voleva proprio.

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categoria:pensieri, morgan
venerdì, 17 agosto 2007

lansdaleLANSDALE E GUCCINI SOTTO IL SOLE

Cosa è più banale della recensione di un libro letto nei giorni di ferie sotto il delirante sole d'agosto?
Una recensione di due libri letti al cocente sole estivo.
Eccoveli serviti:il primo è di Guccini "La legge del Bar e altre comiche", volumetto che va giù senza lasciar molto sapore come quei vinelli freschi da tavola fatti con le "bustine".
Il maestrone si cala nelle sue dialettali storie da bar di periferia e mi lascio sfuggire qualche risata visto che alcune vicende ricalcano fedelmente episodi accadute nel bar del mio paesello.
Volumetto senza pretese che si legge senza sforzo e con il sorriso sulle labbra, ma che rimane nelle posizioni di rincalzo della mia personale classifica.
Il secondo book sotto l'ombrellone è "In un tempo freddo e oscuro" di Lansdale, raccolta di racconti del celebre scrittore americano.
E' una frammistione di bei racconti e di storielle un po' tirate via, probabilmente lasciate giustamente nel cassetto da un po' di anni.
La suspance condita con ottima fantasia e tarantiniano sadismo lascia trapelare il talento di Lansdale in racconti come "San Valentino", "Da mani bizzarre" ed "E' amore ve lo dico io".
Lo spietato humor nero di Lansdale gela il sangue ma è innnegabile il suo talento narratorio.
Gli allucinati racconti "Bob il dinosauro va a Disneyland" e "Il coniglio bianco" mi hanno dato l'idea di essere ottime idee confezionate male.
Ho trovato invece geniali le short-story "Il cane dei pompieri" e "Il grassone e l'elefante", il primo spietatamente ironico con riminescenze della metamorfosi di Kafka, il secondo onirico, crudo e surreale.
Troppo splatter "La bella e le bestie", un po' fuori luogo "In un tempo feddo e oscuro" e "Tornado".
Ottima cinica narrazione invece in "La donna al telefono", "Un lavoro come tanti" e "Fatti relativi al ritrovamento di un paginone di nudo in un romanzo Harmony", uno dei racconti più belli della raccolta.
Tirando le somme un libro che vale la pena leggere, non merita di certo un votone con lode ma un sette abbondante mi pare più che giusto.
Per la croncaca, tra un libro e l'altro, un tuffo tra le onde e le scottature da esposizione al sole ho compiuto trent'anni...sigh.

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categoria:libri, lansdale
giovedì, 02 agosto 2007

lunaoffPAUSE DI SILENZIO

Sono le ore caotiche quelle che tolgono il respiro.
Ho bisogno di silenzio, ho bisogno di star serio e non riesco più a compensare con sorrisi artificiosi i discorsi banali che degradano i pensieri.
Qualche volta vorrei entusiasmarmi alle parole, i discorsi senza succo mi appesantiscono le ore e un attimo di silenzio è quello che ci vuole per tornare a respirare.
Le pause di silenzio... sono quelle che rendono bella una canzone , perchè ti tengono in sospeso prima della battuta successiva ed è questa attesa che regala la meraviglia della musica.
Lasciatemi solo un istante per deglutire, un attimo per prender fiato, un accordo in minore, uno spicchio di luna offuscata poi tornerò al vostro solito sole splendente, alle canzoni in DO Maggiore, al cielo terso e al sorriso smagliante.

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categoria:pensieri