mercoledì, 01 luglio 2009
Tito&tarantulaIL MESSICANO A LEVIZZANO OVVERO I Tito & Tarantula
Cosa ci faccio nella corte del castello di Levizzano con un braccialetto al polso modello villaggio 4 stelle all inclusive? Mi godo una massiccia dose di rock & roll Tex-Mex di quei  “desperado” di Tito & Tarantula.
Quentin Tarantino aveva avuto la vista piuttosto aguzza quando li ha selezionati per interpretare loro stessi all’interno del Titty Twister , il famoso locale del film “Dal tramonto all’alba”.
Tito Larriva & co. sono una band da malfamato locale messicano dove i clienti si sbronzano ballando un secco rock anni 70 condito con tequila, chili e tapas.
Nonostante il palco di Levizzano sapesse più di Lambrusco che di Tequila, nonostante la location non fosse proprio malfamata, malgrado tutto, quando i quattro Mex-Rockers sono saliti sul palco mi è sembrato per un attimo di essere al Titty Twister.
Tito cantava alla sua maniera sporca e rantolante , il chitarrista barcollava con gli occhi socchiusi con la sua faccia da messicano in fuga, la bassista sembrava appena uscita da una comparsata in Kill Bill.
Quando poi lo svalvolato spettatore mezzo nudo è salito sul palco, ha strappato il microfono a Tito e ci ha urlato dentro “Il rock & Roll è morto”, ho capito che Levizzano è molto più rock di quello che pensassi .
Tito & Tarantula suonavano e sudavano, noi sotto il palco saltavamo e sudavamo , il rock incalzava e non si poteva far altro che assecondarlo.
Poi arriva l’inconfondibile intro di “After Dark”, alcune ragazze si fanno trascinare sul palco da Tito, mi aspetto che da un momento all’altro esca Salma Hayek col serpente.
Sotto il palco la gente si carica ulteriormente, il finale del pezzo è un muro di chitarra distorto con sopra le grida rauche di Tito, il pubblico attende che  i Tarantula si trasformino in vampiri…niente da fare, ma è un bel concerto lo stesso.
Gran finale che arriva con “Cucarachas enojadas” (che non so se si scrive così ma fa lo stesso).
Tito si esalta, il pubblico si scatena, torna lo svalvolato mezzo nudo, ruba asta e microfono a Tito sgusciando da sotto il palco e comincia a urlare “Cucaracha fumando marjuana”…. e penso che la corte del castello di Levizzano  sia il luogo ideale per il concerto dei Tito & Tarantula.
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categoria:musica, film, concerti
sabato, 27 giugno 2009

jackoJACKO

C’è un vhs di parecchi anni fa: ci sono io a 9 anni che nel giardino di casa faccio l’imitazione di Micheal Jackson sulle note di “Bad”.
La canticchio quasi tutta biascicando parole che assomigliano poco all’inglese, fingo di aver un cappello in testa e a tratti improvviso un pessimo moonwalk.
L’urletto alla Jacko non può mancare, “dah”, alla fine di ogni strofa cantata lo faccio saltar fuori , “dah”.
 “Bad” è un gran pezzo e anche un pezzo della mia infanzia,  l’ho sempre preferito a “Thriller” perché il video di “Thriller” mi faceva paura , avevo appena 5 anni quando uscì.
Poi c’è la questione delle scalette: tutte le volte che ci si trovava con gli altri del gruppo per decidere i brani da inserire in scaletta saltava sempre fuori “Smooth Criminal”, un pezzo che ho sempre ritenuto punk-rock.
Non voglio scrivere nient'altro su MIcheal, le altre cose le stanno scrivendo tutti e ovunque.
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categoria:pensieri, musica, ricordi, jacko
martedì, 23 giugno 2009
mar
IL MARE NON ARRIVA
 
Il mare non arriva perché piove, sono senza auto e non ho nemmeno preparato la mia playlist estiva.
Anche l’estate arriva piano perché i pensieri corrono ovunque tranne che sulla spiaggia bagnata dalle onde, sembra che abbiano preso la rotonda e ora stiano ritornando indietro a sondare i ricordi del passato.
Il termometro sale piano, le temperature sono  sotto la media, sotto la media anche i miei progetti estivi, anche i miei entusiasmi.
In una settimana tutto è rallentato….l’unica persona invece che doveva rallentare non l’ha fatto e mi ha tamponato.
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giovedì, 18 giugno 2009
marebiciECCO CHE ARRIVA….
 
Fine giornata lavorativa, mi avvio verso casa stanco ma felice.
Mentre aspetto in coda dietro un’auto che svolta, arriva una prestigiosa Audi A6 che mi tampona frantumandomi il paraurti e incrinandomi il portellone posteriore.
Proprio quello che ci voleva in un giovedì sera tranquillo: constatazione amichevole e macchina dal carrozzaio per una settimana, proprio la mia settimana di ferie.
Ecco che arriva… a disintegrare anche l’attimo felice di un periodo bigio.
Come si chiama non lo so ma passerà,  le molecole combattono ancora anche se quelle sotto il basso ventre sono molto frantumate, almeno quanto il paraurti.
Le ciabatte infradito da due euro sono comode e costano meno di un gelato, le potrei anche usare al mare sempre che riesca ad andare al mare in bici, in fondo 150Km di pedalata non hanno mai steso nessuno.
Se vi piace chiamatemi Oscar…della sfiga.
 
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categoria:pensieri
martedì, 16 giugno 2009

ANCORAANCORA

Ho girato con un’ancora attaccata ad un piede.
Non è una cosa pesante, è che ogni tanto ti tira giù un po’ l’umore come fanno quei silenzi incomprensibili squarciati dal duplice suono di un sms giunto sul cellulare.
Oggi ho fatto i consueti 30 Km in bici e con un ancora al piede non è stato facile, poi sono arrivato a casa e ho appeso l’ancora al cuore.
Lì è più faticosa da portare ma almeno non si vede.
 
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categoria:pensieri, poesia, ricordi, corsa
lunedì, 15 giugno 2009
violeVIOLE
 
C’è un archivio digitale con diversi centinaia di giga di musica.
Carico tutte le canzoni sul media player in un’unica playlist immensa e vado di tasto random.
Mentre gioco, lavoro, mi alleno e faccio mille altre cose cominciano a susseguirsi canzoni note, altre talmente intrise di ricordi che ti fermi un secondo a pensare, altre che ti fanno ballare alla prima nota, altre da ascoltare in silenzio.
Improvvisamente dal calderone viene fuori una canzone italiana fantastica : “Viole” dei Deasonika.
Questi Deasonika si erano davvero nascosti bene tra i byte del mio hard disk, forse era giusto che questo brano venisse alla luce solo oggi, forse questo canzone non esiste veramente, forse è comparsa dal nulla pochi giorni fa, si è materializzata come conseguenza dei miei pensieri forti o trasportata da una misteriosa forza aliena.
E’ bello sapere che c’è un glicine che sa di viole.
 
 
“Se io fossi polvere scenderei nei tuoi silenzi e ti direi….”
Deasonika - Viole
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categoria:pensieri, musica
lunedì, 08 giugno 2009
domopackSTRATI DI DOMOPACK
 
Questi giorni sono incartati con la pellicola trasparente Domopack: diversi strati fino a rendere opachi anche i colori più accesi.
Sento che i momenti e i sentimenti sono compressi nella pellicola trasparente.
Li tengo lì perchè non si disperdano, per conservare al meglio la parte buona di me, intanto però respiro faticosamente e faccio fatica a guardare lontano, il Domopack rende tutto informe.
Non ho nemmeno un coltellino per forare la pellicola e far entrare un po’ di aria fresca che mi farebbe bene.
Ho voglia di fare uno di quei sospiri profondi che vengono fuori solo quando sei veramente sereno, quelli che prima ci dev’esser stato un abbraccio.
 
“Perchè aspettiamo di essere sfiorati da una stella
Che riesca a farci dimenticare
Che ci troviamo a rovistare tutti i giorni
Tra le cose che un giorno sembravano vere
Perchè non importa la strada che fai
La gente che incontri e le donne che hai
Conta solo il momento in cui riesci a vederti
Dentro di lei”
 
Otto Ohm – Strade inquiete
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categoria:pensieri, musica, ricordi
domenica, 07 giugno 2009
guitWE CAN WORK IT OUT
Questa settimana mi vogliono tutti far suonare o cantare: "Tage dai vieni sul palco che facciamo un pezzo assieme, dai Tage che mettiamo su un duetto, dai Tage che c’è una data che ci manca un gruppo".
Davvero onorato ragazzi,quasi mi commuovo….. ma vi siete messi d’accordo?
Al momento sono “fuori corda”…. però .....grazie.
E’ strano che “We can work it out” dei Beatles si leghi così bene a questi giorni di Giugno, l’ascolto e ricordo quando la suonavamo in acustico con due chitarre e due voci … mille anni fa o forse un po’ meno.
Il vento inizia a soffiare diversamente, anche le maglie a righe hanno perso un po’ del loro fascino … esco in camicia e c’è chi dice che “in camicia sto molto meglio”.
Non ricordavo esattamente il testo di “We can work it out” , è stato bello riscoprirlo, è azzeccatissimo.
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categoria:pensieri, musica, ricordi
domenica, 31 maggio 2009
assur
SECRET CONCERTS E OTOMANTI
Quando cominciano queste feste estive si scoprono sempre cose interessanti tipo che Moltheni  suonava a meno di 10Km da casa mia in secret concert e me lo sono perso.
Un secret concert è il concerto di un artista in una casa privata o in un luogo insolito, il tutto eseguito senza ausilio di amplificazione, davanti ad un numero esiguo di spettatori (50 persone max  per intenderci).
In breve è come se ti trovassi in casa di un amico a sentire Moltheni che canta e suona la chitarra stravaccato sul divano.
Comunque sia il secret concert di Moltheni di venerdì sera l’ho mancato e in sostituzione mi sono gustato una festa imboscata in mezzo alle campagne modenesi, molta gente, molto freddo, molti musicisti a parlare di musica.
Era poi giusto inciampare nella “biennale dell’assurdo di Castelvetro” e scoprire che esistono le otomanti , persone che ti leggono l’orecchio.
C’era una installazione con i copertoni delle auto che delimitavano una zona piena di bottiglie di plastica ed un cartello che invitava a calciarle.
Tutti passavano, calciavano, la scultura mutava….ho calciato fortissimo e qualcosa è cambiato.
 
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categoria:pensieri, diario, moltheni
martedì, 26 maggio 2009
bianca reggioNOTTE BIANCA
 
Alla notte bianca di Reggio Emilia c’era tutto quello di cui avevo bisogno, tutto tranne il parcheggio.
Qualche chilometro a piedi però ci ha fatto bene; c’era la bolgia, quella che sembrava che il mare fosse d’improvviso arrivato in città.
C’era una via nascosta , una mostra allestita in una palazzina spettrale con un cortile interno e i balconi che vi sia affacciavano dentro.
Quadri inquietanti appesi male, sedie da barbiere, sculture elettroniche con cuori pulsanti fatti da alimentatori da pc, fotografie del nulla che davano un senso profondo.
Interessante.
Si è trovato anche il modo di parlare di introspezione e di senso artistico delle cose in un sabato sera festivo; fate male a introdurre certi argomenti perché io con sti discorsi mi infervoro.
Carboni invece continuava a suonare in una piazza asfissiata dal caldo e dall’ammassarsi delle persone alle transenne; ho sentito le ultime due canzoni da dietro il palco perché due erano più che sufficienti.
Il gruppo in zona universitaria invece suonava bene, lì mi sarei fermato dieci minuti di più, ma c’erano troppe cose da vedere.
Serata di amici, musica, arte, pepite d’oro e tavoli fatti con bobine di cavo.
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categoria:pensieri, musica, ricordi, recensione, concerti