martedì, 27 giugno 2006

DOVE TI POSSO TROVARE?

Mi puoi scorgere nel caos dei luoghi molto frequentati, nelle
feste sulla spiaggia o tra le luci stroboscopiche di una
discoteca all'aperto ....... eppure lì non è facile trovarmi.
Il mio sguardo l'incontrerai tra le righe di un libro di Baricco, nelle
strofe di una canzone, tra le pennellate di Dalì, negli odori delle
feste di paese, negli assoli di una Gibson Diavoletto, nell'entusiasmo
della gente al concerto, tra le braci di una grigliata tra amici, nelle
poesie di Carver, tra le urla di Manuel, nei detti popolari, nei film di
Cronenberg e nei falsetti di Jeff.

"preferisco di gran lunga
la bellezza inconsapevole
di una coppia di ragazze
che conversano lontano
alle facce toste indomite
che le spogliano con gli occhi
agli antipodi del sole
della seduzione

chissà perchè
io faccio sempre male i conti?
chissà cos'è
che mi fa ridere?

preferisco di gran lunga
la pietà allo stile
che mi tira per la giacca
e non mi fa dormire
dove mettere le mani
come stringere le mani
quale genere di faccia
indosserò domani?"

Perturbazione - Il materiale e l'immaginario

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martedì, 20 giugno 2006
luther

WHO IS LUTHER BLISSETT ?

 

Potrei rispondere un giocatore del Milan, un artista, uno scrittore, un personaggio inesistente, una moltitudine e tutte le definizioni potrebbero essere corrette.

In europa centinaia di persone hanno creato, scritto, preso in giro, spacciato informazioni false firmandosi Luther Blissett.

In realtà Luther Blissett è stato un calciatore acquistato dal Milan che si è rivelato mediocre nonostante le premesse lo

indicassero come un fuoriclasse, ma quello che conta è che il nome è diventato un’icona , un simbolo, un mito.

Così dagli anni 1995 in italia sono state diffuse su giornali e tv notizie rivelatesi poi false  e  rivendicate da Luther Blisset.

Tra le varie beffe si ricorda il presunto intervento estetico eseguito da Naomi Campbell  (notizia apparsa anche su alcuni giornali e rivendicata L.B.), la fantomatica scomparsa dell’artista inglese Harry Kipper di cui si è occupata anche la trasmissione “Chi l’ha visto” (in realtà la persona in questione non è mai esistita e la burla viene firmata L.B.), la falsa notizia dell’arresto di Don Gelmini pubblicata da molti quotidiani ecc.

Dal 1995 in poi Luther Blissett diventa un’identità multipla assunta da rivoluzionari mass-mediatici, da artisti radicali, da “spacciatori” di notizie false, hacker informatici ecc.

Nel 1998 Einaudi pubblica “Q” un libro scritto da Luther Blissett, in realtà più che di un singolo autore ci si deve ricondurre alla comunità letteraria Blissett Project composta da una serie di scrittori bolognesi (che oggi si riuniscono sotto il nome di Wu Ming ) e che qualcuno ritiene essere ”capitanata” dal saggista Umberto Eco.

Per saperne di più: http://www.lutherblissett.net  e  http://www.wumingfoundation.com

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categoria:luther blissett
giovedì, 08 giugno 2006


scaviSCAVI INTERNI

Ci sono vari modi per cercare, guardare la superficie può essere di aiuto ma non basta,
spesso i reperti archeologici autentici sono celati in profondità.
Guardo chi si ferma perchè ha già trovato tutto nell'esteriorità, mi incuriosisce chi prende
lo scalpello, sorrido dolcemente a chi con un pennello comincia delicatamente a rimuovere gli strati più esterni.
Non è semplice presentarsi smascherati con 28 anni sulle spalle e le cicatrici del passato in volto.
Purtroppo ognuno vedrà quel che si vede sopra la barba incolta o sotto la pelle , ma qualcuno
guarderà fin dentro l'anima dove ci si nasconde o ci si scopre.
Lì mi ritroverò/ai.
Io procedo lento con un sorriso che si apre pian piano, apprezzando chi cerca di guardare,
sorrido a chi mi vede con in mano scalpello e pennello, trovo risposte mentre corro da solo
tra le strade di campagna desolate.
Trovo le parole che cercavo nel mio sorriso riflesso negli occhi di chi cerca dentro, fuori,
intorno e imbraccio un badile perchè anche io non posso sospendere gli scavi che ho cominciato
dentro me.
E nella nebbia dei sentimenti respiro le mie lente incertezze e ascolto "Sempre e per sempre" di
De Gregori senza riuscire a tirar fuori una strofa che mi piaccia perchè l'intera canzone
è stupenda.

Pioggia e sole
cambiano
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano
e tornano
e non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
ricordati
dovunque sei,
se mi cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola
Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano,
lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai

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mercoledì, 07 giugno 2006
collaLA COLLA DI WELSH

Prendete un pezzo di periferia di Edimburgo, la più pungente ironia britannica,
una grossa dose di vita vissuta ai margini, un frullato di eccessi, pasticche,
alcool, sesso e insane tradizioni giovanili scozzesi.
Mescolate tutto energicamente e magicamente vi troverete tra le mani un libro:
"Colla" di Irvine Welsh.
E' un libro forte, eccessivamente esasperato nella forma e nell'uso del linguaggio
, a sprazzi decisamente divertente e originale.
Come un Bukowski degli anni duemila, più giovane, divertente e divertito, Welsh
descrive la vita di un gruppo di amici che abitano nella "corea" (i quartieri
poveri intorno alla città): Gas Terry impertinente dal fascino balordo, Carl il
Dj dedito alle discoteche e alle pasticche, Billy il pugile e Gally il piccoletto
"sfigato" della compagnia.
Le situazioni grottesche si susseguono, le vicende comiche non mancano e anche in
situazioni nettamente tragiche Welsh strappa un sorriso a denti stretti al lettore
utilizzando il linguaggio scurrile estrapolato dal gergo giovanile.
Di sicuro "Colla" non deluderà i fans di Trainspotting vista la miscela di personaggi
metà reali, metà fumetto, i comportamenti insani, le situazioni paradossali e i dialoghi "senza filtro".
A volte lo smodato uso di termini volgari appare eccessivo e forzato e a mio
parere non troppo apprezzabile. Voto: 6
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categoria:libri
lunedì, 05 giugno 2006

guitarman

SENSO 2006

 

 

 

Metabolizzo gli eventi

con ai piedi le pattine per

non rovinare il pavimento

lustro di nuove emozioni.

Non c'è confine a questa

dolce sensibilità che

volteggia su parole leggere

che quasi traspare un bacio.

E sorridi

e io sorrido dentro te

in un attimo che

allo stesso tempo

chiami amore

e non puoi chiamare amore

 

"...si potrebbe trattare di bisogno d'amore, meglio non dire..."

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domenica, 04 giugno 2006
omarPANE BURRO E MEDICINE
 
Il nuovo cd di Omar Pedrini colpisce per il minimalismo strutturato e cercato:
nove pezzi, il minimo per poter parlare di un cd completo, tre foto su sfondo bianco, disegni eseguiti apparentemente da bambini, font di scrittura dei testi stile commodore 64.
La semplicità di ogni dettaglio non è lasciata al caso, nei testi è evidente lo sconvolgimento emotivo e fisico di Omar dopo il delicato intervento al cuore, le parole sono quelle di una rinascita e di un nuovo modo di guardare alla vita.
Le chitarre distorte che Pedrini solitamente utilizzava in abbondanza si celano lievi dietro a riff acustici , a bassi puliti e a percussioni leggere e mai troppo incalzanti.
Si comincia con “Amore fragile” una ballata semi-acustica bella e originale con implementazione dei cori stile Timoria, “Shock” è la canzone simbolo del cd con un trascinante riff di chitarra stile Rolling Stones e il testo che prende volutamente in giro il periodo del post-intervento, “Dimenticare Palermo” è un brano suggestivo incentrato sull’efferato delitto compiuto dal cantante dei Noir Desir Cantat nei confronti della compagna Annemarie Trintignant, il cd si conclude con “Strana sera” tipica canzone italiana che sembra uscita da un album degli anni 70 dell' Equipe 84.
E’ un cd pieno di cicatrici e di rinascita del nuovo Pedrini che anche se sembra aver abbandonato la carica rock esplosiva dei primi Timoria, ha tanta volgia di continuare a giocare con la musica e le parole.
Così lo ascolto con la semplicità che serve per cogliere il nuovo spirito del cantautore bresciano.
Tra le righe , nei testi delle canzoni, si intravede la solita vena semplice, a volte ironica, a volte geniale del buon vecchio Pedrini.
Non credo che sia l’album che consacrerà Omar alla storia ma è un'ottima base  per ripartire alla grande dopo le vicissitudini occorse al cantante nell’ultimo periodo.
Un grosso in bocca lupo da un fan dei Timo di vecchia data. Voto: 6.5
"E ogni sera io rimbocco le coperte alla mia Follia e la vedo diventare grande come un figlio"
Tratto da "La follia" di Omar Pedrini
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categoria:musica, timoria, pedrini