sabato, 21 ottobre 2006
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CHI E' LAURA ALBERT?
Laura Albert,nata nel 1965,soprannominata Speedie.
Ha convissuto con Geoffrey Knoop, forse vi convive tutt'ora, forse doveva rimanere
nell'ombra il suo nome, forse il suo nome resterà nella storia come la miglior
truffa letteraria della storia, forse...
Per Laura è arrivato il momento di togliersi la maschera o meglio di farsela togliere,
i suoi libri hanno spopolato, dal suo miglior libro è stato tratto un film ed è quasi diventato un fenomeno mediatico....eppure Laura Albert era una anonima sconosciuta qualsiasi fino a qualche mese fa.
Nelle prefazioni dei suoi libri si leggeva la biografia di un giovane scrittore disadattato, dal nome particolare, dalla sessualità ambigua, dalle sembianze misteriose, dal passato confuso.
In realtà Laura Albert non è altro che J.T.Leroy!
Immagino che vi chiederete chi è quel poco identificabile personaggio dai capelli
biondo platino e con gli occhiali scuri che si spacciava per J.T. Leroy.
Ecco la risposta: Savannah Knoop, sorellastra di Geoffrey.
Ora ci siamo, truffa letteraria in pieno stile, Luther Blisset approverebbe, forse un po' meno Asia Argento che ha diviso il set del fil "Ingannevole il cuore più di ogni cosa" con Savannah Knoop credendo fosse il mito J.T.Leroy.
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lunedì, 16 ottobre 2006

derrickDERRICK'S POST CONCERTO

Temperatura di poco superiore ai dieci gradi, dita congelate e nasi ghiacciati.
Questo era il clima col quale abbiamo suonato al Gnoctober Fest di Castelletto di
Serravalle sabato scorso.
Nonostante il meteo proibitivo il concerto non è andato male, la voce è rimasta
quasi "intatta" anche se lo sforzo non è stato indifferente.
Il pubblico inizialmente assiepato intorno alla pista si è mantenuto a debita
distanza dal palco salvo nel finale dove una coinvolgente versione di "Don't you"
dei Simple Minds ha fatto scatenare in pista anche i più timidi.
I nostri amici "afetionados" del gruppo ci hanno supportato a dovere e così ci
siamo concessi il lusso del doppio bis esibendoci prima in "Cambio" dei Negrita
e poi con "You shook me all night long" degli AC/DC.
Tirando le somme serata positiva viste anche le condizioni climatiche non proprio
favorevoli, vista l'emozione tangibile sul palco e una scaletta non proprio
commerciale che prevedeva anche brani di gruppi semisconosciuti come Miura e Mission.
Tutto sommato una performance discreta, buone sonorità all'esterno, non proprio
eccezionale la resa dei monitor di palco, decisamente positiva la esecuzione di
"Senza vento", un mezzo disastro "Ziggy Stardust", comunque siamo agli inizi e
anche questo ci sta.

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venerdì, 13 ottobre 2006
imagesPRE CONCERTO

Clima preconcerto: tensione in ogni parte del corpo, somatizzazione del nervosismo che causa
sensazione di irritazione alla gola.
Le leggende metropolitane vogliono che alcuni cantanti arrivino al minuto prima dell'inizio del concerto completamenti afoni, poi salgono sul palco e sfoggiano la loro migliore
performance.
D'altro canto ci sono quelli iper-emozionati durante tutto il concerto che causa la tensione
tengono il diaframma completamente bloccato e cominciano a spingere di gola come degli
ossessi.
A quale di queste due categorie il sottoscritto appartenga non l'ho ancora ben capito anche se devo ammettere che nessuna delle mie precedenti uscite pubbliche è andata particolarmente male.
Intanto, in quest'ultima settimana l'erisimo è diventato un fedele compagno, lo porto ovunque, compare sulla mia scrivania di lavoro, sul comodino prima di addormentarmi, nel portaoggetti dell'auto.
A dire il vero non credo che questo rimedio sia una portentosa pozione magica però su di me ha un'azione curativa e energizzante notevole.
Penso sia una sorta di effetto placebo, comunque il fisico ne trae giovamento e quindi
erisimo a litri per la mia gola.
C'è chi sostiene che prima del concerto è utile mangiare un'acciuga in modo da anestetizzare
la gola col sale, qualcuno si spreme in bocca un limone, altri passano le ore prima
dell'esibizione a fare suffimigi al sedocalcio.
Io prendo spunto un po' da tutte queste correnti di pensiero finchè non avrò trovato il
mio personale gesto scaramantico-curativo da mettere in atto prima di un live.
Da non sottovalutare il fatto che suoniamo all'aperto con temperatura intorno ai quindici
gradi e ruscello alle spalle con grado di umidità spaventoso.
Intanto stasera allenerò il diaframma col metodo classico ovvero volume sulla pancia e
ripetute respirazioni fino ad avvertire dolore agli addominali.
Tutto il resto sarà grinta, cuore ed entusiasmo.
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martedì, 10 ottobre 2006
imagesDELIRIO LYNCH

Lynch esce con il nuovo film “Inland Empire” : spero in un bel film come Elephant Man oppure Cuore Selvaggio ma temo che sia un turbinio di immagini e situazioni slegate e poco capibili tipiche degli ultimi film del regista statunitense.
Leggo qualche recensione preventiva prima di avventarmi al cinema e capisco che i miei timori sono decisamente fondati, così piuttosto che rischiare tre ore di no-sense resisto al richiamo del grande schermo.
Dopo alcuni bei film Lynch ha iniziato a trascendere in maniera spaventosa realizzando film di interpretazione dubbia.
Le prime avvisaglie troppo surreali si intuivano già in “Velluto blu” e nella serie televisiva Twin Peaks con i nani che parlavano al contrario, poi una volta messo nel dimenticatoio il suo mono-espressivo attore preferito MacLachlan, Lynch è si è lasciato andare definitivamente con film allucinati come Strade Perdute e Mulholland Drive che proprio per la loro assurdità sono diventati dei cult.
Sbirciando in giro per blog scopro varie curiosità sul “Inland Empire” ma il top lo raggiunge Giuseppe Genna che recensice il film nel seguente modo: ”La trama è riassumibile in una parola: ‘xzyhhvbttjlllh’. La parola va pronunciata una volta sola in un arco di tre ore”.
Questo mi coninvince definitivamente a risparmiare i 7,5 euro del biglietto mentre attendo ancora con ansia qualcuno che mi spieghi una volta per tutti la trama e il significato di Mulholland Drive.
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categoria:film
mercoledì, 04 ottobre 2006

imagesLA TRUFFA DEL GIOVANE HOLDEN

Questo post è atto a smantellare un libro ritenuto da molti un cult: "Il giovane Holden" di Salinger.
Decisi di acquistarlo diversi anni fa dopo aver letto innumerevoli e sperticate lodi sul romanzo.
Lo divorai in poche ore convinto di trovare una storia intrigante, un modo di scrivere innovativo, un significato profondo nascosto tra le righe, insomma qualcosa di veramente coinvolgente; invece niente di tutto ciò.
A mio parere "Il giovane Holden" è davvero un romanzo brutto.
Non riesco a capire davvero come un volumetto di poche pagine abbastanza scialbo nei contenuti e nella forma possa essere diventato un mito, addirittura Baricco
ha intitolato la sua scuola di scrittura creativa a questo romanzo.
Cerco notizie più approfondite sull'autore e meraviglia delle meraviglie, scopro che Salinger ha scritto solo questo libro; oltre a qualche racconto sparso l'opera letteraria di
questo cult-writer si apre e si chiude con "Il giovane Holden".
E' quasi inverosimile l'esaltazione smodata anche considerando
il fatto che mentre "IL giovane Holden" veniva idolatrato, autori contemporanei a Salinger come Fante, Kerouac, Burroughs sfornavano capolavori di ben altra caratura
che ricevevano lodi in egual misura o addirittura in misura minore.
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lunedì, 02 ottobre 2006
copertinaXavier Duschamp – Compromesso per una moderna storiografia francese

Per descrivere questo spettacolare libro mi affido alle parole di G. che gentilmente mi ha concesso di pubblicare la sua recensione:

La ristampa di questo libro giunge decisamente gradita, pubblicato a meta` degli anni 80 non ebbe gran fortuna di pubblico anche se venne osannato dalla critica, ad oggi e` divenuto ormai un testo fondamentale, letto e riletto ormai nella controcultura di ogni paese.
Saggio? Romanzo? Non esattamente e` un metaromanzo che si spaccia per romanzo, che a sua volta si spaccia per saggio. Il Compromis... e` un progetto che ricorda un po` l`arte "che tutto comprende" dell`inizio del XX secolo.
Duschamp prende le mosse da situazioni reali, dure, macigni che si incontrano nella propria vita normale, parlava gia` dei problemi nelle banlieue parigine prima di Kassovitz (che gli e` sicuramente debitore), ma trascende. Si e` vero: e` la storia della Francia, riscritta pero`, una storia fatta di persone, raccontata dal basso. L`umanita` prende il sopravvento nella seconda parte: i personnaggi, che al principio sembrano solo cavie da esperimento sociale, tendono al cambiamento, la forza della disperazione li porta ad altitudini inconsuete, gesti assoluti. Lo scrittore e` consapevole del vuoto della verita`, in questo libro si legge tutto il Sartre che si porta dietro. Ma la sua teoria si discosta, il suo e` un nulla eroico, romantico, persone incupite dagli eventi che avanzano nel buio, per una rivalsa sociale che gli spetta di diritto, con la consapevolezza che probabilmente niente gli sara` riconosciuto.
Scrittore del secolo scorso, ma rientra pienamente nel nostro, i temi sono altamente attuali, a volte precursori. Da affiancare ai grandi come DeLillo o Pynchon.
Voto: imperdibile

Citazione:
"L`odio e` l`unico sentimentio che mi da una sensazione di estrema lucidita`, precisione, e determinatezza!" 
 
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categoria:xavier duschamp