lunedì, 30 luglio 2007

caos calmoCAOS CALMO

E' un libro che va bevuto a sorsate e ci devi rimanere in mezzo per assaporare le parole;  non è facile scrivere un libro non noiso che ha come protagonista una persona normale  che sta tutti i giorni nello stesso posto a porsi domande sul futuro, sulla vita, sulle sensazioni.
Veronesi con la naturalezza del capolavoro ci spiega risvolti emotivie e psicologici di un qurantenne uomo di successo che dopo la morte della moglie cerca una svolta, si arrovella e indaga su se stesso e su chi gli sta intorno.
L'onirica musica dei Radiohead fa da sottofondo al romanzo, evoca ricordi e evidenzia coincidenze.
E' un libro pensato con cura dalla prima all'ultima parola che affascina per l'intelligenza compositiva e per le emozioni tangibili fra le righe.

postato da: tage alle ore 17:38 | Permalink | commenti (3)
categoria:libri
mercoledì, 25 luglio 2007

PESCABUCCIA DI PESCA NOCE

Fin che non trovo una tela decente posso continuare a disegnare anche su un tovagliolo bianco purchè non continuate tutti a strattonarmi, che non ho nemmeno la carta assorbente per pulire le sbavature.
Intingo il pennello nelle parole fino ad ottenere le miscelanze di colori che più mi aggradano e smettetela di nascondermi le parole migliori nelle pieghe del collo, va sempre a finire che comincio a grattarmi e sporco ovunque.
Ho ancora tra i denti un po' di grigio e di rosso, dovevo finire un discorso ed invece le parole sono rimaste lì come quando ti resta sugli incisivi un residuo di buccia di pesca noce.
Ho finito anche il bianco avorio, l'avevo tenuto in serbo da questa primavera ma ho già spremuto tutti i miei tubetti e mi sa che ne prenderò un po' dalla tua bocca mentre mi racconti delle vacanze estive da trascorrere insieme.
Da due giorni ho un sapore scuro sul palato e comunque mi sforzi di parlare del sole e dell'afa non riesco a tirar fuori dalle labbra un giallo limone splendente e il mio tovagliolo assume toni sempre più cupi.
Stanotte non ho nemmeno dormito bene e devo aver russato e parlato nel sonno perchè stamattina mi sono alzato con un rivolo di colore blu che scendeva dalla congiunzione delle labbra, l'ho usato subito e ho terminato di colorare il cielo.
Il tovagliolo si è un po' accartocciato su se stesso e si è messo a piangere bisognoso di colori più accesi.
Purtroppo è da stamattina che continuo ad avere la bocca impastata di verdone e ho dovuto rimangiarmi qualche parola cattiva per evitare di sputare nero come le seppie.
La giornata di oggi è stata sfiancante, aspetto il week-end e il testo poetico di una canzone da colorare.

postato da: tage alle ore 19:56 | Permalink | commenti
categoria:pensieri
martedì, 24 luglio 2007

JULIESPSICHEDELIA RIMANDATA

Il palco della festa dell'Unità è davvero bello, ci sono almeno quattro americane di luci, "scatervate" di amplificatori, casse, monitor, multieffetti, moog, tastiere: davvero un bell'impatto visivo.
Mi siedo sotto il palco in attesa di vedere il concerto dei Julie's Haircut, intorno a me la desolazione è totale, c'è un signore sulla cinquantina che fuma spaesato, una ragazza seduta sul prato tre metri alla mia destra, una caratteristica panchina da festa dell'Unità affollata da una allegra famigliola.
Aspetto la psichedelia dei Julie's ed invece sale sul palco un ragazzo con una chitarra, quasi anacronistico se confrontato all'impatto progressive del palco così addobbato.
Si siede al centro col suo cappello alla francese, imbraccia la chitarra, quattro note e capisco già che il ragazzo ci sa fare parecchio con lo strumento a sei corde.
Poi libera una voce profonda senza la minima sbavatura, niente da dire, davvero bravo.
Fa una cover acustica di "Rock the Casbah" dei Clash che mi lascia sbalordito per l'intensità e l'originalità dell'arrangiamento, mi parte un applauso spontaneo e i pochi altri dispersi sotto il palco si uniscono a me.
Lui ringrazia e lancia un'occhiata alla ragazza seduta a tre metri da me e se ne esce con un "Grazie e grazie alla mia ragazza che anche stasera è qui sotto al palco", lei sorride, io ripenso alle parole che ha appena detto e sento qualcosa sciogliersi dentro.
I Julie's Haircut sono lontani anni luce dai miei pensieri, la bravura di questo solista dal misero pubblico mi ha già conquistato, mi rendo conto di non aver per niente voglia dei suoni psichedelici del concerto che mi appresterò a vedere.
Rimango una ventina di minuti, i Julie's Haircut cominciano a suonare e suonano bene, ma non ho proprio voglia di starli a sentire mentre il pubblico comincia a infoltirsi.
Me ne vado quasi sprezzante nei confronti della gente che comincia ad ammucchiarsi sotto il palco, per stasera può bastare.

postato da: tage alle ore 17:20 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, concerti
martedì, 17 luglio 2007
iraI SECONDI DELL'IRA

La mia rabbia rimane nascosta per mesi negli anfratti meno raggiungibili.
Ha marcato un suo territorio lontano dai consueti luoghi del pensiero, rimane lì in ascolto e difficilmente si scuote se non stimolata a dovere.
Per scatenarla devi inerpicarti fin dentro alla tana, spingerti fino in fondo al cunicolo e con una lancia acuminata svegliare l'animale assopito.
Il suo ruggito comincerà allora a mescolarsi al mio sangue, la mia voce diventerà minacciosa ed esploderà in parole fendenti e deliranti.
L'attimo di silenzio dopo lo sfogo è quello che fa più paura a me e al mio interlocutore che rimarrà muto e incredulo nell'assaporare il vuoto dopo una forte ondata improvvisa alzatasi dalle acque chete del mio Io.
Un altro istante.... sento l'animale ritornare nel fondo dell'angusta dimora mentre io riprendo ad ossigenare normalmente il sangue e a rilassare le mie tempie.
postato da: tage alle ore 20:08 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri
mercoledì, 11 luglio 2007

tencoNON SONO IO IL PRINCIPE AZZURRO

Sono sempre stato piuttosto restio a leggere libri scritti da musicisti.
Questa volta però il mio sesto senso mi diceva che il libro "Non sono io il principe azzurro", raccolta di racconti scritti da vari musicisti italiani, avrebbe cambiato le mie convinzioni...e così è stato.
In realtà il libro non è solo una raccolta di racconti ma è un'antologia tributo a Luigi Tenco, dettaglio che ha stimolato ulteriormente la mia curiosità.
Così mi sono procurato il libro o meglio il mitico Diego mi ha spedito il libro con tanto di dedica (...un ulteriore grazie) e in poco più di un giorno l'ho letto tutto.
Una cosa che colpsice di questa Antologia è la diversità di stile, genere e argomentazioni dei vari racconti; nonostante tutti lascino trasparire tra le righe le note e le parole delle canzoni di Tenco si differenziano totalmente l'uno dagli altri, c'è il racconto più intimista di Francesco Gazzè (paroliere e fratello di Max), quello più pulp di Diego (e per chi non l'avesse capito mi riferisco a Diego Galeri batterista di Timoria e Miura), quello futurista di Giancursi (dei Perturbazione), quello più filosofico di Giulio Casale(Estra).
L'attimo di passione malcelata o fraintesa nell'incontro fra due ragazzi che descrive Gazzè nel suo racconto è una chicca da conservare nella propria biblioteca personale, Maffoni invece mi delude un po' con la sua poesia in prosa che mi sembra un po' troppo rinsecchita rispetto al valore degli altri racconti, Stefano Giaccone invece fa un bel quadro di un amore mai tramontato negli anni, Casale libera emozioni e filosofie nel suo racconto "Ciao Amore Ciao".
Veniamo alle tre ciliegine sulla torta: "Stelle e strisce" di Giancursi è un ottimo racconto fantascientifico con esplicti riferimenti al presente, ambientato in un futuro fatto di m-pod, effetto serra e manifestanti a-globe che come forma di protesta non affollano più le piazze ma le banche per ritirare i propri soldi.
"Il Match" di Diego Galeri è un noir-pulp davvero accattivante e ben fatto che ho letto tutto d'un fiato.
Nel modo scrivere e nella trama mi ha fatto ricordare i racconti del primo Ammaniti (quello di "Fango" per intenderci) e ho trovato anche qualche analogia con lo stile del miglior Palahniuk.... davvero apprezzabile il tentativo continuo di colpire e stupire il lettore rendendo "eroico" un personaggio "comune". 
"In fondo mi assomiglia" di Enrico Ghedi (dominatore incontrastato delle tastiere dei Timoria) è il racconto che riceve il masimo delle stelline: è spaccato quotidiano scritto con una forza di sentimenti ed una semplicità che commuovono.
E' il racconto del ritorno a casa di un ragazzo dopo parecchio tempo passato in ospedale, presumo vi siano anche riferimenti autobiografici, alcuni passi sono davvero toccanti, la lettera scritta a Sabrina, il rapporto con il padre una volta tornato a casa, il confronto con l'arte e con gli amici artisti....davvero un racconto stupendo.

postato da: tage alle ore 22:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:libri, tenco
lunedì, 02 luglio 2007
bandab1009 BANDABARDO'
Il concerto della Bandabardò di Venerdì scorso al Sonica Festival è stato un tripudio di folk, rock, musica popolare e divertimento.
Si trattava del loro live numero 1009 e questo dato dà già un'idea della qualità  dell'esibizione.
Rispetto all'anno scorso ho trovato maggior energia sul palco e più pubblico sotto il palco a cantare le canzoni più famose .
Il concerto della Bandabardò non è uno spettacolo da seguire come spettatore, è più una festa tra amici, è un po' come ritrovarsi tra le vie di Parigi ad applaudire l'esibizione di un artista di strada insieme ad altre centinaia di persone apparentemente capitate lì per caso.
Erriquez come al solito coinvolge tutto e tutti e se potesse ci chiamerebbe uno per uno  sul palco a dire la nostra o a cantare un ritornello.
L’apparente semplicità delle chitarre acustiche e la schiettezza dei testi la fanno da padrone, la voglia di libertà che la musica della Bandabardò sprigiona si disperde nell’aria.
I ragazzi sotto il palco, inebriati da questo suono, si abbandonano a  girotondi e non mi stupirei se sul palco insieme ai musicisti apparissero dal nulla funamboli, mimi e giocolieri; questo modo quasi "circense" di fare musica mi affascina e rende lo spettacolo davvero coinvolgente.
Il pubblico si infiamma ed io con loro mentre i musicanti passano in rassegna un po' tutte le canzoni più famose del repertorio fino a concludere il concerto con una versione bella tirata di BeppeAnna cantata interamente da un pubblico saltellante e divertito.
Un cosiglio: se avete l’occasione, non perdetevi un live di Erriquez e compagni.


postato da: tage alle ore 19:33 | Permalink | commenti (3)
categoria:concerti