giovedì, 29 dicembre 2005

Senza-titolo-1SEMAFORO ROSSO

Eccomi a proporvi il secondo racconto tenuto nel cassetto.

Qui l'influenza di Baricco un po' si fa sentire. Forse avevo letto da poco "Seta" o  "Oceano mare"....almeno è questa l'impressione che ho io rileggendolo (come sono autocritico!!!)

 

Come al solito il semaforo è rosso.
Teo impreca piano.
Non riuscirà mai ad arrivare in tempo per l’inizio della lezione di Diritto, sarà costretto ad entrare dalla porta posteriore dell’aula H e dovrà sedersi furtivamente negli ultimi posti.
Tre secondi.
Il semaforo continua ad essere rosso.
Teo volge lo sguardo a sinistra e sbircia dietro il finestrino della macchina di fianco incolonnata per svoltare a sinistra.
C’è una ragazza che tiene le mani sul volante e piange.
Sono quelle lacrime dense che arrivano al mento dopo un tragitto incerto e faticoso lungo le guance.
E’ un’immagine di tristezza piena e pesante che relega l’osservatore d’improvviso in una malinconia profonda, toglie il pensiero del ritardo e l’arrabbiatura di un semaforo rosso per troppo tempo.
Quattro secondi.
Il semaforo è ancora rosso.
Teo pensa ad un film che probabilmente non esiste.
C’è un uomo sulla quarantina che scende dalla macchina e bussa al finestrino dell’auto di fianco.
Alla guida c’è una ragazza che piange.
Lei scuote leggermente il capo, come risvegliata da un profondo doloroso torpore e si asciuga gli occhi furtivamente e sorride di un’ ilarità che costa impegno.
Sforzo sovrumano mascherare il frullato di emozioni che portano alle lacrime..
“Tutto bene?”
Lei sorride e non risponde.
Fa un gesto con il capo, non apre lo sportello, non abbassa il finestrino.
L’uomo sorride.
Tra sei mesi queste due persone si sposeranno.
E’ un film proiettato in bianco e nero nella testa di Teo.
Teo ha ventiquattro anni.
Quattro secondi.
Il semaforo è ancora rosso.
Teo la vede piangere ancora, la bocca sottile si sforza per mantenere un’espressione composta.,
vorrebbe scendere a consolare un po’ quel viso angelico.
Tra sei mesi potrebbe sposarsi con una ragazza che ha incontrato casualmente ad un semaforo.
Basterebbe prendere un distillato di coraggio, scendere e fare il galantuomo in soccorso di un giovane animo sofferente.
Forse una crisi coniugale, la scomparsa di una persona cara, un litigio mattutino, un lettera di licenziamento , l’esito di un esame medico, una telefonata sgradita.
Una bussatina al vetro, un sorriso, forse non servirebbe nemmeno parlare.
Semaforo verde.
Filippo suona all’idiota che davanti non si è accorto che il semaforo è diventato verde.
Elisabetta svolta a sinistra, accelera rabbiosa, mette la terza e si asciuga il viso con il dorso della mano.
E’ da due settimane che continuano i litigi con Giorgio, stavolta è davvero finita.
Filippo supera Teo che tiene l’andatura blanda del pensionato che va a fare la spesa e  si è già scordato di essere in ritardo.
Comincia a chiedersi se quel pianto al semaforo l’avrebbe turbato in egual misura nel caso in cui al volante ci fosse stata una sessantenne con gli occhiali spessi e i capelli crespi..
Elisabetta è bellissima.
Giorgio lo sa bene ma sa anche che non può continuare a spendere tutti i soldi del suo stipendio in vestiti, massaggi, creme cosmetiche e sedute dall’estetista.
Da più di un anno è disoccupata.
Lui lavora il doppio di prima e lei deve cercare di contribuire riducendo al minimo le spese inutili.
Anche Giorgio pensa che stavolta sia finita per davvero.
Nessuno dei due sa ancora che la settimana seguente lei andrà da lui e con rabbia raccoglierà tutti i vestiti dall’armadio.
Uscirà sbattendo la porta, carica come un mulo di borse stracolme di ogni cosa.
Giorgio starà in silenzio a guardare l’ultimo atto dei loro due anni d’amore.
Nessuno dei due sa ancora che tra tre anni si rincontreranno casualmente in un bar del centro di Milano e si sposeranno dopo otto mesi.
Quando Teo entra nell’aula H la lezione è cominciata da almeno dieci minuti.
Si siede furtivamente in un posto in fondo, estrae dalla sua valigetta il quaderno e comincia a prendere appunti.
Dieci minuti , la sua mano non scivola più sul foglio, il professore di diritto è lontano, stanno proiettando di nuovo quel film in bianco e nero e questa volta Teo è il protagonista.
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"Comunque vada darò un sorriso al niente
O ruberò al vento un'acqua di silenzio
 Amerò le mani tese sui capelli i pugni in testa il buio ingiusto della mia maliconia"  - COMUNQUE VADA - MAX GAZZE'
 
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categoria:racconto
martedì, 27 dicembre 2005

 

NEL DESERTO
 
Nel deserto un bambino
disegna un mare inquinato
senza usare il blu
forse è solo un miraggio
puntino nella desolazione
 
"She's running out again" Radiohead - Creep

 

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lunedì, 26 dicembre 2005
 
cronenberg_1A HISTORY OF VIOLENCE
 
Vado a vedere il nuovo film di Cronenberg e non so perché, a discapito del titolo,
mi aspetto un film stile lentone complesso sulla falsariga di Spider…..invece rimango piacevolmente sorpreso dall’originalità.
Premetto che non avevo letto nessun recensione in merito solo qualche riga relativamente
alla trama del film.
L’inizio è fantastico, sembra che il buon vecchio Quentin Tarantino ci abbia messo lo zampino.
Tutto apparentemente piatto poi esce d’improvviso la violenza pura ma impassibile che non vuole sconvolgere nessuno come se lo spettatore non avesse niente di cui meravigliarsi (un po’ stile Kafka).
Prologo bellissimo poi entra in scena il protagonista e tutto diventa dolce e spensierato , ma lo spettatore chiaramente ha ancora in mente l’impronta tarantiniana iniziale.
Dolcezza e Brutalità iniziale si amalgamano, la storia si evolve (e non vi racconto come) e comincia ad affiorare una sorta di mistero sull’identità del personaggio… Tom? Joy? Buono? Cattivo? cominci a fare congetture... ora non puoi perderti una scena.
Nello scorrere della vicenda intanto appaiono scene cult (come l’incontro tra due ragazzi e i due malviventi sul pick up , lo sguardo dice tutto) e qualche sprazzo erotico improvviso.
Nuovi personaggi cominciano a comporre uno strano mosaico  (tra i quali grande interpretazione di Ed Harris) e il film non è più catalogabile come drammatico, giallo, thriller…. e comincia ad essere sempre più appassionante.
Compaiono chicche di humor qua e là  che fanno aumentare le stelline nelle varie recensioni del film.
Si arriva in prossimità del finale tra tragedia familiare, misteri svelati, scazzottate e sparatorie e il protagonista diventa il Rambo della situazione e da solo affronta tutti i fantasmi del passato (e qui entra in scena, anche se per poco, William Hurt)….crescendo con perle di humor nero a go go (immagino Tarantino al cinema ad applaudire).
Rientro alla normalità e alla drammaticità del presente…. con ultime scene un po’ sospese , senza dialoghi e varie inquadrature sugli sguardi degli attori.
Grandioso!! Attendo solo che passi qualche mese per acquistare il dvd e catalogarlo nella videoteca personale. A mio parere uno dei film più belli di Cronenberg.
 
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categoria:film, recensione, cronenberg
sabato, 24 dicembre 2005
christmas-treePaulKleeNATALE TEMPORALE 
Questo silenzio natalizio lontano da passettini furtivi in supermercati
stracolmi non so se renda il cuore più tranquillo oppure più malinconico.
E' il primo Natale così....forse so anche il perchè ma non si ricordano mai
i perchè ( o forse non si vogliono ricordare per non dire).
 
 acrylic on canvas   - S. Bergman "     Christmas Tree for Paul Klee"
 
I miei migliori auguri a tutti con questa canzone di Morgan
Canzone per Natale
Le finestre accese
e le ombre tutte quante
insieme a conversare
Nelle strade tetre del quartiere
un nuovo centro commerciale
Alberi che puntualmente,
giorno dopo giorno,
vengono a mancare
Canzone per Natale
Soltanto per Natale
Tornò dalle battaglie perse
e si dimenticò la strada
Poi errando si svagò
vagando un po' al museo
di scienza naturale
Faceva proprio finta
di sapere dove andare
Sognò di festeggiare
Le nozze di Natale
C'è il temporale
E nelle case
la luce si fa artificiale
s'è fatto buio
E si racconta
la vera storia di Napoleone
C'è il temporale
E anche se non fosse stato Natale
T'avrei amata uguale
 
 
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categoria:diario, natale, morgan
sabato, 24 dicembre 2005
POD MANIA
 
Tutti i chitarristi-amici che conosco non fanno altro che parlare di questo benedetto
POD multieffetto DEFINITIVO che con una cifra abbordabile consente di avere
miliardi di tipi di suono, simula i suoni dei vari ampli, può essere connesso direttamente
al mixer senza dover perforza usare un amplificatore, fa anche da multitraccia.....
insomma il top dei top.
Leggo le prime righe del manuale e noto che anche la LINE6 produttrice di questo giocattolo
tecnologico lo esalta come l'oggetto che rivoluzionerà il mondo della chitarra.
Riportato fedelmente alcune righe dle manuale:
"Sia che lo usiate come definitivo pedale multi-effetto,
miracolo della registrazione diretta, potente preamp, partner per
esercitarvi, o creativo strumento per il trattamento digitale del segnale (e poi, perché
solo una di queste cose?) pensiamo sarete d’accordo che POD XT Live è forse la cosa
più sorprendente mai vista dal tempo della chitarra elettrica."
Boh...io non so... penso a Jimi Hendrix che suonava anche con i denti
senza aver mai preso una lezione di chitarra.
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giovedì, 22 dicembre 2005
TRISTE FREDDO PRENATALIZIO
 
DSCF0010Questa sera è un freddo pazzesco, di quelli che non riesci nemmeno a tenere al
caldo l'anima. E' il freddo di una poesia triste.
 
 
 
 
INFINITAMENTE PICCOLO
Ecco il mio pensiero arrivare
dolce
come un budino su un macigno.
Per un istante
compreremmo calamite
per star più vicino.
Per un attimo
hai sfiorato
il vaso sul ciglio dei pensieri
Uno attimo solo.
Un attimo infinitamente piccolo.
Tage 2005
 
"Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c'è più nessuno che mi parli ancora un po' di lei
Ancora un po' di lei"
FIRENZE (canzone triste) Ivan Graziani (1980)
 
FOTO "VENEZIA (immagine triste)" scattata da me all'uscita dalla
mostra di Dalì tenutasi a Palazzo Grassi (Gennaio 2005)

 
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domenica, 18 dicembre 2005
HENRY MOORE E IL FIENILE INFORMALE
 
News1: Si apre oggi la mostra “Informale Jean Dubuffet e l’arte europea dal 1945 al 1970” presso il Foro Boario a Modena.
Rimarrà aperta fino ad Aprile 2006 con ingresso gratuito.
Verranno esposte opere di artisti europei come Jean Dubuffet e Yves Klein e di artisti italiani di valore come Lucio Fontana e Alberto Burri.
 
News2: E' sparita la scultura di Henry Moore (penso il più famoso scultore inglese), situata nel giardino della fondazione a lui intitolata nell'Herfordshire, in Gran Bretagna. Il peso di due tonnellate non ha spaventato gli intraprendenti ladri che l'hanno portata via.
 
Fienile party: Serata di ieri al Fienile(ovvero Bosco): bravi i ragazzi che suonavano dal vivo e anche la musica dei DJ di Antenna Uno Rock Station.
C’era un po’ di “flemma” generalizzata però in complesso le ore sono scivolate bene.
La festa, la musica e la balotta di amici hanno un po’ appiattito i pensieri contorti.
 
Citazione: ”L’amore non esiste. L’amore l’e un sit a da cuntadein” esternazione di Piccio ieri sera al Fienile Party.
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sabato, 17 dicembre 2005
(kandinsky)-improvisation-7
KANDINSKY - IMPROVVISAZIONE 7
 
Stenditi sul divano e ascolta un po’ di musica.
Io non ti consiglio niente, ma non mettere su un CD a caso, scegli bene tra i titoli della tua collezione.
Non mangiare, non fumare, non accendere il televisore, non addormentarti.
Aspetta fino a quando una nuvola passera’ a prenderti per portarti in alto dove l’aria e’ meno densa e piu’ respirabile.
Non e’ il momento ne di cantare ne di tenere il tempo.
Guardando il quadro che e’ appeso nella parete di fronte ti sembra di tornare bambino, fin da allora ti chiedevi cosa significasse e ancora oggi non sai darti una risposta.
Un verdone spento per delineare un paesaggio autunnale di un bosco surreale fatto di alberi senza chiome, di case senza tetti e un cielo nero per appesantire ancora.
Quando hai l’anima pesante il quadro è lì per farti ricordare ogni triste nota del passato, quando trovi leggerezza i colori d’improvviso sembrano vividi e lucenti.
E’ sempre lo stesso quadro, nulla è cambiato, sempre lì muto e IMPASSIBILE che stimola involontariamente emozioni.
Forse sono gli occhi che vogliono vedere ciò che il cuore suggerisce, forse involontariamente la mia sensibilità è rimasta impregnata nelle pennellate sulla tela.
 
 "Ricordare è un po' morire"
Citazione tratta dal film "Una pura formalità" di Tornatore con Depardieu, Polansky e Rubini (1994) 
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giovedì, 15 dicembre 2005

Senza-titolo-1RACCONTO BREVE  E LEGGENDE LISERGICHE

Alla fine ho deciso di mettere un mio breve racconto sul blog. Lo serbavo lì in cantina da un pò.

A dir la verità non mi è mai sembrato un gran chè...poi oggi ......beh leggetelo se vi va.

 

Quando Milena arrivó al passaggio a livello chiuso di StradaNova era in ritardo.
Giá altre volte aveva abbassato la bici sotto la sbarra e aveva attraversato controllando che nessun convoglio sopraggiungesse, ma quella mattina decise di attendere.

La sera prima aveva incrociato lo sguardo di Giulio ma non aveva avuto il coraggio di muovere un muscolo e lui si era nascosto dietro un banale ciao.

Quando il passaggio a livello si aprí Milena spinse sui pedali, l’aria cominciò ad entrare fresca nei polmoni e ripensò un attimo a quel libro su Jack Frusciante che aveva letto diversi anni prima.
StradaNova era un piccolo paese stretto e lungo con tutte le case di mattoni rosse arroccate sulla via principale.
Una chiesa, il bar e qualche negozietto sbiadito ovvero la scenografia ideale per quei film anni settanta con sparatorie tra auto alfa romeo verdoni, grigie o blu che si inseguono sgommando.
Anche Milena pareva uscita dagli anni settanta; i jeans a zampa d’elefante non andavano più di moda da decenni eppure erano i suoi preferiti e a dire il vero slanciavano molto il suo corpo minuto.
Giacca scamosciata stretta stretta portata sopra una camicia a fiori e clark ai piedi.
Giulio era un ragazzo alla buona che faceva consegne per un fioraio, fumava erba e correva in bici per l’associazione ciclistica del paese.
Una volta aveva anche vinto il giro di Roccatella.
Il primo premio era un prosciutto, una bottiglia di grappa e una medaglia che conservava con sacralità nel cassetto del comodino.
La bottiglia di grappa terminò in una settimana, suo padre e suo fratello non lesinavano certo negli alcolici, dopo il caffè era consueto il secondo, il terzo e a volte anche il quarto giro.
Aveva conosciuto Milena mentre faceva consegne, con uno sguardo ammiccante l’aveva stregata.
Dopo una settimana di incontri più o meno casuali si erano trovati in coda allo sportello della posta di Roccatella e Milena aveva cominciato a parlare senza freni e inibizioni.
Giulio sembrava interessato ma una volta arrivato il suo turno aveva sbrigato in un secondo un pagamento e si era volatilizzato senza salutare.
Milena aveva spedito il pacco che doveva mandare alla sua amica Cinzia di Milano ed era tornata a casa meno serena e più triste del solito; ma Giulio era così, non si formalizzava tanto, era sempre di corsa era amico di tutti e di nessuno e tendeva a farsi gli affari suoi.
Mercoledì 15 Luglio il camion del trasporto carni travolse Giulio mentre attraversava la strada con in mano un mazzo gigantesco di rose rosse.
Le doveva portare alla signora Lina.
Il mattino stesso era spuntato in negozio il marito e si era raccomandato di fare la consegna entro mezzogiorno altrimenti lei sarebbe uscita per andare a lavorare alla manifattura, faceva il turno pomeridiano.
Erano le 12.05 e la signora Lina era già uscita di casa.
Giulio aveva spremuto al massimo lo scooter ma non era umanamente possibile fare più in fretta, quella mattina aveva troppe consegne da fare ….. ed infatti era in ritardo.
Per terra si sparpagliarono tutte le rose, alcune sembravano adagiate sull’asfalto, altre erano schiacciate tra le ruote del camion e la strada.
Piero scese dal camion e capì subito che l’aveva ucciso.
Giulio era volato almeno a dieci metri di distanza e quando aveva toccato terra per l’ultima volta dopo i numerosi rimbalzi il suo corpo pareva senza vita.
Era proprio così.
E’ che alle volte il destino si distrae un attimo per guardare il cielo e non si riesce più a trovare il lieto fine ad una storia.
Milena era una sognatrice, pensava al fattorino del fioraio e ad una bella storia da raccontare….immaginava loro due sdraiati sul prato a parlare di viaggi in sudamerica, della musica degli Who, delle corse in bicicletta e di quando in agosto sarebbero andati sulla collina di Strenno a vedere le stelle cadenti.
Ci sarebbe stato un caldo infernale e sarebbero rientrati in casa alle sei di mattina facendo piano per non svegliare nonni e genitori; ma mercoledì 15 Luglio Giulio Pontini era morto sull’asfalto caldo mentre portava un mazzo di fiori alla signora Lina.
Milena non sapeva ancora che il giorno dopo avrebbe perso tutti i suoi sogni.
Piero non sapeva ancora che avrebbe preso nel cuore tutto il dolore del mondo e l’avrebbe serbato con se per tutta la vita.
Anche le amiche di Milena da lì a poco non avrebbero più raccontato della storia d’amore che poteva sbocciare ma si sarebbero limitate a dire che Giulio era morto.
E l’avrebbero detto con lo sguardo triste che ti compare sulla faccia ogni volta che senti pronunciare da un amico triste la parola morte, lo sguardo diametralmente opposto a quello che hai quando ti aspetti una bella storia….e questa non è una bella storia.
Written by Tage

Curiosità di oggi: C'è chi intrepreta il pezzo dei Beatles "Lucy in the Sky with Diamonds" come un viaggio allucinogeno raccontato da John Lennon. Le lettere iniziali delle parole nel titolo della canzone sono infatti LSD.

Newspaper taxis appear on the shore
Waiting to take you away
Climb in the back
with you head in the clouds
And you're gone
Newspaper taxis appear on the shore
Waiting to take you away
Climb in the back
with you head in the clouds
And you're gone

 

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categoria:poesia, diario, racconto
martedì, 13 dicembre 2005
ALTROVE
..là, infondo alla strada....c'è una donna bellissima
in cerca d'amore...
Così cantava un "menestrello" un po' di tempo fa.
Della strada che sto percorrendo non vedo confini,
non vedo alberi sfilare sui lati, sotto le suole
nè cemento nè asfalto nè erba...ma l'odore di
nuovo arriva piano alle narici come una torta di
mele appena sfornata.
Proprio qui cominci ad assaporare il gusto del viaggio.
 
"Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti
Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove"
Altrove -  Morgan
postato da: tage alle ore 19:19 | Permalink | commenti
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