PRIMA VERA
Finalmente il cielo è terso, anche Bandini ha finito di attendere e sotto
i portici bolognesi ci si accalca per respirare la nuova fragranza della
prima vera domenica primaverile.
Anche i malanni stagionali sembrano riposarsi al tiepido sole e se c'è
qualcosa che nell'anima si deve schiudere è il momento per farlo
perchè ora i sorrisi si allargano più facilmente e gli occhi si
allagano meno di frequente.
Come meccaniche celesti giungono segnali nuovi e come risvegli
da lunghi torpori entrano in casa senza suonare perchè la dolcezza delle
emozioni non bussa alle porte ma arriva dritta senza timidezza.
Io sarò lì ad attenderla con le mani ben curate, le vecchie cose già negli
scatoloni in cantina e le valigie aperte sul letto.
Mi lavo i denti e mi guardo allo specchio con le labbra ancora bianche
di dentifricio mentre la persona riflessa mi sorride.
Nel mio giardino trovo qualche fiore, le menti fertili venute
a trovarmi hanno piantato semi a mia insaputa.
Non è tempo di raccogliere ma il momento di contemplare.
L'evoluzione del letargo invernale sulle brezze tiepide di
parole primaverili mi lascia piacevolmente sorpreso.
"Il tempo cambia molte cose nella vita
il senso le amicizie le opinioni
che voglia di cambiare che c'è in me
si sente il bisogno di una propria evoluzione
sganciata dalle regole comuni
da questa falsa personalità.
Segnali di vita nei cortili e nelle case all'imbrunire
le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti.
Rumori che fanno sottofondo per le stelle
lo spazio cosmico si sta ingrandendo
e le galassie si allontanano
ti accorgi di come vola bassa la mia mente?
colpa dei pensieri associativi
se non riesco a stare adesso qui.
Segnali di vita nei cortili e nelle case all'imbrunire
le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti.
Le luci fanno ricordare
le meccaniche celesti."
Franco Battiato - "Segnali di Vita"







IL RUMORE DI UN SORRISO
STRATOSFERA
QUEL PLACEBO CHE NON TI ASPETTI
FREDDO POSTUMO
MANUEL IN PICCHIATA
Di certe sere rimane poco, la solita euforia, la sguaiata voglia di essere un po’ lontano dalla nebulosa sensazione di inquietudine dei giorni banali.
INDEFINITO