
TAMARA
La mostra di Tamara de Lempicka é uno spaccato di arte, egocentrismo, sfarzo ed eccessi.
A dire il vero i quadri esposti non sono tanti ma é interessantissimo il viaggio nella cultura alternativa della prima metá del novecento proposto dagli organizzatori della mostra di Palazzo Reale a Milano.
La vita della pittrice si snoda tra la Russia, l'Italia, la Francia e l'America hollywoodiana; la sua arte innovativa e la sua condotta di vita eccentrica influenzano artisti del calibro di D'Annunzio e Marinetti.
Insieme a quest'ultimo, in una serata parigina al limite dell'eccesso, progetta addirittura di bruciare il Louvre.
Intorno all'anno 1925 Tamara raggiunge l'apice del successo, le sue opere sono esposte nelle migliori gallerie, la pittrice inizia a condurre una vita sfarzosa, modaiola e alternativa abusando di alcool e cocaina. I soggetti dei suoi quadri sono per lo piú donne, spesso prostitute, rappresentate in maniera vagamente geometrica con seni fatti a cono e capelli che sembrano trucioli metallici.
In quasi tutti i dipinti risalta un colore sgargiante che dá luce al soggetto e anche i titoli delle opere più famose fanno spesso riferimento al colore predominante, vedi ad esempio "Rafaela su sfondo verde" o "La sciarpa blu".
Dopo gli anni di massima produttività artistica e massima fama in ambito internazionale, il successo di Tamara comincia a sfiorire, le sue esposizioni sono più rare, gli ultimi dipinti sono più sofferti e malinconici e lasciano trasparire la profonda depressione con la quale conviveva l'artista.
I riferimenti storici, l'esposizione delle opere di altri artisti che hanno collaborato con Tamara, i cenni alla moda e le dettagliate note sulla vita privata della pittrice rendono la mostra davvero completa e interessante. Se siete da quelle parti...fateci un salto!







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