giovedì, 24 agosto 2006
imagesBAUSTELLE A RITROSO
Dopo essermi gustato in lungo e in largo "La malavita" , faccio un passo indietro e compro "La moda del lento" cd dei Baustelle risalente al 2003.
Rimango piacevolmente sorpreso, i riff semplici e ripetitivi delle tastiere in contrapposizione con la voce cupa mi affascinano subito, i testi malinconici ricordano fumose atmosfere dark, l’originalità delle situazioni e delle parole intriga ascolto dopo ascolto.
Così mentre "La canzone di Alain Delon" mi colpisce subito per il ritornello liberatorio, l’utilizzo dei fiati e della chitarra acustica, "Mademoiselle Boyfriend" non mi entusiasma ai primi ascolti.
Pian piano però la assimilo e ci faccio l’abitudine come quando cominci ad usare un nuovo profumo; è un pezzo studiato che esce dalla banalità delle solite canzoni all’italiana e ascolto dopo ascolto diviene una delle mie tracce preferite.
"Love affair", "Arriva lo Ye Ye" e "Reclame" sono le tre canzoni che ti entrano subito in testa, quelle che andrebbero scelte per la promozione del cd in radio.
La prima con la sua melodia cantilenata e il testo irrispettoso cattura subito l’interesse, sembra una canzone già sentita e ti svegli una mattina che, quasi inconsciamente, la stai cantando sovrappensiero.
Le altre due ti ipnotizzano con i semplici ma calcolati "giri" di tastiera/sintetizzatore che ti viene quasi da fischiettare mentre le ascolti.
E’ lampante comunque che nessuna delle due potrà mai diventare un tormentone dell’estate, il cantato malinconico e i testi incisivi smorzano i suoni sintetizzati e volutamente allegri dando vita al caratteristico modo di fare musica dei Baustelle.
Voto : 7.5
"E quando tu mi lascerai , io mi innamorerò
di cose più importanti, di samba riguardanti a felicidade"
tratto da "Mademoiselle Boyfriend"
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categoria:baustelle
mercoledì, 16 agosto 2006

imagesSTRADE

 

Le strade sono indefinite come ogni percorso dell’esistenza.

Sulla strada ci puoi passare una sola volta nella vita e cogliere un ricordo indelebile, transitarci diverse volte e non ricordarti nemmeno di esserci stato, una strada ti può portare lontano, può essere la via del ritorno, può essere solitaria in mezzo ad un deserto, può dare l’impressione di portarti da qualche parte mentre in realtà stai solo girando in tondo, ti può sembrare il punto di partenza ma in realtà non è nulla, può essere una via senza uscita e spesso non è nemmeno segnalata, magari è un senso unico preso alla rovescio, è discesa, è salita, alle volte è una via di fuga, altre volte devi fare retromarcia a tutto gas.

La vita è piena di strade che si intersecano in continuazione che a tratti ti sembra di essere imbottigliato nel traffico con mille vicende e anime che ti pulsano intorno, alle volte ti sembra una superstrada solitaria che ti porta nel cuore del deserto e il deserto nel cuore, certi giorni sei sull’autostrada a quattro corsie e il cuore pulsa costante e placido sotto il limite dei centotrenta, altri giorni cominci a vedere le emozioni sbandare nonostante la strada sia priva di asperità e non riesci a mantenere il controllo.

Poi arrivi al bivio e fino all’ultimo non sai dove  svoltare, non sai se hai preso la direzione giusta, forse ti lasci trasportare dal momento, forse devi tornare indietro.

E ogni itinerario ha la sua storia, le sue emozioni, le sue lacrime e i suoi sorrisi, i suoi abbracci e le sue musiche di sottofondo, i suoi ricordi, i suoi souvenir, i suoi baci e i suoi silenzi.

Rimango muto e spengo anche la radio viaggiando sulla curva del cuore pensando a frammenti di ricordo e a pezzi di futuro ora che non mi sono ancora ben reso conto a che chilometro sono di questa autostrada emozionale.

Respiro e stringo tra le mani il volante: c’erano emozioni da verificare, nebbie da diradare, rotonde da evitare, segnali da seguire, porti da raggiungere ma per le vie del cuore non c’è mappa da consultare, puoi prendere la direzione giusta, puoi vedre solo all’ultimo che non era quello svincolo, puoi svegliarti e renderti conto di essere esattamente nel punto da dove sei partito con mille chilometri in più sulle spalle e il cuore in riserva.

Un attimo ti fermi all’area di sosta, tiri fuori tutti i ricordi e i souvenir, li prendi in mano e ne senti le emozioni e ti fai contagiare, ripensi ai battiti, al seguitare degli eventi, alle gioie e alle tristezze e in un secondo tutte le strade che sono entrate dentro di te le senti ancora lì che si diramano dal centro dell'anima.

 

 

“Ci sono strade che di notte le distingui solo per l' odore dell' asfalto

non sei sicuro di esserci mai stato ma sei sicuro che ci stai tornando

ci sono strade luminose srade senza voce ed altre invece senza il tempo

non sei sicuro di esserci passato ma sei sicuro che ci stai vivendo

Qualsiasi siano le distanze fra due punti diversissimi ed opposti fra di loro

disperati come missili sparati verso cieli lontanissimi

al di là delle galassie dentro a un buco nero

Ci sono strade che somigliano alle vite che percorri tutte in un momento

non sai capire dove sei arrivato ma sei sicuro che ora stai correndo”

Tratto da Strade dei Tiromancino

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sabato, 12 agosto 2006

imagesLA PIOGGIA UN VENERDI’ D’AGOSTO

 

La pioggia arriva precisa e inarrestabile in un venerdì notte di agosto.

Avverti le prime gocce caderti sulla testa, le persone accalcate a chiacchierare nelle vie del centro di Modena volgono lo sguardo al cielo cercando una conferma alle loro supposizioni.

Vedo qualche goccia cadere nella birra in bicchiere di plastica , ne bevo un sorso e mi dirigo insieme agli altri verso l’auto.

Il ferragosto si avvicina denso di nubi cariche di pioggia alla stessa maniera dell’anno precedente, arriva come a presagire la fine di qualcosa e dovrei infilarmi il maglioncino che ho lasciato in macchina perché la temperatura si è abbassata improvvisamente.

Ora sembra piovere con più insistenza ma è una pioggia morbida, quasi da commiato, una pioggia da film anni trenta con l’attrice protagonista che col fazzoletto in mano e gli occhi lucidi saluta il marito sul treno che parte fischiando.

E’ un avvertimento, il senso di qualcosa che sta passando, l’invito a prendere in mano blocco, penna e calcolatore per essere pronti a tirare le somme di quest’estate.

Il 15 del mese deve ancora arrivare, ma ferragosto è un po’ come novantesimo minuto alla domenica sera, una volta terminato cominci a pensare agli impegni del lunedì mattina.

Continua a piovere, si corre in macchina e ci si dirige verso casa, si chiudono le finestre e ci si tira su la coperta leggera lasciata in disparte da qualche mese in fondo al letto.

Mi appoggio sul cuscino e sento qualcosa che mi scava dentro come una gigantesca goccia di pioggia che  chissà come mai è arrivata fin lì.

Tiro un po’ più su la coperta cercando di capire se il freddo viene da fuori o da dentro me.

Listening "Le ragioni delle pioggie" di Morgan e "Agosto" dei Perturbazione

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giovedì, 10 agosto 2006
 
imagesINGANNEVOLE E’ IL CUORE PIU’ DI OGNI COSA: IL FILM
 
Purtroppo il film non è all’altezza del libro anche se nel complesso non è male; a mio parere le pagine scritte da J.T. Leroy lasciano un segno molto più profondo rispetto alle immagini, comunque ammetto che non è facile rappresentare con un lungometraggio un libro fatto di scene crude descritte con gli occhi ingenui di un bambino.
L’interpretazione di Asia Argento nei panni di Sarah (la mamma di Jeremiah) è davvero magistrale,  il ruolo della disadattata che vive al limite ce l’ha proprio cucito addosso e lo rende benissimo.
Va ricordato che Asia è anche regista di questo film e devo ammettere che le scene sono ben studiate quindi nota di merito anche come regista.
La scelta di evitare alcuni stralci di libro particolarmente crudi per puntare invece maggiormente su alcuni dialoghi (identici a quelli del romanzo) mi è sembrata ottimale.
L’attore che interpreta il bambino è strepitoso, in particolare nella scena in cui canta i Sex Pistols nella casa del nonno (fervente cattolico) e verso la fine del film quando si prende cura della madre completamente uscita di senno e ossessionata dal carbone.
Curioso il cast scelto per il film con la presenza di una Ornella Muti (nonna del bimbo) che si trova ad affrontare un ruolo abbastanza bizzarro e Marilyn Manson che veste i panni di attore e fa quasi tenerezza vederlo vestito normalmente, senza cerone in faccia, con un po’ di pancetta che spunta dalla canottiera mentre difende il bambino dall’ira della madre furibonda.
Purtroppo le musiche del film non mi hanno entusiasmato nonostante siano state curate dal quel genio di Marco Morgan Castoldi.
Giudizio complessivo: 6,5.
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categoria:film
martedì, 08 agosto 2006
imagesIL PUGILE
 
Da parole abbreviate invento la filosofia
La psicologia è un codice cifrato in una telefonata
Il problema di conquistare il territorio viola
sta nella possibile assenza di tattica
Possibile che non goccioli amore da questa spugna?
Il pugile colpirebbe con un dritto al volto
ma non sono un atleta e con questo mantello di acciaio addosso…
Distendere il braccio lasciando il fianco scoperto,
la parte del corpo che i cannibali preferiscono
Allora tengo le mani dietro la schiena
e scrivo sulla sabbia con il dito del piede
rischiando che un’onda più forte cancelli tutto
Poesia scritta da Tage esattamente un anno fa (8 Agosto 2005)
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domenica, 06 agosto 2006
images
BRACCIA NUDE
 
Arrivano, ruzzolano, scalpitano, sgomitano, si annodano, fremono, spariscono, riappaiono, si legano indissolubilmente ai ricordi, si attaccano al cuore, lo tirano da una parte, si contraddicono, nuotano nella nebbia, alzano la testa, si divincolano, sgusciano, non trovano pace.
Sono i miei pensieri che sembrano sempre aver trovato una soluzione ed invece stanno lì a rincorrersi in un girotondo infinito che, quando spegni la luce per dormire, ti è venuto il mal di testa a forza di sentirli girare.
Le emozioni non vogliono essere da meno, lanciano funi per inerpicarsi fino al cuore poi si tuffano nel mare della mia sensibilità che qualche volta gli spruzzi salgono al cielo così alti, che dagli occhi scende qualche goccia.
Sento la brezza del mare colpire le braccia nude e un silenzio gelido che trapassa il cuore.
La gente a pochi metri urla e si diverte, io seduto su uno sdraio chiuso ascolto le tue parole dettate da sentimenti e spiegate con una sincerità disarmante mentre l’anima attiva il programma centrifuga e le emozioni cominciano il numero dei trapezisti.
Volano sotto il tendone del cuore, facendo sobbalzare dalle sedie le parole, spettatrici mute di questo improvvisato spettacolo.
A pochi metri si canta a squarciagola, io sento un silenzio che contrasta col frastuono dissonante delle emozioni e so che sarà lo stesso silenzio di domani, di dopodomani e così via.
Le emozioni non fanno rumore, si rincorrono, saltano, gridano, sbraitano eppure senza le parole nulla traspare, c’è solo silenzio; taccio per non dover ancora una volta parlare di incertezza e indecisione, poi balbetto qualcosa ma le parole sono la solita confusione di battiti, il solito accartocciarsi di frasi che vorrebbero spiegare e non spiegano, perché non riesco a descrivere il fiume contorto che scorre dentro.
L’unica cosa certa è che il silenzio delle parole è giusto per evitare l’inquietudine del cuore, per non far male e non farsi male, per non rovinare la delicata dolcezza degli attimi, perché nell’intimo ci sono risposte nascoste, perché il tempo leviga le rocce aguzze del mio scosceso cuore e getta meno sabbia negli occhi umidi.
Respiro in questo silenzio che non rispecchia lo schiumare delle onde emotive e per un attimo
sento il bisogno di un abbraccio, uno di quelli che i sentimenti li senti nelle braccia che ti stringono un po’ di più, li senti nelle tue mani che scorrono dolci ad accarezzare la schiena di lei, li senti nelle braccia nude che non hanno più freddo nonostante la brezza marina sia diventata vento gelido, li senti nei sospiri appena percettibili mentre il suo volto si rannicchia nell’incavo del tuo collo.
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venerdì, 04 agosto 2006
imagesINGANNEVOLE E’ IL CUORE    PIU’ DI OGNI COSA
 
“Ingannevole è il cuore più di ogni cosa” è un libro che arriva come un pugno allo stomaco e se dalle prime pagine sembra lasciare solo un pallido livido, mano a mano che arrivi verso la fine ti accorgi che procura cicatrici profonde.
Jeremiah, quattro anni, si trova catapultato in un mondo distante dalla vita di un bambino, una realtà fatta di roulotte fatiscenti, crampi allo stomaco per la fame, prostituzione, sangue, vestiti sporchi, percosse, allucinazioni, serate gelide e droga.
La tenerezza con cui inizialmente Jeremiah affronta le situazioni lascia un sorriso amaro che si trasforma quasi in rabbia e ansia nel finale del romanzo.
Di certo non è un libro per tutti, l’ingenuità infantile con cui vengono descritte certe scene scabrose  fa quasi male e non lascia di certo il lettore indifferente.
La vita ai margini di Sarah, madre di Jeremiah e dei suoi compagni disadattati, raccontata con gli occhi di un bambino che improvvisamente non trova più gli orsetti di peluche e le parole dolci dei genitori adottivi, ma bensì le frasi allucinate della madre, le bottiglie di alcolici, la puzza di vomito, il freddo, le percosse.
J.T.Leroy è fenomenale nel raccontare l’orrore di un mondo di stenti, sesso violento e droga con la grazia angelica di un bambino, la capacità dello scrittore nell’intercalare i vari episodi e il continuo incalzare del romanzo rendono il libro unico anche se, come ho già scritto sopra, è un libro per stomaci forti.
La miscela di peluche, Peter Pan, droga, Sex Pixtols, cartoni animati, baby doll, Bugs Bunny, siringhe, bambole,meteoriti sconvolge il lettore pagina dopo pagina, magistrale l’autore nell’incastrare ogni cosa con precisione mantenendo sempre lo sguardo ingenuo e sognante di un bimbo.
 
Voto: 7 (ma non per tutti)
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giovedì, 03 agosto 2006
sziget SZIGET FESTIVAL 2006
 
Dal 9 al 16 Agosto 2006 Budapest sarà teatro del Sziget Festival, il più grande Festival d’Europa, che vedrà esibirsi vari gruppi di elevata caratura internazionale e provenienti da ogni parte del mondo.
Sinceramente non ero a conoscenza di questo evento e ringrazio M. che ieri sera mi ha informato della manifestazione e mi ha fornito il link al sito italiano www.szigetfestival.it (beata lei che tra qualche giorno partirà per assistere al Festival).
Sono rimasto davvero sbigottito sapendo che gli artisti headliner dell’evento saranno nientemeno che i Radiohead i quali hanno intrapreso da Maggio un minitour tra Europa, Canada e Usa.
Purtroppo non è prevista per il momento nessuna data nel nostro bel paese,almeno stando a quanto riporta il www.greenplastic.com (uno dei siti più aggiornati in materia Radiohead, visto che il sito ufficiale www.radiohead.com non è proprio il massimo dell’accessibilità).
Tornando agli artisti che si esibiranno al Sziget devo citarvi assolutamente i Placebo, i Franz Ferdinand , i Therapy? oltre agli istrionici Iggy Pop e Robert Plant che nonostante i capelli tendenti al bianco continuano a divertirsi e a far divertire sul palco delle maggiori manifestazioni rock del pianeta.
Le esibizioni del Sziget saranno distribuite su vari palchi oltre al main stage, divisi per genere (World Music, Extreme Metal, Dance, ecc.), verrà dato spazio anche a gruppi emergenti e saranno presenti aree adibite a rappresentazioni teatrali, danza e installazioni varie….per chi ha sempre sognato un Woodstock europeo è di certo un evento imperdibile.
postato da: tage alle ore 09:57 | Permalink | commenti (2)
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