lunedì, 30 gennaio 2006

imagesDONNIE DARKO A BROKEBACK MOUNTAIN

"I segreti di Brokeback mountain" di Ang Lee è senza dubbio un bel film,un dramma
realista incastrato nel paesaggio country_western americano.
La storia cresce passando dalle scene del primo tempo più "visive", ai dialoghi e alle
passioni travolgenti del secondo. Il finale è davvero ben fatto, poche battute ma di
quelle studiate a tavolino che fanno salire il voto.
Buona l'interpretazione di Heath Ledger, lo sguardo sempre scuro, le pause interminabili,
le battute brevi e incisive;Jake GyllenHaal invece non mi ha esaltato, sarà perchè ho ancora in mente l'associazione con Donnie Darko, sarà per il viso angelico da college americano, sarà perchè mi viene da sorridere nel vederlo con lo sguardo rude sotto il cappello da cow-boy.
Perfetto per il ruolo del giovane americano schizzato, troppo distante dalla figura del
cowboy grezzo del texas....comunque non credo sia facile trasformare Donnie Darko in Clint Eastwood!!
Tornando al film nel suo complesso, la passione combattuta tra i due cowboy è ben
rappresentata, la drammaticità della vicenda emoziona lo spettatore, la storia è
un continuo crescendo fino al finale.
Alcune scene mi hanno davvero entusiasmato, in primis l'incontro intimo tra i due ragazzi, crudo e improvviso che spiazza lo spettatore e la tranquilla fluidità del film, poi
la scena del pranzo col bambino che non mangia per guardare la televisione, il finale a
casa dei genitori di Jack.
Belle le pause nei dialoghi, le frasi brevi ed incisive, le inquadrature strette sui volti,
l'ambientazione.
In conclusione non lo annovero tra i capolavori però ne consiglio la visione (voto 6,5).

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categoria:film, recensione
giovedì, 26 gennaio 2006

fulmineSCARICHE ELETTROSTATICHE

Oggi sono un generatore di scariche elettrostatiche, qualunque cosa tocco faccio scintille.
Niente cavetti di terra o tappetini antistatici, il pizzicore sulla pelle fa bene per risvegliare
i sensi e i sentimenti da un po' di tempo avvolti nel domopack.
Sarà la carica elettrostatica interna ma in questi giorni dal nebuloso torpore sta nascendo 
nuova linfa per suonare, scrivere, fare, conoscere.
E' dall'inizio della settimana che mi rimbalaza in testa il nome di un gruppo "Offlaga Disco Pax",
alcuni amici me l'hanno recensito come la brutta copia dei CCCP, altri sfoderano lodi sperticate.
Boh...si sta creando un alone di curiosità...oltrettutto hanno anche il blog su splinder, che ho
scorso velocemente e parlano anche di collaborazioni con i "Perturbazione", i "Baustelle", Manuel
Agnelli ecc.....va a finire che mi tocca di comprare un altro cd.
Comunque attendo il week-end stracolmo di impegni sperando che la neve di oggi non condizioni
troppo la percorribilità delle strade.

Citazione della settimana: "Ecco...Qui devi essere un muro di distorto"
(frase proferita da G. durante le prove in saletta del brano "Nuotando nell'aria"
dei Marlene Kuntz).

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martedì, 24 gennaio 2006
imagesILLORCA NEWS
 
Oggi mi è arrivata una newsletter dei Miura che oltre ai soliti aggiornamenti sulle date dei concerti e sulle varie comparsate delle band parlava dell’aggiornamento relativo alle condizioni di salute di Illorca dopo l’incidente.
Per chi non lo sapesse Illorca è stato bassista dei Timoria e autore di diversi testi delle canzoni, tra le quali Alba Fragile che ho riportato per intero in un post di qualche tempo fa.
A mio parere il “reverendo” Illorca è stato una colonna portante dei Timoria, i testi di alcune sue canzoni sono davvero toccanti, la voce bassa e inconfondibile dona originalità nei cori eseguiti ad arte da tutti i componenti del gruppo,il basso è sempre suonato magistralmente.  
Dopo lo scioglimento del gruppo Illo ha formato insieme all’ex batterista dei Timoria Diego Galeri un nuovo gruppo i Miura; il primo album della band (intitolato “In Testa”) è davvero originale e carico, merita di essere ascoltato.
Ora Illorca è in fase di riabilitazione dopo l’incidente occorsogli un po’ di tempo fa.
Tieni botta e in bocca al lupo Illo.
Vi riporto le parole scritte da Diego Galeri nella newsletter dei Miura che ha scritto di suo pugno.
 
“Per cominciare un aggiornamento sulle condizioni di Illo…. a distanza di 15 mesi dall’incidente la situazione di Illo resta delicata anche se rispetto alle prime settimane dall’accaduto ha fatto passi da gigante, il recupero continua costante e dopo un mese passato a casa a Brescia nei prossimi giorni tornerà a Parma per continuare le terapie riabilitative….naturalmente è sempre aggiornato su tutto quanto succede ai Miura...sempre fiduciosi!…”
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categoria:timoria, illorca
lunedì, 23 gennaio 2006

CLIP548INGRANAGGIO A GOCCIA


Mi sveglio col piede sinistro, quello giusto.
Come ruote dentate che cominciano a muoversi con pesantezza
dopo mesi di stasi forzata.
Mancano ancora olio per gli ingranaggi, il controllo automatico dei
meccanismi e tutte le protezioni del caso...però la catena
produttiva può ripartire (chiaramente a bassi regimi).
Qualche segno nuovo nutre fogli bianchi, qualche progetto
comincia ad assumere contorni più definiti....
 
GOCCIA - CRISTINA DONA'
Specchio di pioggia e asfalto
ci naviga dentro il cielo
grigio bianco
acqua e cielo
ma tu sei una goccia che non cade
e ritarda la mia guarigione
come ultima frase da terminare
Piccole navi col motore spento
aspettano un segno dal faro
così lontano
specchio di pioggia e asfalto
oggi il mio viso è più leggero
senza pianto
solo acqua e cielo
ma tu sei una goccia che non cade
e rimanda la mia guarigione
come un rumore sospeso che
non esplode
ancora navi col motore spento
aspettano un segno dal faro
così lontano
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martedì, 17 gennaio 2006

NIENTE

Guardo fuori e mi chiedo a cosa stavo pensando un minuto fa senza trovarne risposta.
Vorrei sottolineare alcune espressioni che ogni tanto mi balenano in testa perché si imprimessero nella mia mente per essere recuperate in alcuni momenti.Il giorno scende a sera come la lava sui pendii del vulcano contrapponendo sbotti improvvisi a calma piatta e nociva. Non ho niente da descrivere di questo giorno passato surfando sulla quotidiana voglia di far niente.
Domani seconda sessione di prove della settimana. Ottimo.
Come amava sottolineare lo stesso prof. Mondrian Kjlroy, le Nymphéas presentano un tratto clamorosamente paradossale - sconcertante, lui amava dire - e cioè la deprecabile scelta del soggetto: per novanta metri di lunghezza e due di altezza, esse non fanno che immortalare uno stagno di ninfee. Qualche albero, di sfuggita, un po' di cielo, forse, ma sostanzialmente: acqua e ninfee. Sarebbe difficile trovare soggetto più insignificante, e in definitiva kitsch, né è facile comprendere come a una simile baggianata un genio possa pensare di dedicare anni di lavoro e decine di metri quadrati di colore. Un pomeriggio e il dorso di una teiera sarebbero stati più che sufficienti. E tuttavia, proprio in questa assurda mossa inizia la genialità delle Nymphéas. E' così evidente - diceva il prof. Mondrian Kilroy - quel che Monet voleva fare: dipingere il niente.
Tratto da "City" (A. Baricco)
Quattro gocce di blu le hai lasciate da sole come tante parole che non vengono più
Tratto da "Quattro gocce di blu" - Perturbazione (canzoni allo specchio)
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venerdì, 13 gennaio 2006

Senza-titolo-1LUI PIANSE LIEVE

Brevissimo racconto, scritto d'un fiato tempo fa, leggermente  ritoccato oggi

 

 

So soltanto che quel mattino si decise ad andare dal medico.
La sera precedente fitte lancinanti al polso non lo avevano fatto dormire bene.
Le pastiglie di che aveva inghiottito erano risultate inefficaci.
Aveva chiuso come ogni sera lo sportello del frigorifero e improvvisamente un dolore acuto e caldo era salito dal gomito fino al polso destro.
A parte un leggerissimo mugugno non aveva emesso alcun lamento e si era seduto sulla sedia della cucina palpandosi con la mano la zona dolorante.
Quando si svegliò il giorno seguente quasi tutto l’avambraccio e la mano erano gonfi e un’acqua calda e stantia ribolliva sotto la pelle dolente. 
Attese le nove e uscì di casa a piedi, destinazione Via Miglio, ambulatorio del Dott. Salini.
Entro’ spedito nella sala d’attesa dello studio medico alle 9 e 17 e come al solito c’era da aspettare.
Una signora grassa, dai lunghi capelli secchi, tossiva in maniera sguaita, un uomo con un occhio bendato con una garza bianca guardava il pavimento sospirando e un vecchietto magro magro gironzolava fremente davanti alla porta dell’ambulatorio, evidentemente stava per arrivare il suo turno.
Si sedette vicino ad una ragazza dalla pelle bianchissima e piena di lentiggini che composta con le mani sulle ginocchia guardava ebete la finestra di fronte.
Prese una rivista dal tavolino basso e si mise a sfogliarla svogliatamente.
A dire il vero il dolore avvertito durante la notte era mutato in un fastidioso senso di gonfiore ed infatti sorreggere quel giornale utilizzando tutti i muscoli dell’arto dolorante non era una gran impresa.
La rivista , vecchia di almeno un anno, parlava dei soliti vip sorpresi in costume da bagno su imbarcazioni bianche al largo delle coste della Sardegna.
Quelle notizie insapore resero l’attesa ancora più sfiancante.
Alle ore 10.21 entrò nell’ambulatorio del Dott. Salini.
-         Buongiorno -
-         Salve, mi dica –
-         Ieri chiudendo lo sportello del frigorifero ho sentito un dolore al polso. Ora la mano e l’avambraccio sono completamente gonfi –
Salini esaminò la parte del braccio premendola leggermente.
-         Niente di grave, una infiammazione tendinea. Le prescrivo un gel da applicare tre volte al dì sulla parte del braccio che le fa male –
-         Va bene…grazie -
Alle ore 10.33 uscì dalla farmacia comunale con una minuscola sportina bianca che penzolava dalla mano sinistra. Non era particolarmente soddisfatto della sbrigativa diagnosi del medico ma allo stesso tempo era contento che non fosse nulla di grave.
Sul marciapiede, a pochi passi dalla farmacia, sedeva un bambino biondo che nascondeva il viso tra le mani,indossava una giacca di velluto e un paio di pantaloni grigi che non si confacevano alla sua giovane età.
-         Tutto bene, piccolo – si rivolse al bambino
-         Certo, aspetto mia mamma che è dentro in farmacia-
Il bimbo aveva alzato lo sguardo mostrando sulla fronte una cicatrice profonda e grumosa proprio
sopra gli occhi chiari e pieni di vita;di colpo poi aveva chinato il capo verso la strada.
Tornò a casa e si massaggiò il polso con il gel.
La chiave girò nella toppa e si trovò di fronte a una ventenne dalle prorompenti forme.
-         Ciao… cosa mangiamo oggi? – disse lei
-         Due spaghetti al pomodoro e un po’ di formaggio –
-         Ok, metto su l’acqua –
La ragazza cominciò a pesare la pasta per tre persone, riempì la pentola con l’acqua e la mise a bollire sul fuoco.
-         Al lavoro com’è andata ? - disse lui
-         Solite cose. Tu sei andato dal medico ?–
-         Sì, mi ha dato una pomata per il polso –
Poi lei si voltò con un leggero sorriso malinconico e curativo.
-         E con le allucinazioni ? – sussurrò dolce
-         Non ti preoccupare piccola. Sto bene –
La ragazza sorrise nuovamente con un leggero sospiro celato nel petto e si rimise a cucinare
-         Oggi fuori dalla farmacia …. – disse piano l’uomo
Lei si voltò nuovamente e i capelli le si scostarono un po’ dalla fronte
-         …mi sono rivisto bambino –
Aveva gli occhi lucidi, lei lo guardo un altro istante e lo abbracciò.
L’uomo ricambiò l’abbraccio con una tenerezza unica e pianse lieve, di quella tristezza dolce che solo gli anziani che hanno già vissuto la vita sanno dare.
-         Ti voglio bene papà – e lo guardò con la tenerezza immatura della sua giovane età
-          Aspettiamo la mamma e poi mangiamo –
 
 
 
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categoria:racconto
giovedì, 12 gennaio 2006
jeffphoto_chris-cornell_profileGRACE vs EUPHORIA MORNING
 
Quasi senza pensare compongo la mia playlist di oggi (che accompagnerà il mio pomeriggio lavorativo) mettendo in sequenza prima i brani del Cd “Grace” di Jeff Buckley e di seguito “Euphoria Morning” , opera solista di Chris Cornell.
Rimango impressionato, come sempre, di fronte alle qualità vocali di questi due cantanti.
Jeff stupisce con una voce cristallina ,capace di coprire anche ottave relegate solitamente a voci femminili, con una fluidità e un timbro che lasciano senza fiato.
Chris coinvolge con melodie malinconiche post-grunge che a mio parere esaltano molto di più le sue doti vocali rispetto alle canzoni proposte con i SoundGarden o con gli AudioSlave.
Due album di grande effetto: sicuramente “Grace” è un capolavoro e viene annoverato come tale dalla maggior parte dei musicofili, “Euphoria morning” è un concentrato di sound malinconico, graffiante e allo stesso tempo potente che regala emozioni (anche se sono piovute molte critiche negative su questo album da solista dell’ex SoundGarden).
La vena triste accomuna entrambi gli album anche se la voce dei due cantanti è completamente differente ma strepitosa in tutti i due i casi.
Quando ascolto Jeff Buckley penso sempre un attimo alla sua tragica morte: lui che si immerge nel fiume e che scompare, il suo corpo ritrovato giorni dopo e ancora i tanti misteri sulla causa del decesso.
Qualsiasi cosa si ascolti di Jeff Buckley lascia senza fiato, un talento naturale fuori da ogni canone, di certo superiore a quello di Chris Cornell, però quando quest’ultimo “tira fuori la voce” ha una potenza e un “graffio” da far venire la pelle d’oca.
Un consiglio, ascoltate entrambi questi cd…non possono deludervi
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martedì, 10 gennaio 2006

running shoesWORK-RUN-SOUND-WRITE

Dopo feste,cene e quant'altro pre-post natalizio
riprendono quota le solite cose riassunte in
work-run-sound-write.
WORK in ufficio, RUN perchè ho già tirato fuori le scarpe
da runner e mi sono già fatto i primi 8Km dell'anno nuovo
(gambe ok ma il fiato un po' scarseggia), SOUND perchè le
prime prove col gruppo sono andate decisamente bene.
Ziggy Stardust di Bowie più lo suoniamo e più mi piace,
incredibile, non stanca mai.
WRITE è in stand-by, solo qualche traccia sparsa.
New Year 2006 con "Aspetta primavera Bandini" sul comodino,
Baustelle nel lettore CD, "The machinist" (pronto per essere
riguardato) nel lettore DVD e appuntato sul taccuino alla voce
"da non perdere" la mostra INFORMALE al Foro Boario di Modena.

"Ziggy played guitar, jamming good with Wierd and Gilly,
The Spiders from Mars.
He played it left hand, but made it too far,
Became the special man, then we were Ziggy’s Band."

Tratto da ZIGGY STARDUST (Bowie)

Per qualche istante mi sono distratto
da me stesso e da tutto il resto. Ne sono sicuro.
Perché quando mi sono voltato non sapevo più
dov’ero. Finché alcuni uccelli non si sono alzati
dagli alberi contorti. E sono volati
nella direzione in cui dovevo andare.

Tratto da "Questa mattina" di R. Carver

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categoria:diario, bowie
sabato, 07 gennaio 2006
548FOUND BAUSTELLE
 
Finalmente trovo da Ricordi MediaStore il nuovo cd dei Baustelle “La Malavita”. E’ sublime!
Lo ascolto e riascolto per tutto il pomeriggio, do’ un’occhiata al loro sito , al libretto del cd, ai commenti..ecc. Mi piace un po’ tutto e trovo notizie interessanti.
Alla fine concludo che mi piacciono i Baustelle:
-         perché in tedesco significa cantiere e suppongo che il loro cantiere musicale sia ancora in fase di avanzamento lavori e i prossimi cd saranno validi quanto “La Malavita”
-         perché associo Baustelle a Bauhaus e e mi viene in mente sia il gruppo dark anni ottanta, sia la corrente architettonica tedesca
-         perché alcuni brani sono cantati da una voce maschile, altri da una voce femminile, altri da entrambi
-         perché dentro c’è un po’ tutto e c’è una voce cupa e malinconica di un uomo e la voce pulita e flebile di una donna
-         perché hanno intitolato una canzone “Il nulla” e nel libretto del cd hanno citato uno strofa della canzone “Quello che non c’è” degli AfterHours
-         Perché i testi trascendono e spaziano da revolver, pistole, suicidi, Kalvin Klein, Esselunga..
-         Perché per suoni e testi non riesco a identificarli con  nessun altro gruppo italiano, troppo poco rock per essere paragonati agli After, troppo poco elettronici per essere simili ai Subsonica, troppo cupi (anche nei testi) per un’analogia con i vari gruppi pop italiani…genere a se.
-         ….perchè ho altri mille perché da aggiungere in futuro…
 
 
Tu  hai fiducia nel pop
sei rock and roll
indossi il mito passeggi Puma mangi in cinema
mi spieghi che dietro ogni campo di grano c'è il divino, c'è Van Gogh
invece temo il peggio
Tutto il niente l'essere è sotto il sole è colpevole
 
“Il nulla” - Baustelle
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categoria:musica, baustelle
giovedì, 05 gennaio 2006
CM_T2_yattaLE COSE CHE SALTANO SEMPRE FUORI
 
Siamo lì a parlare in un gruppo di amici e cosa salta fuori?
I cartoni animati anni ottanta.
Io dò di certo una nota di merito a Yattaman anche se non trovo
molti consensi.
Cavoli!!Ma ogni puntata di Yattaman aveva delle chicche imperdibili:i robottini inventati dal
trio drombo erano spettacolari, i doppiaggi in italiano dei tre personaggi del trio
erano da urlo, non si capiva mai bene perchè quando Yattaman sceglievano il robot saltava
quasi sempre fuori YattaPellicano o YattaCane, le punizioni riservate ai tre cattivi
da Docrobei erano sadiche e micidiali, ogni tanto uscivano frasi piccanti su Miss Dronio da
annoverare come chicche imperdibili....poi c'era il maiale che saliva sull'albero. Quello
era davvero il top.E qui non si può citare l'ormai famosa:
"Anche un maiale sa salire su un albero quando viene adulato!!"
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