domenica, 30 luglio 2006
imagesPER CHI MI VUOL BENE
 
Arriva una domenica mattina, ti svegli e ti rendi realmente conto che intorno a te c’è un mondo
di persone che dimostra di volerti bene, ti manda un saluto, una pacca sulle spalle, una mail, un sms, un commento sul blog…. È che spesso i pensieri confusi e complicati ti fanno scervellare e rabbuiare facendo passare in secondo piano i sorrisi che gli amici e le persone che ti stanno intorno ti mandano.
Mi fermo un secondo a pensare nella stagione fatta per correre e non per pensare.
La sto vivendo appieno questa estate solare fatta di feste sulla spiaggia, grigliate tra amici, emozioni date e ricevute, chitarre scordate, cori sguaiati, gavettoni lanciati, birre tracannate, abbracci improvvisi, canzoni dedicate, pantaloncini corti perenni, magliette bagnate, sabbia nelle scarpe, tuffi in piscina vestiti, compleanni da festeggiare, concerti all’aperto gratuiti, uffici chiusi.
Ma voglio sdraiarmi un attimo, uno solo, per pensare ai tanti amici e persone che conosco che mi lanciano segnali di stima, affetto, amicizia e alle quali cerco di non negare mai un sorriso o un aiuto.
Questo post è dedicato a tutti loro.
 
Ogni pensiero può cambiare il destino,
persino un bambino sa farlo,
basta avere un sogno,
e poi stringerlo in pugno,
vedrai si avvererà.
 
Mio caro amico,
ti ritrovo deluso per qualche casino
e fai il muso
Tu dimmi chi è stato
come ha potuto
vedrai si risolverà
 
Adesso fermati e non ci pensare più
però ricordati che a decidere sei solo tu
Tu farai splendere ogni giorno il sole
Guarda intorno, sta negli occhi delle persone
 
Davanti a un muro
c'è chi fischia e fa il giro
lamenta che il mondo è cattivo
Non è nel mio stile
bisogna salire
chi non prova ha perso già
Niente è per caso
ogni nuovo secondo ha il suo peso
se lo stai vivendo
così vive il fiore
che sceglie di non appassire
di non appassire
 
Adesso fermati e non ci pensare più
però ricordati che a decidere sei solo tu
Tu farai splendere ogni giorno il sole
Guarda intorno, sta negli occhi delle persone
Tu farai splendere ogni giorno il sole
Guarda intorno, sta negli occhi delle persone
 
(Instrumental)
 
Tu farai splendere ogni giorno il sole
Guarda intorno, sta negli occhi delle persone
Tu farai splendere ogni giorno il sole
Guarda intorno, sta negli occhi delle persone
 
(splendere ogni giorno il sole...)
(splendere ogni giorno il sole...)
Max Gazzè - Splendere ogni giorno il sole
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venerdì, 28 luglio 2006
 
imagesDA NONANTOLA AL FESTIVALBAR
 
Mentre faccio zapping tra un canale e l’altro mi vedo inquadrato in primo piano il faccione con tanto di super basette cotonate di Cecco, mitico dj del Vox e cantante degli Ateche.
Il suo videoclip "La libertà" è in circolo su All Music.
Dai tempi del Venerdì sera al Vox di Nonantola e del singolo "Picchia" ne avevo perso completamente le tracce. Solita espressione solare, voce un po’ masticata, atteggiamento rustico e sognatore, video girato nelle campagne locali con tanto di trattore e abbigliamento anni settanta.
Incuriosito faccio una ricerca in Internet, la canzone è tra le più gettonate dell’estate, Cecco è già stato ospite di Top of the Pops e di una puntata del Festivalbar.
Il sito è interessante, la canzone è gradevole, le atmosfere campagnole, hippy e stralunate del video mi ricordano molto lo spirito rock-rustico modenese dei concerti improvvisati sui carri, degli unplugged nei parchi, delle grigliate in campagna.
Saranno i ricordi del Vox, di quando si ballava al sound di "Lump" dei PUSA, di "Song2" dei Blur e ci si spintonava appena partiva "Surfing Birds", sarà che mi ricordo gli Ateche da Red Ronnie a presentare il loro singolo "Picchia", sarà l’atmosfera trasognante e nostrana del video e della canzone ma mi ha fatto piacere beccare il video di Cecco in circolo sulla rotazione musicale di All Music.
 
"Simpatico e disponibile, modesto e dalla spiccata verve ironica nonché gran lavoratore del sottobosco musicale italiano, il modenese Cecco, è anche l’emblema dell’antidivismo rock. Pacato e serio, ben lucido nell’ affrontare i problemi della quotidianità con sano sarcasmo......."
Recensione estrapolata dal sito di Cecco (www.cecco.info)
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lunedì, 24 luglio 2006
imagesAFA

Si fatica a dormire con questo caldo.
Il condizionatore lo lascio spento per evitare di perdere la voce e mi rigiro nel letto cercando una posizione più fresca e comoda.
Abbraccio il cuscino sotto la testa mentre i pensieri si spintonano l’un con l’altro per predominare nella mia confusione.
Riflessioni che si susseguono con una razionalità astratta che non sento mia, come se questo caldo stesse pian piano inaridendo anche i sentimenti.
Anche i ragionamenti sembrano muoversi a rilento intontiti dalla calura; dormo forse mezz’ora, poi mi risveglio, mi metto su un fianco e sospiro, forse i sentimenti vorrebbero esplodere all’improvviso, decisi e dilaganti come di solito succede ed invece rimangono lì osservatori guardinghi sotto la cappa assillante di una angusta razionalità.
Mi volto a pancia in su a guardare il cupo soffitto, ma la situazione non cambia, il caldo non mi concede tregua e la mente è una lavatrice in centrifuga senza panni da lavare.
Accendo la luce, leggo qualche altra pagina di “Doppio Sogno” di Schnitzler, passano dieci minuti e mi ritrovo col libro sulla faccia un microsecondo prima di addormentarmi, ho ancora la forza per spegnere la luce.
Finalmente crollo e mi sveglio convinto che sia già mattina ma è passata solo un’ora e il caldo si avverte più di prima e le emozioni le avverto sotto pelle imbrigliate tra ricordi, paure e dubbi.
Sotto il vulcano la terra trema, la penna continua a scrivere righe su righe dando vita a nuovi racconti, nuove poesie e nuove canzoni eppure è un caos calmo e ovattato nella calura estiva che rimane nel silenzio del suo guscio.
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domenica, 23 luglio 2006

NICK HORNBY SENZA COMMENTO

"Per me fare una cassetta è un po' come scrivere una lettera e ci tenevo che venisse fuori un buon nastro.. Registrare una compilation per rompere il ghiaccio non è mica facile.Devi attaccare con qualcosa di straordinario, per catturare l'attenzione, poi devi alzare un filino il tono, o raffreddarlo un filino, e non devi mescolare musica nera e musica bianca.....beh ci sono un sacco di regole. Così sudai sette camicie componendo questa cassetta qua, e da qualche parte per casa devo avere ancora un paio di nastri di prova, prototipi eliminati."

Tratto da "Alta fedeltà" di Nick Hornby

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sabato, 22 luglio 2006

imagesDE GREGORI IN PIAZZA GRANDE

Maglietta poco vistosa, barba incolta, chitarra acustica
a tracolla: De Gregori si presenta nella sua solita maniera.
Poche formalità, poche chiacchiere e molte canzoni.
Si parte dai successi più recenti per culminare verso metà concerto
con i brani che lo hanno reso celebre.
Il pubblico numeroso stipato nella bollente Piazza Grande inizialmente
applaude composto poi inizia ad acclamare il cantautore mentre
propone i suoi cavalli di battaglia.
Inizia con "La leva calcistica del '68" per passare poi a "Niente da
capire", "Generale", "Titanic" ma l'apice del concerto viene raggiunto
con "La donna cannone".
Questo brano capolavoro viene proposto in una versione molto fedele
all'originale con pianoforte, voce e poco altro.
L'interpretazione di De Gregori è da brividi, sinceramente non mi
aspettavo che eseguisse questo pezzo con così tanto pthos e bravura.
Le parole di "La donna cannone" sono da pelle d'oca, l'atmosfera è surreale
col pubblico in silenzio e gli accendini alzati, le emozioni corrono, gli
innamorati si stringono gli uni agli altri, io stringo in mano la mia birretta
rimanendo in posizione defilata.
Il concerto poi esplode con l'entusiasmo degli spettatori per brani un po' più
movimentati come "Il bandito e il campione" e "Pezzi" fino ad una rivisitazione
rock di "Buonantte Fiorellino" che mi ha destato non poche perplessità.
Poi arriva "Bufalo Bill", una delle mie canzoni preferite che canto dalla prima
all'ultima parola.
Tirando le somme un concerto che riconferma per l'ennesima volta De Gregori come
il miglior "paroliere" italiano.

"E tu lo sai che io lo so e quello che non so lo so cantare.
Lo vedi tu com'è... come si deve fare.
Precisamente e solamente, battere e levare.
Vedo cadere questa stella e non so più cosa desiderare.
Lo vedi, siamo come cani. Di fronte al mare."

 

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domenica, 16 luglio 2006
imagesPOLVERE

La sabbia arriva in viso con una folata di vento improvvisa e
devi passarti una mano sugli occhi per vedere bene....e scende una
lacrima per umidificare la pupilla irritata.
Se non fosse stata la sabbia ad allagarmi gli occhi per un istante?
C'è una polvere che porto con me fatta di sentimenti sminuzzati,
di parole tritate, di certezze frantumate, di brandelli di sogni, di
minuscole particelle di ricordi.
Qualche volta il vento estivo fa volare questa polvere che devo
strofinarmi gli occhi per un attimo per vedere bene cosa sta accadendo
e nell'angolo dello sguardo si crea una minuscola goccia da togliere
prima che scenda imponente sulla guancia.
Se non fosse il vento estivo spazzare la sabbia?
Forse qualcuno ha soffiato piano per rimuovere la polvere stantia sopra
i miei mobili e sotto il mio divano....

but I just keep on laughing                  ma non faccio nient'altro che ridere
hiding the tears in my eyes                 nascondendo le lacrime agli occhi
'cause boys don't cry                           perchè i ragazzi non piangono
"Boys don't cry" - Cure
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venerdì, 14 luglio 2006

imagesREPLAY

Le lancette che girano alla rovescio
per passare di nuovo dove erano già state
cambiano gli attori e gli umori
ma allo stesso modo perdo attimi.
La voce grave nonostante il miele
un sentimento appeso al cornicione
oscilla nelle parole che non leggerai
e nella scarna convinzione di cambiar percezione.
Oggi stringo dolce  tra le mani un piccolo regalo
pensando ad un altro silenzio.

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giovedì, 13 luglio 2006
imagesSULLE RIVE DEL LAGO
Mi sono ritrovato qui sulla riva del lago a guardare quella brezza leggera che increspa leggermente l’acqua.
L’estate euforica delle feste in riva al mare e delle ore piccole si confonde dietro una coltre ovattata che attutisce i suoni e i colori vivaci.
Ho bisogno di qualche ora di tranquillità lontano dalla scadenze e dalla frenesia, ho voglia di cominciare un nuovo libro, di ascoltare i racconti di qualche vecchio amico che da tempo non vedo, di addormentarmi all’ombra ascoltando qualche cd che da un po’ prende polvere sulla mia scrivania.
La vita si fa assaporare a tratti con una piattezza che intontisce, a volte con una varietà tale che senti la necessità di fermarti un attimo per renderti effettivamente conto di cosa sta accadendo.
Poi ci sono le persone, quelle che ti arrivano vicino e ti sfiorano, quelle che non conosci eppure già capiscono, quelle che credevi ed invece, quelle che ritornano, quelle che passano e ti sorridono, quelle che forse, quelle che ti fanno pensare.
E arriva un giorno come oggi, che ci pensi un po’ su e ti chiedi perché non hai aperto a chi ha bussato piano alla porta e ti viene voglia di guardare, uno ad uno, i regali e le lettere che tieni nel cassetto segreto della scrivania.
Mi sdraio guardando il cielo e penso a queste ultime settimane, alle persone incontrate, alle parole dette e a quelle non dette, agli abbracci ricevuti, alle carezze rimaste congelate nelle mani, alle urla per un gol allo scadere, alle mani sfiorate, alle canzoni che improvvisamente diventano colonna sonora di uno scorcio di vita, ai saluti imbarazzati,ai regali inaspettati, ai libri da rileggere.
Di nuovo mi meraviglio di fronte alla vita , che inaspettata mi travolge con brividi , lacrime, emozioni per testare una volta ancora il fisico, i sentimenti, i pensieri.
I brutti ricordi del passato sbiadiscono davanti alle nuove ondate che arrivano così fulminee ma fatico a trovare il giusto equilibrio per rimanere definitivamente in piedi…..ed ho voglia di cose semplici.
"Capita che tutto non basta
perdere tutto ciò che resta
Capita che qualcosa resta
e non sai cosa voglia dire
La semplicità, la semplicità
nelle cose che ami
per le cose che ami "
Tratta da "La semplicità" di Carmen Consoli
 
 
 
 
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lunedì, 10 luglio 2006

grossoL’URLO AZZURRO

 

Mondiali 2006: l’Italia lascia le giocate di classe fuori dal campo e mette in gioco la grinta e il sudore dei calciatori meno conosciuti che corrono per 120 minuti su ogni pallone.

Alla nazionale delle finezze e delle veline subentra quella dei giocatori-lottatori che non ti sfoderano il “cucchiaio” ma che ti vincono il Mondiale senza sbagliare nemmeno un calcio di rigore

nella roulette finale dei tiri dal dischetto.

Il penalty decisivo lo batte Grosso, che qualche anno fa giocava in serie C, il gol del pareggio nella finale lo segna Materazzi, sempre criticato per il gioco rude e i suoi lanci non sempre precisi,  Gattuso e Cannavaro non sono di certo leziosi nei tocchi ma l’energia e la grinta che sprigionano fruttano più delle giocate di Zidane e dei colpi di tacco dei brasiliani.

L’Italia con la maglia madida di sudore porta a casa il quarto mondiale spazzando via, oltre agli avversari, anche le critiche spietate della stampa estera e il pesante fardello della situazione calcistica in Italia dopo le intercettazioni telefoniche di Moggi & Co.

Il cupo Beckenbauer dopo aver sparato a zero sul calcio italiano si vede costretto a consegnare agli azzurri il trofeo calcistico più ambito, mentre la stampa tedesca deve recedere sulle ultime dichiarazioni che definivano i giocatori italiani come dei pizzaioli, mentre la Francia se ne va alla chetichella con impresso negli occhi l’errore dagli undici metri del fuoriclasse Trezeguet e Zidane che chiude la sua ultima partita con un’espulsione.

L’Italia è campione del mondo e in una sera che passerà alla storia i pensieri quotidiani sono spazzati via dall’urlo azzurro che parte dai divani trepidanti davanti alla tv, si spande per tutte le strade del paese, si ingigantisce nelle piazze di tutte le città e si confonde tra il tripudio di bandiere, i suoni dei clacson e i fuochi d’artificio fino alle prime ore dell’alba.

Arriva il lunedì e basta accendere il televisore per vedere a qualsiasi ora, su qualsiasi rete l’ultimo rigore che ci ha regalato il sogno mentre l’immagine di Cannavaro con la coppa alzata è già storia.

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venerdì, 07 luglio 2006
scavi
SCAVI INTERNI 2
.
… continuo con ruspe e pale a scavare con la voglia di risposte che solo dentro me posso trovare.
Cosa sono quegli occhi lucidi? Forse un po’ di polvere dovuta agli scavi, forse la polvere alzata da chi mi ha spolverato dolcemente il cuore prima che la mia confusione interrompesse le comunicazioni, forse l’aria di oggi che inaspettamente ha il gusto amaro della pioggia estiva.
Mi lego con la corda e scendo ancora più in profondità anche se non sono convinto che il bottino sia situato così in basso; ci vuole un po’ di tempo prima che la terra si assesti e consenta di spingersi nei cunicoli più interni…
.
Every chance,
every chance that I take
I take it on the road
Those kilometres and the red lights
I was always looking left and right
Oh, but I'm always crashing
in the same car…..
"Always crashing in the same car" – David Bowie
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