martedì, 30 maggio 2006
derrick-1LA PRIMA DEI DERRICK
 
Primo live dei Derrick Museum al Pippi’s Party: un’ora e mezza di concerto partendo dalla rivisitazione in chiave rock di "Pensiero stupendo" passando attraverso pezzi–cult come "Boys don’t cry" dei Cure o "Ziggy Stardust" di Bowie per terminare con la ballata coinvolgente della Bandabardò.
Nonostante il palco improvvisato e l’amplificazione abbastanza precaria le sonorità sono risultate abbastanza gradevoli e il pubblico, davvero molto magnanimo, ha espresso giudizi positivi.
Chiaramente, noi componenti del gruppo abbiamo rilevato alcune sbavature nell’esecuzione dei pezzi e di certo ci siamo resi conto di non aver sfornato la nostra migliore performance, comunque come prima uscita
rompi-ghiaccio ci riteniamo soddisfatti.
Nonostante la scaletta non proprio "commerciale" il pubblico sembra aver apprezzato il repertorio originale scelto per il debutto.
Il concerto ha regalato anche performance fuori programma come il duetto improvvisato con la Vale sulle note di Easy rivisitata in stile Faith no more.
I commenti benevoli ci hanno abbastanza "gasato" e nonosante le incertezze dovute all’emozione il bilancio del nostro primo vero concerto è sicuramente positivo.
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lunedì, 22 maggio 2006
Manzolino
NATIVE
 
Le strade si snodano strette tra una campagna che sta sempre
più assumendo i contorni di un cantiere, niente più passaggio a
livello ma due ponti e tre nuove rotonde
esagerate per il traffico misero della periferia di un paese.
Mi muovo agile tra le vie che corrono rettilinee ai campi coltivati,
ventotto anni vissuti girando tra questi viottoli diventati
strade asfaltate non da troppo tempo.
Abbandono l'auto nel cortle di casa e mi infilo le scarpe da ginnastica,
oggi è un buon giorno per farsi qualche chilometro di corsa.
Le gambe non sono imballate, respiro a pieni polmoni, svolto nella laterale
destra tenendo un buon ritmo, le tensioni sembrano scivolare
dietro di me tra l'erba alta dei fossi.
In questa stradina l'aria sembra molto più respirabile, non ci sono
sorrisi di circostanza e smog da ufficio, c'è un signore che cammina
sul ciglio della strada e mi saluta con una battuta in dialetto.
Ricambio il saluto ridendo e aumento il passo, mi sento in forma, raggiungo
l'incrocio e svolto a destra.
Passo davanti al bar, c'è sempre qualcuno che conosco che mi grida
qualcosa, faccio un gesto con la mano, qualche anziano seduto
nelle sedie davanti al locale mi guarda sorridendo sotto il cappello.
Oggi il cielo è terso e nelle ristrettezze di un pase di campagna
trovo quello che mi serve, comincio ad avvertire l'odore dell'erba
tagliata da poco, l'estate sta davvero per arrivare.
E anche se in giro per i portici di Bologna
scopro nuovi stimoli e nuovi interessi, il rientro al piccolo borgo
è sempre un distensivo emozionale.
E' il respiro di ricordi semplici fatto di angoli di strada, di lembi
di terreno, di profumi di prati, di vino novello e grigliate di carne.
Ti senti un legame emotivo strano, quasi una dipendenza, poi leggi Welsh
e vedi che i suoi personaggi non ce la fanno a star fuori
dalla "corea di Edimburgo", guardi Fellini che dedica il suo miglior film a Rimini,
Guccini che si sente a casa solo tra le saggezze popolari emiliane e
capisci che non sei il solo ad avvertire la leggerezza spontanea del
paese nel quale hai vissuto per anni.
 
 

 
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martedì, 16 maggio 2006
bowieIL TECNICO E L'ARTISTA (BOWIE)
 
Dopo le critiche feroci sull'intonazione di Bowie in alcuni brani ho capito che avevo
a che fare con dei tecnici e non con degli artisti.
Il tecnico è un puro seguace delle metodologie di studio, potrebbe anche
arrivare a cantare note inudibili all'orecchio umano ma non riuscirebbe mai a
concepire la fluidità di una melodia creata da due note dissonanti.
Così mentre il tecnico si esercita per migliorare in ogni dettaglio, l'artista
rimane al balcone con la sua birra in mano a grattarsi la pancia,
fa un riposino sul divano, si stiracchia, sbadiglia, sente il ronzio di una
zanzara che lo disturba, corre in camera e in tre minuti ha scritto il testo e la melodia
del suo prossimo successo.
Tra vent'anni ci sarà un ragazzo che dopo tre mesi di lezioni di chitarra, comincerà a
provare gli accordi di quella canzone perchè la semplicità del brano glielo consente.
E quel pezzo resterà per sempre un capolavoro.
Non è difficile capire perchè di Bowie apprezzo i mugolii, le parole sguaiate, l'eclettica
associazione di una tromba e di una chitarra distorta, i testi psichedelici e stralunati,
gli occhi di colore diverso, le stonature fatte di emozione, la glacialità della
musica atonale.
 
"Ziggy really sang, screwed up eyes and screwed down hairdo
Like some cat from Japan, he could lick ‘em by smiling
He could leave ‘me to hang
Came on so loaded man, well hung and snow white tan."
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martedì, 09 maggio 2006

occhioUN BATTITO DI CIGLIA


 

L'immagine resta immobile come cristallizzata in una goccia d'acqua.
E' una ragazza carina, mi guarda, sembra che ogni lentiggine del suo volto
mi sorrida.
Una borsa di tela portata a tracolla, jeans a vita bissa e le minute scarpe
da ginnastica raccolte una vicina all'altra a sorreggere l'esile corpo.
Un'immagine apparsa e scomparsa furtivamente , nascosta in un
sogno o in una percezione nel bel mezzo di un battito di ciglia, in quel
millesimo di secondo nel quale gli occhi sono chiusi.
E' un istante talmente rapido che ti sembra comunque di non aver abbassato
le palpebre, magari stai guidando o camminando e non perdi
nemmeno la concentrazione.
Eppure, in quel micromomento di buio, la mente ha trovato un'immagine
e l'anima ha percepito una sensazione.

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domenica, 07 maggio 2006
MEMENTO
 
Lo rivedo per la seconda volta e per la seconda volta rimango coinvolto dall'emozionante susseguirsi
degli eventi e dei dialoghi.
"Memento" è davvero un gran bel film che disorienta e allo stesso tempo tiene incollato
allo schermo lo spettatore.
Lanny, il protagonista della storia, presenta uno strano disturbo della memoria che non
gli consente di ricordare quello che è successo pochi minuti prima, l'unico ricordo
vivido nella mente è quello della moglie uccisa tempo addietro.
Lo scopo che si è prefissato nella vita è di uccidere l'assassino della moglie
(il fantomatico john G.), ma deve fare i conti con la sua malattia che
lo costringe a vivere basandosi su foto, appunti scritti in ogni dove, frasi
tatuate sul corpo per essere sempre prese come riferimento.
Il susseguirsi delle scene avviene a ritroso, è come leggere un libro
partendo dall'ultimo capitolo; mentre il film procede lo
spettatore viene rapito da questo insolito modo di raccontare, entra nella
psicologia del protagonista, viene disorientato dall'impossibilità di
catalogare alcuni personaggi come "buoni" o come "cattivi", cerca di
ricostruire il mosaico partendo da tanti frammenti sparsi.
I colpi di scena e il ritmo incalzante non concedono tregua, un film che
va seguito nei minimi dettagli dall'inizio alla fine.
Ottimo il finale, il mistero e la tensione non si sciolgono completamente,
mentre il protagonista declama "Tutti abbiamo bisogno di ricordi che ci
rammentino chi siamo e io non sono diverso........Allora a che punto ero?"
Canzone di coda "Something in the air" di David Bowie e ho detto tutto.
Voto: 7,5
 
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categoria:film
martedì, 02 maggio 2006
imagesACCENDINO E RULLINO
 
Viaggiare nel passato nell’euforico clima urlante di un sabato sera.
Senza preavviso sono arrivati tutti i ricordi , uno dopo l’altro,
seguendo una cronologia scritta meticolosamente da un destino insondabile e beffardo.
Sono entrati tra le mie emozioni con precisione chirurgica,
qualcuno bussando piano alle porte della memoria,
qualche altro sfasciando senza pietà tutte le barricate costruite con il prezioso aiuto del tempo.
E’ martedì e resto qui a pensare a inusuali coincidenze in una quiete nervosa e silenziosa
che mi ricorda la Londra desolata di Danny Boyle in "28 giorni dopo".
Non accadrà nulla perché nulla deve accadere, però qualcosa è cambiato
nella percezione del presente e nelle sensazioni del passato,
è come se avessi riguardato un album che da anni non sfogliavo
ed ora avrei voglia di bruciare definitivamente qualche foto, di incorniciarne qualcuna
e di comprare un nuovo rullino.
Mancano delle immagini che valeva la pena di immortalare e ci sono troppe foto uguali.
E' un'opera doppia di smaltimento dei rifiuti tossici dell'anima e di recupero di frammenti
preziosi, perduti per strada senza motivo.... forse ho la presunzione che qualcuno si sia accorto
delle mie emozioni facilmente reperibili tra le righe di un racconto e non tra le grida
sguaiate di una festa sulla spiaggia.
 

" Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì, senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso, ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu."
Alessandro Baricco - Oceano Mare
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