mercoledì, 31 gennaio 2007

tamara

TAMARA


La mostra di Tamara de Lempicka é uno spaccato di arte, egocentrismo, sfarzo ed eccessi.
A dire il vero i quadri esposti non sono tanti ma é interessantissimo il viaggio nella cultura alternativa della prima metá del novecento proposto dagli organizzatori della mostra di Palazzo Reale a Milano.
La vita della pittrice si snoda tra la Russia, l'Italia, la Francia e  l'America hollywoodiana; la sua arte innovativa e la sua condotta di vita eccentrica influenzano artisti del calibro di D'Annunzio e Marinetti.
Insieme a quest'ultimo, in una serata parigina al limite dell'eccesso, progetta addirittura di bruciare il Louvre.
Intorno all'anno 1925 Tamara raggiunge l'apice del successo, le sue opere sono esposte nelle migliori gallerie, la pittrice inizia a condurre una vita sfarzosa, modaiola e alternativa abusando di alcool e cocaina. I soggetti dei suoi quadri sono per lo piú donne, spesso prostitute, rappresentate in maniera vagamente geometrica con seni fatti a cono e capelli che sembrano trucioli metallici.
In quasi tutti i dipinti risalta un colore sgargiante che dá luce al soggetto e anche i titoli delle opere più famose fanno spesso riferimento al colore predominante, vedi ad esempio "Rafaela su sfondo verde" o "La sciarpa blu".
Dopo gli anni di massima produttività artistica e massima fama in ambito internazionale, il successo di Tamara comincia a sfiorire, le sue esposizioni sono più rare, gli ultimi dipinti sono più sofferti e malinconici e lasciano trasparire la profonda depressione con la quale conviveva l'artista.
I riferimenti storici, l'esposizione delle opere di altri artisti che hanno collaborato con Tamara, i cenni alla moda e le dettagliate note sulla vita privata della pittrice rendono la mostra davvero completa e interessante. Se siete da quelle parti...fateci un salto!

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lunedì, 29 gennaio 2007
imagesINTROSPETTIVA SENZA TITOLO
Davanti allo specchio posso osservare le piccole rughe di un sorriso, non c’è il minimo sforzo muscolare, è la condizione rilassata del mio volto.
E’ il modo migliore per descrivere uno stato, non servono parole a sviscerare sentimenti, solo un’inquadratura in uno specchio come un fotografo che raccoglie paesaggi su foto che verranno interpretate come emozioni.
Oggi, mentre mi recavo al lavoro, c’era un bambino che camminava sul ciglio della strada con uno zaino di scuola enorme e sorrideva in un inverno poco freddo e poco triste.
L’aria ha un respiro dolce, le sferzate gelide sembrano rimaste agli anni scorsi, anche il minestrone ha cambiato sapore e la fragranza della verbena ha rinnovato lo stantio odore del mio appartamento.
Non c’è il mare mosso di questi tempi, non ho ancora sentito di valanghe in montagna, i bambini non si chiudono più in soffitta ed è possibile che domani riaprano le gelaterie.
C’è anche caso che esca fuori una poesia con gli occhi chiusi e senza tristezze o un racconto inedito senza cadavere.
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venerdì, 26 gennaio 2007
orecchioMUSIC ILLUSION 2006

Fare un "bilancio musicale" dell'anno 2006 é davvero cosa ardua, é dura anche stilare una personale classifica dei migliori brani.
Qualche nota di merito la posso spendere per Regina Spektor, per gli Arctic Monkeys, per l'album solista di Tom Yorke, per The Organ e per i "Non voglio che Clara" in ambito italiano.
Il resto é un confuso marasma di sonoritá giá sentite che a me personalmente trasmettono poco.
Gli "Offlaga Disco Pax" osannati su molti blog e esaltati da alcuni critici musicali si prendono il mio personale premio "bufala musicale 2006". Non riesco a capire cosa ci sia di grandioso nella loro musica, praticamente ogni canzone é un monologo raccontato su una base musicale elettronica.
Magari i testi possono essere vagamente interessanti ma nel complesso il sound é davvero deludente, tiro fuori il cartellino rosso per espellerli definitivamente dalla mia playlist.
Moltheni con il suo "Toilette memoria" (2006) sembra aver perso lo smalto dei tempi di "Fiducia nel nulla migliore", "Le officine meccaniche" delle Vibrazioni non raggiungono la sufficienza,per quanto riguarda il pop commerciale che gira in continuazione per radio un bel zero assoluto agli "Zero assoluto" e un quattro di incoraggiamento ai Finley perché sono ancora giovani.
Scusate la mia durezza nell'appioppare insufficienze a destra e a manca ma purtroppo il 2006 non ha particolarmente esaltato le mie orecchie....sará anche per questo che dall'inizio del 2007 sto lottando contro una fastidiosissima otite?
Mah...speriamo che il 2007 porti qualcosa di nuovo sulla scena musicale ma soprattutto spero che in pochi giorni le mie orecchie tornino in piena salute (non ne posso piú di prendere antibiotici e di riempire il mio condotto uditivo con gocce auricolari).
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categoria:musica
lunedì, 22 gennaio 2007

imagesBAUSTELLE A RITROSO: ULTIMO ATTO

Finalmente recupero "Sussidiario Illustrato della giovinezza" ovvero il primo album dei Baustelle.
Esattamente come me lo aspettavo: più elettronico, più ballabile, più visionario.
I testi accuratamente scelti per stupire, gli argomenti sempre malinconici, le melodie un'interessante miscela tra l'elettronica spiccia anni ottanta e le ballate francesi di Jacques Brel.
"Le Vacanze dell'ottantatre" è una delle canzoni trainanti del cd insieme a "Gomma": al primo ascolto mi sono apparse le più pop, le più digeribili e orecchiabili, le tipiche canzoni da farci il video.
Stupenda "La Canzone del riformatorio" in puro stile Baustelle, nostalgica e triste, temi scottanti ed ironia, strofa tra rime e assonanze, ritornello semplice che ti resta in testa.
"La canzone del parco" è il brano che meno mi ha soddisfatto, non era male l'idea di spezzettare in sillabe alcune parole della strofa ma il ripetersi all'infinito di questa cantilena rende il pezzo soporifero e pesante. Aleggiano in quasi tutte le canzoni le citazioni e i riferimenti alla lettaratura, alla musica, al cinema in particolare nel "Musichiere 999" e in "Cinecittà", brano davvero particolare che sembra un mix tra "Buonasera dottore" di Claudia Mori , una canzone francese e un film di Rocco Siffredi....geniale!  Frase cult del cd "Se con gli altri balli il twist, se con gli altri prendi il trip". Cd assolutamente da comprare!

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categoria:musica, baustelle
venerdì, 19 gennaio 2007
imagesRICORDI DI FARFALLE
 
Ho ricordi di farfalle e di biglietti sottobanco scambiati come studenti impreparati che cercano in tutti i modi di fare un compito in classe sufficiente.
L’ultima fase dell’adolescenza, ancora lontana dalla cinica realtà dei problemi quotidiani, con i pensieri pieni di sogni e le metafore che prendevano il sopravvento sulla concretezza dei discorsi.
Lì si celava un’arte pura e volutamente misteriosa e una voglia irrefrenabile di stupire scrivendo racconti, facendo musica e improvvisando copioni di film; poi sono arrivati, inisieme al trascorrere degli anni, gli impegni quotidiani che hanno affievolito la creatività di un tempo: allora c’era un fiume in piena che dilagava in ogni campo e che con impeto creava incessantemente, oggi ci sono lampi improvvisi da cogliere subito prima che l’istantanea folgorazione svanisca.
Farfalle create, nate, volate via, ricordi stipati di sogni e presente fatto di sensazioni cancellate da un odierno silenzio, i racconti si sono fatti più brevi e radi, bagliori e non più luci intense.
C’erano autoradio a cassette che masticavano incessantemente le canzoni dei Timoria, c’era attesa per l’uscita di un nuovo album, c’erano film da interpretare e libri scritti tutto d’un fiato.
Farfalle da guardare e difficili da cavalcare.
 
“Cade la pioggia
e piovono i ricordi
a questo foglio non so che dire ormai
certo vorrei
avere un'idea importante,
per raccontare il fuoco dentro me…
Corron le auto
corre veloce il tempo... “
Tratto da “Via padana superiore” - Timoria
 
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lunedì, 15 gennaio 2007
imagesIL BARBARO BARICCO
"I Barbari – saggio sulla mutazione" di A. Baricco è una lettura interessante e diversa dal solito.
Nonostante sia un saggio, il libro è scorrevole e facilmente digeribile; le prime 80 pagine me le sono divorate in una sola sera, l’abbondanza di esempi concreti e la narrazione ironica e scorrevole di Baricco ti tengono icollato alle pagine nonostante l’assenza di una trama romanzata.
Inizialmente si parla delle mutazioni culturali e sociologiche degli ultimi anni, poi si cerca di identificare i cosidetti Barbari portatori di questi radicali cambiamenti.
Baricco spazia a ruota libera in ogni campo, inizia descrivendo i mutamenti enogastromici , passa poi all’evoluzione del calcio sempre più spettacolare, veloce e tattico e sempre meno votato al talento dei singoli.
Si addentra anche nel campo dell’editoria, terreno sul quale le sue affermazioni scivolano paurosamente: effettivamente i ibri più venduti sono quelli scritti da comici (vedi Faletti), cantanti (vedi Ligabue o Vasco) o sportivi (vedi Baggio, Valentino Rossi) ma anche gli scrittori non rimangono confinati nelle proprie aree (vedi lo stesso Baricco che ha condotto un programma televisivo sospinto dal successo dei suoi romanzi).
Non è quindi anche lo stesso Baricco un barbaro?
La contaminazione tra le varie arti ormai è inevitabile e viene attuata dai barbari più per uno scopo commerciale che per uno artistico.
Le pagine del libro dedicate all’evoluzione di Internet e in particolare di Google sono ironiche e gradevoli, Baricco decreta che l’invenzione dei motori di ricerca è un evento equiparabile all’invenzione della stampa di Guttemberg e porta talmente tanti esempi e considerazioni a supporto che mi ha convinto.
Le digressioni musicali e cinematografiche abbondano, i riferimenti alla musica classica come al solito non mancano, i riferimenti storici sono sempre conditi con ironia in modo da non rendere la lettura noiosa o pesante.
Ma alla fine chi sono questi barbari che fanno razzia della cultura del passato, che saccheggiano le varie arti del loro valore artistico donandogli spettacolarità, che sostituiscono il talento con gli effetti speciali?
Beh…io un’idea me la sono fatta….
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categoria:libri, baricco
lunedì, 08 gennaio 2007

pagina_munic_10_09_overCASTELFRANCO FAR-WEB

Da quando è stato messo on line, il sito ufficiale del Comune di Castelfranco Emilia fa acqua da tutte le parti.
E' un sito di difficile navigazione e accessibilità, scarno di contenuti e quasi mai aggiornato.
Oltre ai cittadini finalmente sembra essersene accorta anche la stampa locale che rifila una giusta insufficienza al sito evidenziando lo scarso livello di interazione con l'utenza on-line a dispetto delle dimensioni del comune.
Credo non sia giusto bendarsi gli occhi davanti ad un presente tecnologicamente avanzato all'insegna della multimedialità e mi sembra opportuno che un comune di rilievo come Castelfranco Emilia non perda il passo con i tempi.
Il cittadino dovrebbe, in un futuro non troppo lontano, verificare sul web l'andamento di una pratica, avere la possibilità di comunicare agevolmente con le varie aree dell'amministrazione comunale e poter consultare, ad esempio, i testi delle sedute dei consigli comunali comprensivi degli interventi dei vari consiglieri.
Spero vivamente che il comune nel quale vivo abbia recepito i segnali d'allarme lanciati dai castelfranchesi e dalla stampa e che inizi una massiccia opera di informatizzazione permettendo ai cittadini di interagire con gli organi comunali anche attraverso il web.

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